ARGENTARIO. Trovare un dottore, anzi tre, per Monte Argentario sembra essere un’impresa ardua e allora, provocatoriamente, alcuni cittadini hanno messo su una raccolta fondi, con l’invito a donare un euro per garantire un alloggio ai medici di medicina generale.
Il nuovo bando regionale per la copertura degli incarichi vacanti di assistenza primaria rappresenta in questo senso un passo avanti, ma da solo non è sufficiente a risolvere la carenza di medici di famiglia sul territorio. A sostenerlo sono lo Spi Cgil Lega Argentario e lo Spi Cgil provinciale di Grosseto, che intervengono dopo la pubblicazione del bando che prevede anche tre posti con vincolo di ambulatorio principale a Porto Santo Stefano.
«La raccolta fondi non rappresenta una soluzione al problema – sottolineano dallo Spi Cgil – ma è un segnale significativo: la carenza di medici è una difficoltà avvertita da tempo dalla comunità e non può essere considerata un’emergenza passeggera».
«Il bando è un primo passo, ma gli affitti sono un ostacolo»
Il bando regionale individua complessivamente 84 posti con vincolo di zona per i medici di medicina generale nella provincia di Grosseto. Tra questi, tre sono destinati a professionisti che dovranno avere l’ambulatorio principale a Porto Santo Stefano.
«La direttrice della Zona Distretto Colline dell’Albegna ha definito il bando un passaggio importante e ha assicurato la disponibilità dell’Azienda ad accompagnare i professionisti che sceglieranno di lavorare sul territorio – ricordano dallo Spi – Un impegno positivo, che tuttavia deve essere accompagnato da misure concrete».
Secondo il sindacato, infatti, il problema non riguarda soltanto la disponibilità degli incarichi, ma anche le condizioni che i professionisti trovano una volta arrivati sul territorio.
«Nello specifico di Monte Argentario e nella Casa di comunità di Porto Santo Stefano permane anche il problema della carenza di personale. La difficoltà riguarda non soltanto i medici di medicina generale, ma anche tecnici di laboratorio, infermieri, ostetriche e altre figure sanitarie».
Il nodo degli alloggi
Uno dei principali ostacoli, secondo lo Spi Cgil, è rappresentato dalla difficoltà di trovare un’abitazione a prezzi sostenibili.
«Per molti professionisti, il problema è trovare un’abitazione. Gli affitti a Orbetello, sull’Argentario e nelle zone limitrofe sono fortemente condizionati dalla vocazione turistica del territorio e dalla prevalenza delle locazioni estive. Il risultato è che i canoni possono raggiungere cifre incompatibili con gli stipendi di molte professioniste e molti professionisti del servizio sanitario».
Per questo il sindacato chiede di affrontare la questione degli alloggi in maniera più ampia, senza limitarla alla sola emergenza dei medici di famiglia. «Non riguarda soltanto i medici, ma tutte le persone che devono trasferirsi o rimanere sul territorio per garantire servizi essenziali», sostengono.
«Anche 300 persone senza medico sono troppe»
Dopo le ultime assegnazioni, secondo i dati richiamati dallo Spi Cgil, sono circa 300 i residenti di Monte Argentario rimasti senza medico di medicina generale. «I numeri rispetto a qualche mese fa si sono ridotti – osservano – però, se letti correttamente, descrivono una difficoltà concreta: cittadini e cittadine di Monte Argentario, non trovando il medico, sono stati costretti a rivolgersi ai comuni limitrofi per trovare un dottore disponibile».
Una situazione che, secondo il sindacato, può creare difficoltà soprattutto per anziani, persone fragili e famiglie che non dispongono di mezzi di trasporto adeguati.
La raccolta fondi per contribuire all’alloggio dei medici viene quindi interpretata come una provocazione che punta a richiamare l’attenzione sul problema. «Va letta per quello che è: non una richiesta da rivolgere ai cittadini, ma la rappresentazione, forse paradossale, di un problema che le istituzioni devono assumersi», affermano dallo Spi.
«Serve un piano per gli alloggi»
La proposta del sindacato è quella di costruire un piano specifico per rendere disponibili abitazioni a canone sostenibile per i professionisti sanitari.
«Le istituzioni devono costruire un piano per mettere a disposizione abitazioni a canone sostenibile, utilizzando il patrimonio pubblico esistente, immobili inutilizzati e strumenti di collaborazione con i privati».
Un intervento che, secondo lo Spi Cgil, dovrebbe essere collegato alla programmazione degli incarichi e al rafforzamento dei servizi territoriali. «Pubblicare i posti vacanti è necessario, ma non sufficiente. La Regione e la Asl fanno la loro parte, ma occorre rendere concretamente attrattivi i territori periferici e insulari, garantendo ai professionisti condizioni adeguate per vivere e lavorare».
Per il sindacato, dunque, la difficoltà dell’Argentario non può essere affrontata soltanto attraverso singoli bandi.
«La carenza di medici nell’Argentario e nelle aree periferiche della provincia di Grosseto non è nata oggi e non si risolverà con un singolo bando – concludono dallo Spi Cgil – È una questione strutturale, che richiede risposte strutturali, risorse e un confronto stabile con le comunità locali e con le organizzazioni sindacali».
L’obiettivo indicato è quello di garantire una medicina territoriale in grado di assicurare a ogni cittadino il proprio medico di famiglia, evitando spostamenti verso i comuni vicini, e allo stesso tempo permettere ai professionisti della sanità di trovare concretamente casa nel territorio in cui lavorano.




