CAMPAGNATICO. Qualcuno, da Campagnatico, ha mandato anche una segnalazione alla Prefettura, mentre sono decine e decine di proteste da parte degli automobilisti e ci sono una lunga serie di interrogativi ancora senza risposta. Eppure, nella mattina di lunedì 22 settembre, l’autovelox del Comune di Campagnatico era nuovamente lì: nello stesso punto già contestato, sull’erba di un’area di pertinenza Anas accanto allo svincolo della Grosseto-Siena.
La fotografia scattata questa mattina non lascia dubbi sulla collocazione. L’automobile della polizia municipale è parcheggiata sul terreno, fuori dalla carreggiata, mentre il dispositivo montato sul treppiede è puntato verso i veicoli in transito sulla statale 223. A presidiare la postazione, secondo quanto risulta, c’era una sola agente della polizia municipale.
L’autovelox torna dopo le proteste
La postazione era già comparsa nello stesso punto giovedì 17 settembre. Le immagini avevano immediatamente riaperto il caso dell’autovelox di Campagnatico, già al centro di contestazioni nel 2024 e nel 2025.
Dopo il nuovo posizionamento sono arrivate numerose proteste degli utenti della Grosseto-Siena ed è stata inviata anche una segnalazione alla Prefettura. Le contestazioni riguardano la regolarità dell’utilizzo dell’area, la distanza tra il segnale che introduce il limite di velocità e l’apparecchio e, non ultimo, il problema della sicurezza.
Nonostante tutto questo, il dispositivo è tornato in funzione senza che, almeno pubblicamente, siano stati forniti chiarimenti sui punti sollevati.
Una piazzola Anas già finita al centro del caso
Il primo interrogativo riguarda l’area scelta per il controllo. L’autovelox non è collocato in una normale piazzola asfaltata destinata alla sosta o ai servizi di polizia stradale, ma sul terreno erboso di pertinenza Anas, accanto allo svincolo per Campagnatico.
È sostanzialmente la stessa zona sulla quale erano già emersi dubbi. Resta quindi da chiarire se il Comune disponga di una specifica autorizzazione da parte di Anas e se la collocazione sia stata sottoposta a una nuova valutazione della Polizia stradale e della Prefettura.
L’apparecchio oggi risulta censito nella piattaforma nazionale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma il censimento del dispositivo non rende automaticamente regolare qualsiasi luogo scelto per il controllo. Una cosa è la conformità dello strumento. Un’altra è la legittimità della postazione e delle modalità con cui viene utilizzato.
Il problema della sicurezza dell’agente
La collocazione solleva anche una questione di sicurezza per il personale. Questa mattina il servizio sarebbe stato svolto da una sola agente, posizionata con il veicolo di servizio sul terreno laterale alla statale. In caso di emergenza, di avaria del dispositivo o di necessità di intervenire sulla carreggiata, resta da capire quali garanzie siano state predisposte per proteggere l’operatrice.
Su una strada ad alto scorrimento come la Grosseto-Siena, la sicurezza degli agenti dovrebbe rappresentare una condizione preliminare e non un aspetto secondario.
Già in passato, proprio su quella collocazione, erano state sollevate perplessità relative alla tutela sia degli operatori sia degli automobilisti.
Le frenate improvvise sulla Grosseto-Siena
C’è poi il comportamento degli automobilisti. Quando il dispositivo viene avvistato, alcuni conducenti possono reagire con frenate improvvise, anche quando stanno viaggiando entro limiti non particolarmente elevati.
Su una strada a scorrimento veloce, una brusca riduzione della velocità può creare situazioni di pericolo per chi sopraggiunge, soprattutto in presenza di traffico intenso o di una distanza ridotta tra i veicoli.
Questo non significa giustificare chi supera i limiti. Significa interrogarsi sulla funzione concreta della postazione: un controllo della velocità deve essere organizzato in modo da aumentare la sicurezza e indurre gli automobilisti a rallentare progressivamente, non da determinare reazioni improvvise in prossimità dell’apparecchio.
Resta il nodo della distanza dal segnale
Uno dei punti principali riguarda proprio la distanza tra il segnale che introduce il limite e la postazione. Il decreto interministeriale dell’11 aprile 2024 prevede, sulle strade extraurbane, una distanza minima di un chilometro tra il segnale che impone il limite di velocità e l’autovelox.
La ricostruzione effettuata sulla base della segnaletica presente e delle distanze stradali indica che la postazione di Campagnatico potrebbe trovarsi a meno del chilometro richiesto.
È una verifica essenziale. Se la distanza fosse effettivamente inferiore, il fatto che l’apparecchio sia censito e considerato omologato non sarebbe sufficiente a rendere automaticamente regolari gli accertamenti.
La sicurezza prima degli incassi
La funzione di un autovelox dovrebbe essere chiara: ridurre la velocità e prevenire gli incidenti. Proprio per questo la postazione deve essere visibile, correttamente segnalata, collocata nel rispetto delle distanze e organizzata in un luogo sicuro per gli agenti e per gli utenti della strada.
La sensazione manifestata da molti automobilisti è invece che sia stato scelto un punto particolarmente favorevole per sorprendere chi transita e produrre il maggior numero possibile di sanzioni.
È una valutazione che spetta agli organi competenti verificare. Ma, dopo le proteste dal Comune servirebbero risposte precise: esiste un’autorizzazione Anas per utilizzare quell’area? la postazione è stata valutata sotto il profilo della sicurezza? qual è la distanza esatta dal segnale che introduce il limite? quali misure sono previste per tutelare l’agente impegnata nel servizio? quante sanzioni sono state elevate nelle giornate del 17 e del 22 settembre?
La macchinetta è ancora lì
In attesa dei chiarimenti, resta il fatto documentato questa mattina: l’autovelox è tornato nello stesso punto finito al centro delle contestazioni, nonostante le proteste e la segnalazione inviata alla Prefettura.
Se l’obiettivo è davvero quello di migliorare la sicurezza sulla Grosseto-Siena, il Comune dovrebbe dimostrare che quella postazione è regolare, autorizzata e sicura.
Perché un autovelox non dovrebbe essere sistemato nel punto più “furbo” per elevare più multe, ma nel luogo più adatto a prevenire comportamenti pericolosi e incidenti. Ed è proprio su questo che, adesso, gli automobilisti aspettano una risposta.



