GROSSETO. Una nuova specie aliena potrebbe aver raggiunto il fiume Ombrone. Durante un monitoraggio ambientale effettuato il 4 luglio, i tecnici dell’associazione Alcedo Aps hanno individuato un esemplare di Corbicula fluminea, meglio conosciuta come vongola asiatica, nel tratto del fiume sotto il ponte Mussolini.
Una presenza che, se confermata come stabile, rappresenterebbe la prima segnalazione conosciuta nell’Ombrone.
La scoperta è stata effettuata dai rilevatori Anselmi e Marcelli durante le attività di monitoraggio autorizzate dalla Regione Toscana, che l’associazione svolge per seguire lo stato di salute dell’ecosistema fluviale e l’evoluzione delle specie presenti.
Una specie aliena in forte espansione
La Corbicula fluminea è un mollusco bivalve originario dell’Asia. In Italia è stata osservata per la prima volta alla fine degli anni Novanta nei corsi d’acqua del Nord e negli ultimi anni è comparsa anche nel fiume Tevere, attirando l’attenzione della comunità scientifica.
Si tratta di una specie aliena invasiva, cioè introdotta accidentalmente in ambienti diversi da quelli di origine e capace di espandersi rapidamente. Gli studiosi stanno ancora approfondendo gli effetti che può avere sugli ecosistemi di acqua dolce, dove vive filtrando grandi quantità d’acqua e può entrare in competizione con le specie autoctone.
Alcedo: «Verificheremo se esiste una popolazione stabile»
Proprio perché finora non risultavano altre segnalazioni nell’Ombrone, l’associazione Alcedo ha annunciato che intensificherà i controlli per capire se si tratta di un ritrovamento isolato oppure dell’inizio di una vera colonizzazione del fiume.
I monitoraggi svolti dall’associazione, autorizzati con decreto della Regione Toscana, producono ogni anno un report dedicato agli effetti dei cambiamenti ambientali sulle specie ittiche e sulla diffusione delle specie invasive. Tra queste c’è anche il granchio blu, già oggetto di studi e relazioni pubblicate nei mesi scorsi.
La comparsa della vongola asiatica rappresenta quindi un nuovo elemento da seguire con attenzione, perché potrebbe offrire ulteriori indicazioni sull’evoluzione degli ecosistemi fluviali della Maremma.






