MARINA DI GROSSETO. Il Comune di Grosseto potrebbe presto uscire dalla società che gestisce il porto turistico di Marina di San Rocco. La Marina di San Rocco Spa ha inviato nei giorni scorsi una lettera all’amministrazione comunale, manifestando la disponibilità ad acquistare il 3% delle quote societarie attualmente detenute dall’ente pubblico.
Un’iniziativa che potrebbe trovare terreno favorevole a Palazzo civico. L’amministrazione comunale, infatti, sembrerebbe orientata a procedere con la cessione, anche alla luce delle osservazioni formulate dalla Corte dei conti sulla gestione delle partecipazioni societarie del Comune.
Per il momento non risultano definiti né il valore economico dell’operazione né le modalità attraverso le quali potrebbe avvenire il trasferimento delle azioni. La disponibilità manifestata dalla società rappresenta comunque un passaggio significativo in una vicenda amministrativa che si trascina da molti anni. E che potrebbe arrivare a una conclusione proprio nei prossimi mesi.
La Corte dei conti aveva chiesto chiarimenti sulle quote
La questione della partecipazione comunale nella Marina di San Rocco è stata affrontata dalla Corte dei conti della Toscana nella deliberazione numero 17/2026/VSG, adottata il 29 gennaio scorso, nell’ambito dell’esame dei piani di razionalizzazione delle società partecipate del Comune di Grosseto.
I magistrati contabili hanno ricostruito una vicenda caratterizzata da ripetute decisioni di dismissione, mai concretizzate, e da un successivo cambiamento di orientamento dell’amministrazione.
In particolare, la Corte ha rilevato che il Comune aveva programmato per diversi anni la vendita della propria partecipazione, confermando questa scelta nei piani di razionalizzazione fino al 2023. Nel piano relativo al 2024, invece, l’amministrazione aveva deciso di mantenere le quote.
Una scelta sulla quale i magistrati hanno espresso rilievi, ritenendo non adeguatamente dimostrata la necessità della partecipazione societaria rispetto alle finalità istituzionali del Comune.
La Corte ha ricordato che, secondo la normativa sulle società partecipate, la presenza di un ente pubblico nel capitale di una società privata deve rispondere a precise condizioni di legge. Non è sufficiente, da sola, la circostanza che l’attività svolta dalla società abbia ricadute positive sul territorio.
Il porto turistico rappresenta indubbiamente un’infrastruttura importante per Marina di Grosseto, per il turismo nautico e per l’economia locale. Ma questo non comporta automaticamente che il Comune debba essere presente nella società che lo gestisce.
Da qui la richiesta della magistratura contabile di riesaminare la decisione di mantenere la partecipazione, sulla base di motivazioni puntuali e verificabili.
Una vendita decisa già nel 2010
La storia delle quote comunali nella Marina di San Rocco comincia molto prima dell’intervento della Corte dei conti. Già nel 2010 il consiglio comunale aveva deliberato la cessione del 3% del capitale sociale, aprendo un confronto politico sull’opportunità di mantenere una presenza pubblica nella gestione del porto turistico.
All’epoca il valore nominale della partecipazione veniva indicato in 15mila euro. La decisione aveva suscitato perplessità anche per il ruolo che il Comune avrebbe potuto continuare a svolgere nella tutela degli interessi pubblici e nei rapporti con i concessionari e gli utilizzatori degli ormeggi.
La vendita, tuttavia, non si concretizzò.
Nel dicembre 2018 venne compiuto un ulteriore passo: con la determinazione dirigenziale numero 2441 del 7 dicembre fu approvato il bando per mettere all’asta la partecipazione comunale. Anche quella procedura non portò alla definitiva uscita del Comune dalla società.
Negli anni successivi la dismissione venne nuovamente programmata e poi rinviata, fino alla decisione di mantenere le quote che ha richiamato l’attenzione della Corte dei conti.
In sostanza, il Comune discute della vendita della propria partecipazione da almeno sedici anni, senza che il trasferimento delle azioni sia mai arrivato a conclusione.
Quanto vale il 3% della Marina di San Rocco
Uno degli aspetti ancora da chiarire riguarda il valore economico delle quote. Il dato storico di 15mila euro rappresenta il valore nominale della partecipazione, ma non può essere automaticamente considerato il prezzo al quale oggi il Comune potrebbe vendere le proprie azioni. La valutazione dovrà tenere conto della situazione patrimoniale ed economica della società e delle condizioni dell’eventuale operazione.
La Marina di San Rocco gestisce una delle principali infrastrutture turistiche della costa grossetana, con attività legate agli ormeggi, ai servizi portuali e all’indotto della nautica.
La documentazione comunale relativa al 2022 riportava ricavi complessivi per circa 2,85 milioni di euro e un utile di poco superiore a 160mila euro. Si tratta, naturalmente, di dati storici, che non consentono di stabilire il valore attuale della partecipazione.
Sarà quindi necessario capire se la disponibilità comunicata dalla presidenza della società si tradurrà in una proposta economica precisa e quale percorso amministrativo verrà individuato per l’eventuale cessione. La manifestazione d’interesse, infatti, non equivale a una vendita già concordata.
Che cosa cambia per il porto turistico
L’eventuale uscita del Comune dalla compagine societaria segnerebbe la conclusione di una presenza pubblica che accompagna la storia del porto turistico.
Ma occorre distinguere due aspetti. La partecipazione del Comune nel capitale della Marina di San Rocco è una cosa; le competenze pubbliche sulla pianificazione urbanistica, sul demanio e sulle infrastrutture sono un’altra.
La vendita delle azioni non comporterebbe, di per sé, la rinuncia alle funzioni amministrative e di controllo che la legge attribuisce agli enti pubblici.
Allo stesso modo, gli eventuali obblighi previsti da convenzioni e accordi sottoscritti nel corso degli anni dovrebbero essere valutati sulla base del contenuto dei singoli atti, indipendentemente dalla presenza del Comune tra gli azionisti. Ed è proprio guardando alla storia del porto che emerge un’altra questione rimasta aperta.
Il nuovo ponte sul canale, un’opera attesa da oltre vent’anni
La possibile cessione delle quote comunali potrebbe rappresentare anche l’occasione per tornare a discutere del nuovo ponte sul canale di San Rocco, un’infrastruttura della quale si parla fin dai tempi della realizzazione del porto turistico.
Non si tratta soltanto di un’opera più volte annunciata. Nel Regolamento urbanistico del Comune di Grosseto, la scheda TRs_01B dedicata al porto di Marina prevedeva espressamente interventi di adeguamento del ponte tra via di Tombolo e il centro abitato.
Il documento stabiliva che il rilascio dei titoli edilizi relativi alla struttura di servizio portuale fosse subordinato all’avvenuto collaudo delle opere sul ponte. Era inoltre prevista una polizza fideiussoria a garanzia degli interventi.
Nel corso degli anni, tuttavia, sono state avanzate differenti soluzioni progettuali. Nel 2015 la previsione urbanistica riguardava l’attraversamento in corrispondenza del ponte esistente, mentre nel 2021, in una scheda relativa al miglioramento delle funzioni portuali, veniva indicata l’ipotesi di spostarlo più a monte del canale. Quest’ultima proposta era presentata come concordata con l’amministrazione comunale, ma resta da verificare quale seguito abbia avuto negli atti successivi.
Il nuovo attraversamento non è stato realizzato e quello esistente continua a presentare limiti, soprattutto in prospettiva del completamento dei collegamenti ciclabili e pedonali. Sul ponte, infatti, dovrà passare la Ciclovia tirrenica, al momento ferma a nord al ponte di Fiumara e a sud alla progettazione fra il ponte sull’Ombrone e Principina. Manca l’attraversamento di Marina e non mancano ipotesi quantomeno curiose, come farla passare in passeggiata. In estate fra bambini che giocano e famiglie con i passeggini forse non è la soluzione migliore…
La vendita delle quote comunali e la realizzazione del ponte sono due questioni distinte, ma il confronto tra Comune e Marina di San Rocco potrebbe offrire l’occasione per tornare ad affrontare anche questa infrastruttura, rimasta per oltre vent’anni al centro di proposte e discussioni.
Ponte che, fra l’altro, non è certo in buone condizioni.
Il nuovo Piano operativo può riaprire la discussione
Quindi il tema del ponte potrebbe tornare d’attualità anche grazie alla nuova pianificazione urbanistica. Il Piano strutturale del Comune di Grosseto è stato approvato nel novembre 2025, mentre per il nuovo Piano operativo sono in corso gli incontri pubblici e le attività di partecipazione che precedono le successive fasi di elaborazione e approvazione.
Proprio oggi, 19 ottobre, è previsto un incontro dedicato alla mobilità cittadina, compresi i collegamenti ciclabili e pedonali, l’accessibilità e la sicurezza stradale. Un contesto nel quale anche il futuro attraversamento del canale di San Rocco potrebbe trovare spazio nel confronto sulle infrastrutture necessarie al territorio.
Al momento non ci sono elementi sufficienti per affermare che il nuovo ponte sarà inserito tra le previsioni del Piano operativo, né risultano definiti tempi e finanziamenti per la sua realizzazione.
Resta però una questione che merita di essere affrontata, soprattutto alla luce delle esigenze di mobilità della località balneare. La vendita delle quote comunali e la realizzazione del ponte sono due vicende distinte, ma il confronto che si sta riaprendo tra amministrazione e Marina di San Rocco potrebbe offrire l’occasione per tornare a ragionare anche su un collegamento del quale si discute da oltre vent’anni. E sul quale c’erano impegni precisi.
Ora la decisione passa al Comune
La lettera inviata dalla Marina di San Rocco riporta dunque all’attenzione dell’amministrazione una questione societaria rimasta aperta attraverso diverse consiliature. Da una parte c’è la disponibilità della società ad acquistare la partecipazione pubblica. Dall’altra ci sono i rilievi della Corte dei conti e la necessità per il Comune di assumere una decisione coerente con la normativa sulle partecipate.
Se l’orientamento favorevole alla cessione verrà confermato, il prossimo passaggio sarà individuare il valore delle azioni e definire la procedura attraverso la quale il Comune potrà eventualmente uscire dalla società.
Dopo sedici anni di tentativi, rinvii e cambiamenti di indirizzo, la vendita del 3% della Marina di San Rocco potrebbe essere arrivata a una svolta. Resta da vedere se questa volta la procedura arriverà davvero fino in fondo.






