GROSSETO. Se c’è una qualità che ha il Pd è quella di sapersi ricompattare dopo il vivace dibattito interno, chiamiamolo così. Due mesi di scontro fra correnti per scegliere i candidati, ma ora che ci sono, tutti (o quasi) lavorano per lo stesso obiettivo. Lo dice con chiarezza il segretario Giacomo Termine, che pare Tomba fra le porte in uno slalom speciale nel dribblare le domande sull’estate più calda degli ultimi anni.
«Ora i candidati ci sono e si lavora tutti insieme per loro – dice – e il nostro dibattito interno, normale in un partito plurale e aperto come il nostro, non interessano a nessuno». A vedere le decine di migliaia di letture ai nostri articoli sull’argomento tendiamo a pensarla diversamente, ma è ora è il momento della cimosa sulla lavagna e di disegni nuovi.
Il Pd così presenta i suoi 4 candidati alla Regione, a meno di un mese dal voto del 12 e 13 ottobre. Una corsa da finire d’un fiato, con vista sul 2027, quando si voterà per le politiche, ma anche per le comunali. Spine dolorose nel fianco del Pd, che punta sul campo largo o larghissimo per riprendersi da una parte palazzo Chigi, dall’altra soprattutto Grosseto e Orbetello, ferite aperte da quasi 10 anni.
In mezzo, però, c’è il congresso del partito. E lì torneranno gli scontri fra correnti, tutto quindi è ancora molto liquido. Congresso ancora da fissare, potrebbe essere nel 2026, ma anche ad inizio 2027. Chiaro che il risultato delle regionali inciderà anche su questo.
I 4 candidati del Pd in provincia di Grosseto
I nomi che comporranno la lista del Pd nella circoscrizione provinciale sono: Leonardo Marras; Alessio Scheggi; Lidia Bai; Lucia Tosini.
«Oggi (mercoledì 17, ndr) – spiega Giacomo Termine, segretario provinciale del Partito Democratico – presentiamo i candidati per le elezioni regionali. In questi cinque anni di governo regionale abbiamo dimostrato che il Pd è in grado di affrontare le sfide più complesse, a partire dalla sanità fino al sociale, dalle infrastrutture allo sviluppo delle aree interne, fino al sostegno all’agricoltura».
«Ora però è il momento di fare un passo in più: siamo determinati a massimizzare le politiche per le aree rurali e interne, che rappresentano la vera ossatura della provincia di Grosseto e che meritano servizi di qualità, nuove opportunità di lavoro, una sanità diffusa e capace di rispondere alle esigenze di tutti i cittadini. La nostra lista rappresenta questo impegno: un Pd radicato, serio e con la volontà di costruire una Toscana ancora più giusta e vicina alle persone».

La partita è apertissima e si corre su due fronti
Sono due i fronti sui quali si gioca la partita in meno di un mese.
Il primo fronte è fare avere il massimo consenso a Leonardo Marras. Sia chiaro, non sarà facile ripetere l’exploit del 2021, quando con 18.125 preferenze risultò il più votato in Toscana, superando anche nomi di peso in collegi centrali e più ampi. Tanto che il candidato governatore Eugenio Giani si è speso personalmente per fargli avere la deroga e candidarlo di nuovo. Non una cosa da poco, visto che in 55 anni era successo solo un’altra volta, nel 1995 per Mauro Ginanneschi.
Il secondo fronte è appunto, conquistare il secondo posto. Perché se Marras avrà un buon risultato, tanto da tornare in giunta, come in tanti sperano in Maremma, al suo posto in consiglio scivolerà automaticamente chi conquisterà la medaglia d’argento delle preferenze. I tre nomi (su 4) della mozione Schlein, e non 2+2 come chiedeva la direzione provinciale, non sono stati imposti a caso.
Al centro la Toscana diffusa, ma anche infrastrutture e sanità
Sono tanti i temi che i 4 candidati Pd portano avanti. Ma al centro c’è la Toscana diffusa e il sostegno ai piccoli centri svantaggiati. Un tema che in Maremma, che ha 1/5 del territorio toscano ma 1/20 dei residenti, si sente molto più che altrove.
La legge toscana (n. 11 del 4 febbraio 2025) è la base dalla quale partire. Una legge ha come obiettivo favorire condizioni adeguate per offrire pari opportunità di accesso alle reti di collegamento materiale e immateriale, ai servizi socio-sanitari e assistenziali, allo studio e alla formazione, al lavoro, all’insediamento ed all’esercizio delle attività produttive nonché all’offerta culturale e ai servizi digitali.
In sostanza si dovrebbe arrivare ad avere le stesse opportunità e gli stessi servizi sia vivendo in borgo Santa Croce a Firenze o nel borgo di Selvena, una cinquantina di curve dopo Castell’Azzara.
Pare evidente che, al di là della legge, sia importante continuare ad avere un rapporto diretto, e magari privilegiato, con la stanza dei bottoni di Firenze. Le istanze del territorio vanno messe sul tavolo di chi fa le scelte, altrimenti passano in cavalleria.
Le parole dei candidati, Tosini: «Servizi e banda larga ovunque»
Lucia Tosini, che è nata e vive nel cuore dell’Amiata, a Roccalbegna, è insegnante ed è impegnata nel sociale: Croce Rossa, Pro Loco, Commissione Pari Opportunità. È responsabile scuola e cultura nella segreteria provinciale del Pd.

«Mi candido per portare in Regione voce e istanze dei nostri territori interni e marginalizzati – spiega Lucia Tosini – con un programma che affidi ai piccoli borghi tutela e cura del territorio affinché la Toscana valorizzi ogni suo angolo. Penso ai trasporti, alla sanità, ma anche alle infrastrutture, materiali, ma anche digitali».
«Un esempio è la banda larga, non possiamo più farne a meno. Sta crescendo il fenomeno dei migranti digitali, le famiglie, spesso giovani, che scelgono la tranquillità di un piccolo borgo per lavorare in collegamento. Ma a queste famiglie devi dare servizi, scuole, sanità locale e, ovviamente, una rete veloce ed efficiente».
Bai: «Tenere insieme ambiente e sviluppo»
Lidia Bai, di Massa Marittima, ha lavorato nel mondo bancario ed è stata sindaca di Massa Marittima, ora è membro di Federparchi e della Federazione internazionale europea dei parchi.

«Un mese fa non avrei immaginato di essere candidata al consiglio regionale della Toscana – dichiara Lidia Bai -. Poi le cose accadono in fretta: ci si mette a disposizione e ciò che sembrava lontano diventa realtà. È stato così anche la prima volta che mi sono candidata a sindaco. Ringrazio il Pd per la fiducia».
«Alla soddisfazione segue subito la responsabilità e io metto al centro l’ascolto. La nostra provincia è grande e complessa, dal mare alla montagna, dalle città ai piccoli borghi, con grandi potenzialità da valorizzare insieme. I miei impegni principali per la Maremma saranno: una sanità più vicina ai territori, sviluppo sostenibile ed energie rinnovabili, connessioni digitali più forti e diffuse, sostegno concreto alle aree interne, viabilità più sicura ed efficiente, valorizzazione della cultura e del nostro patrimonio ambientale».
«Il tema ambientale mi sta molto a cuore, ma deve essere coniugato con uno sviluppo sostenibile. Lavoro per i parchi, che non devono essere riserve indiane, ma entrare sempre più nel contesto di un’offerta turistica del nostro meraviglioso territorio. Tenendo presente che il turismo non basta».
Scheggi: «Elezioni in Toscana, ma la portata è più ampia»
Alessio Scheggi, avvocato, 49 anni, ha un passato da consigliere comunale a Grosseto per quelli che allora si chiamavano Ds (eletto nel 2001 e poi nel 2006, ndr) poi è rimasto ai margini della politica per un po’, tornando ad impegnarsi con l’ultimo congresso del partito.

«Mi verrebbe da scherzare dicendo scrivi Scheggi e voti Scheggi, ma è solo una battuta. In realtà sento molto la responsabilità di questa candidatura. Anche perché sono fermamente convinto che queste elezioni regionali siano una sorta di road map verso le politiche. Le alleanze a sinistra ci consentono di giocarcela per il governo nazionale».
«La Toscana ha fatto e sta facendo molto, ma ora abbiamo di fronte sfide complesse, su tutte quella economica. Un esempio? Siamo la regione che più esporta verso gli Usa, quindi i dazi ci danneggiano di più. Una sfida che possiamo vincere, ma fra i tanti temi dobbiamo mettere al centro quello delle infrastrutture, parlo di strade e ferrovie, ma anche di reti digitali».
«Credo che la Toscana e la Maremma abbiano bisogno di nuove energie, di persone che conoscono i problemi quotidiani dei cittadini e che hanno il coraggio di rappresentarli senza distanze né formalità, con la propria identità ed il desiderio di migliorare. Per me la parola identità significa restare fedele ai valori che mi hanno guidato fin da giovane: la solidarietà, la giustizia sociale, l’attenzione ai più deboli, con la convinzione che una comunità si costruisca solo se nessuno viene lasciato indietro».
Marras: «Ho portato la Maremma a Firenze, ma c’è ancora da fare»
Leonardo Marras, assessore uscente all’economia e al turismo, punta a farsi rieleggere ed a proseguire il suo lavoro in giunta. Per continuare nel processo, iniziato da 5 anni, di avvicinamento della Maremma a Firenze.

«In questi cinque anni ho lavorato per far avvicinare il nostro territorio, la Maremma, a Firenze. Credo che i risultati già si vedano, ora nella stanza dei bottoni questo territorio ha un interlocutore a cui sottoporre le proprie istanze. Penso a quanto abbiamo ottenuto con la legge sulla Toscana diffusa, che qui ha più impatto che altrove, ma anche alle politiche di sostegno all’industria, che è decisiva per l’economia. Penso a quanto sta facendo la Regione per la sanità: i 500 milioni messi dal bilancio sul settore servono a curare i toscani, in un sistema che è fra i migliori al mondo».
«L’esperienza di questi anni in Regione è, quindi, un patrimonio di competenze e un’esperienza straordinaria dal punto di vista politico, umano e sociale. Proporre la mia candidatura agli elettori è un momento importante di verifica di un lavoro fatto e ancora in corso. Sono stato un maremmano a Firenze in questi anni, senza mai allontanarmi dalla Maremma. Ho portato la terra più bella del mondo, ogni giorno, nella città più bella del mondo. Ed è stato un incontro straordinario. Perché noi abbiamo bisogno di sentirci profondamente toscani, esattamente quanto la Toscana – per essere la Toscana – ha bisogno di noi».
Verso le comunali, Termine: «Grosseto e Orbetello devono tornare a essere governate»
È chiaro che sul voto di ottobre incombe l’ombra delle comunali, ormai dietro l’angolo. Sono previste a maggio 2027, ma c’è anche un’ipotesi, per ora non molto concreta, di un anticipo ad autunno 2026. Domani, politicamente parlando. In numerosi partiti alcune candidature alle regionali, con zero o quasi possibilità di andare a Firenze, sono state fatte proprio con l’intento di “pesarsi” e rivendicare poi una candidatura in Comune.
La grandi manovre sono in corso. Anche nel Pd che, però, prima dovrà contarsi al congresso e cercare di non farsi troppo male.
«Adesso siamo concentrati sul voto in Regione – spiega Giacomo Termine – ma sappiamo bene che dopo ci saranno i due grandi appuntamenti con le politiche e con le comunali, da affrontare con le nuove alleanze sperimentate in questa occasione. Vogliamo riconquistare sia Grosseto che Orbetello anche perché…»
Perché segretario?
«Perché questi due Comuni adesso hanno bisogno di un vero governo della città, di attenzione ai cittadini. Da anni, ormai, assisto solo a rivendicazioni contro ciò che c’era prima ed a grandi manifestazioni sui social. Poco nella vita concreta di questi due territori. E poi il voto di Grosseto avrà un riflesso su tutta la provincia, è un momento chiave. Ci arriveremo preparati e con la persona giusta».



