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Via agli sfratti. Terribile: «La prefetta fermi la forza pubblica»

Da domani, 27 aprile, sono in programma numerosi sfratti con l’uso della forza pubblica: «Ne va della dignità delle famiglie»
Una veduta di Grosseto e Antonio Terribile

GROSSETO. Iniziano gli sfratti esecutivi. E Antonio Terribile, presidente del Sunia, fa un appello alla prefetta Paola Berardino.

I prossimi giorni saranno decisivi perché dal 27 aprile si concentreranno diverse esecuzioni con l’impiego di forza pubblica, e per nessuna di queste è previsto il passaggio da una casa a un’altra.

«Presso atto che finalmente la Commissione per l’emergenza abitativa, pur in forte ritardo, è in fase di costituzione – spiega Antonio Terribile, segretario provinciale del Sunia – vista la comunicazione del 12 aprile del comune di Grosseto per conto del Lode grossetano, chiediamo alla signora prefetta di non concedere l’utilizzo della forza pubblica per gli sfratti dove non esista la possibilità di una soluzione umana e dignitosa per le famiglie coinvolte».

«Almeno finché la commissione territoriale per il contrasto al disagio abitativo non si sia insediata e resa operativa nel suo ruolo di graduazione nei rilasci. Facendosi carico contemporaneamente delle soluzioni per il passaggio da casa a casa, coinvolgendo tutti i soggetti pubblici e privati che fin qui hanno dato la disponibilità a collaborare (Caritas e terzo settore)».

Decine di richieste di aiuto al Sunia

Le richieste di aiuto al Sunia sono continue, così come le segnalazioni di sfratti già eseguiti e da eseguire con la forza pubblica. Senza soluzione di continuità.

«Su questo stato delle cose – aggiunge Terribile – i ritardi e le responsabilità della politica sono davvero clamorosi. Più della morosità incolpevole delle famiglie sotto sfratto, che è giustificata dalla debolezza del nostro tessuto sociale, dal lavoro povero, da oltre due anni di pandemia e dal peso delle bollette che è oramai insostenibile».

«Quest’emergenza sociale vera va dobbiamo affrontata con comunità d’intenti. Per questo stiamo chiedendo alle istituzioni di mettere in campo misure straordinarie – Regione e Comuni, coordinandosi con tutti gli operatori sociali. Comune e Lode, da parte loro, hanno preso tempo per approvare un regolamento che non conosciamo e non sappiamo se sarà all’altezza del compito. Sarebbe stato più corretto averlo discusso e valutato prima della sua approvazione insieme a tutte le associazioni che saranno chiamato ad attuarlo, ma così non è stato, e nostro malgrado ne prendiamo atto».

 

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