Cinghiale contro un’auto sulla Vecchia Aurelia, ragazza in ospedale | MaremmaOggi Skip to content

Va al lavoro, un cinghiale di 70 chili le piomba davanti: ragazza in ospedale

L’incidente alle Caldanelle, tra Braccagni e Grosseto, intorno alle 7.30. La giovane di Montepescali non andava forte: è l’ennesimo scontro con un animale selvatico sulle strade della Maremma
Il tratto della Vecchia Aurelia dove è successo l'incidente e l'auto danneggiata dall'urto contro il cinghiale
Il tratto della Vecchia Aurelia dove è successo l’incidente e l’auto danneggiata dall’urto contro il cinghiale

GROSSETO. Un cinghiale di circa 70 chili sbuca sulla strada, l’automobilista se lo trova improvvisamente davanti e l’impatto diventa inevitabile. È successo nella prima mattinata di venerdì 25 settembre sulla Vecchia Aurelia, tra Braccagni e Grosseto, più o meno all’altezza della zona delle Caldanelle.

L’ennesimo incidente provocato dalla presenza di animali selvatici sulle strade della Maremma è avvenuto intorno alle 7.30-7.45, proprio in una delle fasce orarie nelle quali la provinciale è maggiormente percorsa da chi si sposta verso Grosseto per andare al lavoro.

Alla guida dell’auto c’era una donna di 36 anni di Montepescali, anche lei diretta al lavoro.

Il cinghiale sbuca sulla Vecchia Aurelia

La giovane stava percorrendo la strada provinciale 152 Aurelia Vecchia in direzione Grosseto quando sulla carreggiata è comparso il grosso cinghiale.

La ragazza, fortunatamente, non procedeva a velocità elevata, ma davanti a un animale di quelle dimensioni lo spazio per reagire è stato praticamente nullo.

L’auto ha così colpito in pieno il cinghiale, del peso stimato intorno ai 70 chili.

L'auto in officina dopo l'urto col cinghiale
L’auto in officina dopo l’urto col cinghiale

La conducente è stata successivamente accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto per gli accertamenti. Le conseguenze dell’incidente, per fortuna, non sarebbero gravi. Resta però la dinamica di un incidente che, soprattutto considerando l’ora e la strada sulla quale è avvenuto, avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori.

Una strada molto trafficata

La Vecchia Aurelia tra Grosseto e Braccagni è infatti tutt’altro che una strada secondaria per volume di traffico. È utilizzata quotidianamente da chi vive nelle frazioni a nord del capoluogo, da chi raggiunge Grosseto per lavoro e da numerosi mezzi che si muovono lungo questa parte della pianura maremmana.

Si tratta della SP 152 Aurelia Vecchia, strada provinciale che corre praticamente parallela alla nuova Aurelia e collega Grosseto con Braccagni e le località più a nord.

Ed è proprio la presenza contemporanea di un traffico importante e di campagne, fossi e aree frequentate dalla fauna selvatica a rendere particolarmente pericolosa la comparsa improvvisa di un animale sulla carreggiata.

A maggior ragione quando si tratta di un cinghiale adulto, che può trasformarsi in un ostacolo praticamente impossibile da evitare.

L’ennesimo incidente con un animale selvatico

Quello avvenuto venerdì mattina riporta così ancora una volta al centro dell’attenzione il problema degli incidenti provocati dalla fauna selvatica in Maremma.

Soltanto pochi giorni fa, il 13 settembre, un episodio molto grave era avvenuto sulla statale Aurelia tra Grosseto Nord e Braccagni. In quel caso era rimasto coinvolto un motociclista di 59 anni: vicino al punto dell’incidente era stato trovato un fagiano morto e l’uomo era stato trasportato con Pegaso alle Scotte di Siena.

Due episodi molto diversi, avvenuti però a pochissimi chilometri di distanza.

E il cinghiale resta uno degli animali che rappresentano il rischio maggiore sulle strade maremmane, sia per la sua diffusione sia per la massa che può raggiungere. Un impatto con un esemplare adulto, soprattutto a velocità sostenuta, può provocare la perdita di controllo del veicolo e conseguenze molto serie.

In Maremma il problema viene da lontano

Come aveva ricostruito MaremmaOggi nell’approfondimento pubblicato dopo l’incidente del 13 settembre, la provincia di Grosseto presenta caratteristiche che rendono il problema particolarmente evidente.

Boschi, macchia mediterranea, campi coltivati e corsi d’acqua si trovano spesso a ridosso delle strade. Cinghiali, caprioli, daini e altri animali, durante i loro spostamenti, finiscono inevitabilmente per attraversare anche arterie percorse ogni giorno da migliaia di veicoli.

Uno studio condotto dalla Regione Toscana insieme all’Università di Firenze, pur riferito a dati storici raccolti tra il 2001 e il 2008, aveva già collocato Grosseto tra le province toscane con la maggiore frequenza assoluta di incidenti provocati dalla fauna selvatica.

In otto anni erano stati denunciati quasi 400 incidenti nella provincia di Grosseto. Nel solo territorio del Comune capoluogo erano stati censiti 52 sinistri provocati da cinghiali, il numero più alto registrato tra i comuni toscani analizzati.

Dati che non possono essere utilizzati per descrivere automaticamente la situazione di oggi, ma che dimostrano quanto il fenomeno abbia radici profonde in Maremma.

E l’incidente avvenuto alle Caldanelle aggiunge adesso un altro episodio a una serie che continua ad allungarsi.

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