Oltre 4mila pasti in cinque mesi: cresce la rete che aiuta chi vive in strada | MaremmaOggi Skip to content

Oltre 4mila pasti in cinque mesi: cresce la rete che aiuta chi vive in strada

Abitare la Notte passa da 6 a 9 associazioni. Lunedì 15 giugno saranno presentati i dati del primo censimento sui senza dimora a Grosseto
Don Enzo e gli altri protagonisti del progetto "Abitare la notte"
Don Enzo e gli altri protagonisti del progetto “Abitare la notte”

GROSSETO. Si allarga la rete di solidarietà che sostiene le persone senza fissa dimora e chi vive situazioni di forte marginalità. Il progetto “Abitare la Notte”, attivo a Grosseto dal 2023 e formalizzato con un primo protocollo d’intesa nell’ottobre del 2025, accoglie tre nuove realtà del territorio.

L’ingresso ufficiale è stato annunciato venerdì 12 giugno. A entrare nella rete sono la Croce Rossa Italiana, il comitato di Grosseto La Racchetta Odv – sezione alta maremma e l’ordine francescano secolare di Santa Lucia.

Le tre associazioni si aggiungono alle sei realtà fondatrici: Caritas Diocesana, Isaia Sociale, Cisom – Ordine di Malta, Arciconfraternita della Misericordia, L’Altra Città e Azione Cattolica Diocesana.

«Il volontario è colui che annusa l’aria e si rimbocca le maniche – spiega don Enzo Capitani, direttore della Caritas diocesana di Grosseto – Deve essere come un cane da tartufo, capace di scoprire luoghi e situazioni che spesso sfuggono ai servizi tradizionali. Il suo compito è indicare nuove strade e aiutare a intercettare chi resta ai margini».

Un servizio cresciuto nel 2026

L’ampliamento arriva dopo mesi di crescita del progetto. Nel corso del 2026 le uscite serali sono passate da cinque giorni a settimana a sette, è stato attivato il servizio delle colazioni mattutine dal lunedì al venerdì e sono iniziati gli interventi di un team sanitario di volontari dedicato ad attività di prevenzione e screening.

Il nuovo protocollo conferma il coordinamento tra tutte le associazioni coinvolte, che avranno pari diritti e doveri all’interno della rete. È previsto inoltre un consiglio di coordinamento composto da un rappresentante per ogni realtà aderente, corsi di formazione condivisi e attività pratiche rivolte ai volontari.

«L’ingresso ufficiale di Croce Rossa, La Racchetta e ordine francescano secolare non è soltanto motivo di gioia – spiega don Enzo – ma rappresenta una risposta concreta alla necessità di sostenere un servizio che ormai opera tutti i giorni dell’anno. Fare rete è fondamentale per garantire dignità e vicinanza alle persone più fragili».

I dati di Abitare la notte

I dati raccolti dal coordinamento mostrano una crescita costante dell’attività. Nel 2024 erano stati distribuiti 4.538 pasti, diventati 7.513 nel 2025, con un aumento del 65,5%.

Nei primi cinque mesi del 2026 i pasti distribuiti sono già stati 4.188, un numero vicino all’intero dato registrato nel 2024. Se il trend dovesse essere confermato, a fine anno si potrebbe superare quota 10mila pasti. Anche la media giornaliera degli utenti intercettati è in crescita. A maggio 2026 il servizio ha raggiunto quasi 34 pasti distribuiti ogni guiorno, contro una media che nel 2025 oscillava generalmente tra i 20 e i 24.

Attualmente le squadre di volontari coprono tra le 16 e le 22 aree della città di Grosseto, comprese le strutture di accoglienza e i dormitori. Le segnalazioni dei cittadini e il passa parola fra i volontari permettono di aggiornare continuamente l’itinerario.

«Vediamo aumentare non solo il numero delle persone che vivono in strada, ma anche quello di chi si trova in condizioni di povertà estrema pur avendo un lavoro – dice don Enzo – Oggi molte famiglie sono al limite della sopravvivenza economica. Ci sono persone che lavorano e che comunque non riescono a sostenere le spese della casa o a mantenere la famiglia».

Tra le situazioni che preoccupano maggiormente ci sono quelle legate alla salute mentale e alle nuove forme di disagio sociale. La fragilità psicologica è sempre più presente, sia tra gli adulti che tra tra i più giovani. Gli effetti della pandemia e dell’isolamento hanno lasciato segni profondi su una parte delle nuove generazioni e questo è un tema che non possiamo ignorare.

«Bisogna creare rete»

Secondo don Enzo esiste ancora una distanza tra chi offre aiuto e chi dovrebbe riceverlo.

«Dobbiamo superare una certa cultura assistenzialistica e costruire una rete in cui le persone siano considerate alla pari – dice – Non basta offrire un servizio, bisogna creare relazioni e fiducia».

Un’immagine che il direttore della Caritas utilizza spesso è quella del tessuto sociale.

«La società è fatta di fili. Quando alcuni si spezzano, altri devono unirsi per ricostruire la trama – dice don Enzo – Noi vediamo soltanto il retro del tappeto, ma davanti c’è un disegno meraviglioso che è la storia dell’umanità. Il nostro compito è restaurare quei legami e fare da ponte tra le persone».

Il 15 giugno il convegno sui senza fissa dimora

L’allargamento della rete farà da preludio a un importante momento di approfondimento pubblico. Lunedì 15 giugno alle 17, nella Sala delle Colonne della Fondazione Polo Universitario Grossetano, si terrà il convegno “Oltre la strada: chi sono i senzatetto a Grosseto. Storie, numeri e volti di chi vive ai margini della città”.

L’iniziativa, promossa da Caritas Diocesana di Grosseto, Fondazione Polo Universitario Grossetano e Università di Siena, servirà a presentare i risultati del primo censimento e della prima indagine psicosociale dedicata alle persone senza fissa dimora presenti nel territorio comunale.

Dopo i saluti istituzionali di Gabriella Papponi Morelli, presidente del Polo Universitario Grossetano, e di don Enzo Capitani, interverranno i professori dell’Università di Siena Fabio Ferretti e Simone Giusti, oltre alla volontaria di Abitare la Notte Marika Capezzali, che racconterà la propria esperienza sul campo durante le attività di censimento.

L’incontro è aperto alla cittadinanza e vede il patrocinio e la partecipazione di tutte le associazioni che fanno parte del coordinamento di Abitare la notte.

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