GROSSETO. Era cominciato tutto con una lite, una di quelle discussioni che possono nascere durante una serata trascorsa fuori con gli amici e che dovrebbero finire nel giro di pochi minuti, magari con qualche parola di troppo e la decisione di allontanarsi. Invece, quella notte di gennaio del 2025, davanti al Faq di via Legnano, la situazione era precipitata, trasformandosi in un’aggressione che aveva lasciato una ragazza ferita e che aveva portato la madre a denunciare quanto accaduto alla polizia.
La vicenda, che nel gennaio 2025 aveva fatto discutere Grosseto per la violenza raccontata dalla madre della giovane ferita, assume adesso contorni più complessi. Perché nell’avviso di conclusione delle indagini non compaiono soltanto le sei ragazze accusate di aver partecipato al pestaggio, ma anche la stessa ventenne che era stata portata al pronto soccorso. Per la Procura, quella notte ci sarebbero state due aggressioni distinte, con responsabilità da accertare su entrambi i fronti.
A distanza di oltre un anno e mezzo, la Procura della Repubblica di Grosseto ha concluso le indagini preliminari.
Il sostituto procuratore Raffaele Luca Ponte ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini, depositato il 22 giugno 2026, nei confronti di sette ragazze, tutte maggiorenni all’epoca dei fatti, ricostruendo una notte di violenza nella quale ci sarebbero state due aggressioni distinte, maturate nel corso della stessa lite. Nel registro degli indagati, è finito anche il nome della giovane che era stata aggredita e portata in ospedale, dopo che le erano state spente anche delle sigarette in testa. Anche a lei il pm contesta i reati di lesioni personali, violenza privata, diffamazione e danneggiamento.
La lite davanti al locale e le sei ragazze accusate delle lesioni
È la notte del 19 gennaio 2025 quando, nel piazzale davanti al Faq, scoppia una lite tra due giovani, oggi entrambe ventenni. Una lite scoppiata forse per uno sguardo di troppo a un ragazzo e finita con la ventenne in ospedale. La ragazza infatti, viene aggredita e spinta, fino a cadere a terra insieme all’altra.
Ma la violenza, secondo gli investigatori della squadra mobile, non si ferma a quel primo contatto fisico.
Mentre le due giovani sono a terra, una delle ragazze viene colpita alle spalle e alla testa con calci da persone che soltanto successivamente vengono individuate nelle altre partecipanti all’aggressione.
Sono sei le ragazze alle quali la Procura contesta il concorso nel reato di lesioni personali, aggravato dall’aver agito per futili motivi. Un’azione collettiva dalla quale sarebbero derivate lesioni giudicate guaribili in tre giorni dai sanitari dell’ospedale di Grosseto, dove la ragazza era stata portata.
Le spinte, i capelli tirati e le ferite: l’altra aggressione
Ma ad essere stata indagata dalla Procura è anche la giovane vittima del pestaggio. Accusata di aver spinto l’altra giovane con la quale stava litigando, tanto da finire entrambe a terra, provocando anche la caduta degli occhiali da vista e la rottura di una collana Swarovski che la giovane portava al collo. Nel corso dell’aggressione, sempre secondo la contestazione, sarebbero arrivati anche colpi alle spalle e strattoni ai capelli.
La violenza sarebbe proseguita in un secondo momento, quando la ragazza sarebbe stata nuovamente fatta cadere a terra, perdendo ancora gli occhiali e riportando la rottura delle unghie e della maglietta, oltre a graffi sul seno, sulla spalla sinistra e sulla schiena, nonché calci al petto e al piercing all’ombelico.
Lesioni personali, violenza privata e il vincolo della continuazione: la Procura contesta alla ragazza, assistita dall’avvocato Stelio Pugi, anche i reati di diffamazione e danneggiamento.
La denuncia della madre
Era stata la mamma della giovane portata all’ospedale a raccontare a MaremmaOggi quello che era successo quella notte. La donna, aveva deciso di denunciare quanto accaduto.
Una testimonianza che aveva restituito tutta la paura vissuta dalla famiglia e il dolore di una madre che si era trovata davanti la figlia ferita dopo una serata che avrebbe dovuto essere soltanto un momento di divertimento.
A coordinare l’inchiesta della squadra mobile è stato il sostituto procuratore Raffaele Luca Ponte, che ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Le sette ragazze coinvolte nel procedimento sono assistite dagli avvocati Michele Costa, Elisa Costantini Giannetti, Alessandro D’Amato, Rossella De Prisco, Camilla Toninelli e Paola Pippi.



