Porto Santo Stefano, cercasi 3 medici di famiglia: 625 cittadini senza dottore | MaremmaOggi Skip to content

Mancano i medici di famiglia, la Regione ne cerca tre a Porto Santo Stefano

Il bando regionale scade il 13 ottobre, ma per le assegnazioni servirà ancora tempo. Sul promontorio erano stati contattati oltre 600 professionisti senza riuscire a coprire i posti. Intanto l’assistenza passa anche dalla Casa di comunità
Uno striscione di protesta per la mancanza di medici all'Argentario
Uno striscione di protesta per la mancanza di medici all’Argentario

MONTE ARGENTARIO. Non un medico, ma tre medici di famiglia da trovare per Porto Santo Stefano. È questo il dato che emerge dall’avviso pubblicato dalla Regione Toscana per l’assegnazione degli incarichi vacanti del ruolo unico di assistenza primaria.

Un bando che dovrebbe rappresentare un passaggio decisivo per cercare di chiudere un’emergenza che sul promontorio va avanti ormai da mesi e che, alla fine di agosto, lasciava ancora 625 cittadini senza il proprio medico di famiglia. Ma c’è un altro dato che restituisce le dimensioni del problema: allargando lo sguardo all’intera provincia di Grosseto, gli incarichi vacanti messi a bando sono 64.

Un numero che non equivale automaticamente a 64 ambulatori rimasti senza medico, per le caratteristiche del nuovo ruolo unico dell’assistenza primaria, ma che restituisce comunque la difficoltà con cui la medicina territoriale maremmana sta facendo i conti.

Tre medici cercati per Porto Santo Stefano

L’avviso regionale è stato pubblicato sul Burt del 23 settembre e le domande potranno essere presentate dai medici interessati entro il 13 ottobre. Nell’ambito territoriale che comprende Capalbio, Isola del Giglio, Magliano in Toscana, Monte Argentario, Orbetello, Pitigliano e Sorano vengono indicati otto incarichi vacanti.

Tre hanno una prescrizione precisa: l’ambulatorio principale dovrà essere aperto a Porto Santo Stefano.

Un altro posto prevede l’ambulatorio principale all’Isola del Giglio, uno tra Fonteblanda e Talamone, mentre per altri tre incarichi non viene indicato un vincolo specifico.

La fotografia contenuta nell’atto regionale conferma quindi ciò che sul promontorio era ormai evidente da tempo: la carenza non riguarda la sostituzione di un singolo professionista, ma ha assunto dimensioni strutturali.

I 625 cittadini rimasti senza medico

La situazione era emersa in tutta la sua gravità durante il consiglio comunale aperto che si era svolto ad agosto. In quella sede era stato spiegato che erano ancora 625 i cittadini senza un medico di medicina generale.

L’azienda sanitaria aveva inoltre ricostruito il tentativo di reperire professionisti disponibili a trasferirsi o ad assumere un incarico all’Argentario: erano stati interpellati oltre 600 medici, anche al di fuori della Toscana.

Il risultato, però, non era stato sufficiente a coprire i posti rimasti vacanti. Una difficoltà che rende tutt’altro che scontato anche l’esito del nuovo bando regionale.

Una crisi cominciata mesi fa

L’emergenza, infatti, non nasce oggi. Già nella primavera del 2026 a Porto Santo Stefano si erano registrate fortissime difficoltà nella scelta del medico, con professionisti che avevano raggiunto il limite massimo degli assistiti.

Ad aprile MaremmaOggi aveva raccontato una situazione che interessava circa duemila persone, alle prese con pensionamenti e mancate sostituzioni.

Il caso era diventato particolarmente evidente quando a una donna di 90 anni residente a Porto Santo Stefano erano state prospettate disponibilità di medici addirittura a Manciano e Pitigliano.

Poi sono arrivate altre cessazioni. Il 31 luglio ha terminato l’attività anche il dottor Diego Panetti. Ai suoi pazienti era stato comunicato che avrebbero dovuto effettuare una nuova scelta tra i medici dell’ambito territoriale che disponevano ancora di posti. Ma proprio la saturazione delle liste ha reso questa operazione difficile per centinaia di persone.

La Casa di comunità inaugurata otto mesi fa

C’è un altro elemento che rende particolarmente significativa la situazione di Porto Santo Stefano. Il 28 gennaio 2026 era stata inaugurata la nuova Casa di comunità, realizzata con un investimento complessivo di circa 1,7 milioni di euro, in larga parte finanziato attraverso il Pnrr.

Una struttura nata proprio con l’obiettivo di rafforzare la medicina territoriale, avvicinare i servizi ai cittadini e ridurre la necessità di rivolgersi all’ospedale per prestazioni che possono essere gestite sul territorio.

Tra le attività previste nella Casa di comunità figuravano fin dall’origine la medicina generale e la continuità assistenziale.

Otto mesi dopo quella inaugurazione, però, la Regione si trova a cercare tre medici che abbiano proprio Porto Santo Stefano come sede principale dell’ambulatorio. La struttura c’è. Ora bisogna trovare i professionisti.

Nel frattempo c’è l’ambulatorio alla Casa di comunità

L’assistenza ai cittadini non è stata comunque interrotta. In attesa che possano essere assegnati nuovi medici, l’Asl Toscana Sud Est sta utilizzando i medici di medicina generale già presenti a Porto Santo Stefano anche per garantire l’ambulatorio di attività oraria avanzata nella Casa di comunità.

Per accedere al servizio è necessario passare attraverso il numero europeo 116117.

È la soluzione individuata per assicurare le prestazioni necessarie ai cittadini rimasti senza medico, ma non sostituisce il rapporto continuativo che si crea con il proprio medico di famiglia. Ed è proprio questo il problema che il bando regionale dovrà cercare di risolvere.

«Un passaggio importante per dare risposte anche alla cittadinanza di Porto Santo Stefano – spiega Roberta Caldesi, direttrice della Zona Distretto Colline dell’Albegna –. Confidiamo in una buona partecipazione da parte dei medici e siamo pronti ad accompagnare le professioniste e i professionisti che sceglieranno di lavorare in questo territorio. Garantire un medico di famiglia a ogni cittadino resta una nostra priorità».

Il problema degli alloggi all’Argentario

Ma attirare professionisti sul promontorio non è semplice. Nei mesi scorsi era emerso anche un problema molto concreto: il costo degli alloggi all’Argentario, soprattutto in una località turistica come Porto Santo Stefano.

Comune e cittadini avevano cominciato a ragionare su possibili soluzioni, compreso l’utilizzo di immobili pubblici o abitazioni a canone agevolato che potessero rendere più conveniente per un medico scegliere di lavorare e vivere sul promontorio.

Perché pubblicare un posto vacante non significa necessariamente riuscire a coprirlo. E il fatto che nei mesi scorsi siano stati contattati centinaia di professionisti senza riuscire a trovare i tre medici necessari dimostra quanto il problema sia complesso.

Dopo il 13 ottobre servirà ancora tempo

C’è infine un’altra data da tenere presente. Il 13 ottobre è il termine per presentare le domande, non quello entro il quale arriveranno i nuovi medici.

Conclusa la raccolta delle candidature, la Regione dovrà predisporre le graduatorie e procedere alle assegnazioni sulla base delle disponibilità espresse dai professionisti.

L’avviso regionale specifica che le informazioni sulla pubblicazione delle graduatorie e sulle successive convocazioni saranno comunicate attraverso un nuovo avviso a partire dal 16 novembre.

Questo significa che la situazione non potrà risolversi immediatamente dopo la scadenza delle domande. E soprattutto resta da vedere quanti medici sceglieranno effettivamente Porto Santo Stefano.

In Maremma 64 incarichi vacanti

Il caso dell’Argentario è soltanto una parte di un fenomeno molto più ampio.

Dall’analisi dell’avviso regionale risultano infatti 64 incarichi vacanti messi a bando negli ambiti della provincia di Grosseto. Nell’Amiata grossetana sono 9; nell’ambito Follonica, Gavorrano e Scarlino 14; tra Massa Marittima, Monterotondo Marittimo e Montieri sono 5.

Nel solo ambito del Comune di Grosseto gli incarichi indicati sono 18.

Altri 4 riguardano l’area che comprende Campagnatico, Castiglione della Pescaia, Civitella Paganico, Roccastrada e Scansano; 8 sono quelli dell’ambito comprendente Monte Argentario e altri 6 interessano l’area Manciano-Pitigliano-Sorano.

Numeri che devono essere letti tenendo conto delle nuove modalità organizzative del ruolo unico dell’assistenza primaria e che quindi non significano che oggi in provincia manchino materialmente 64 medici di famiglia. Ma la quantità di incarichi che la Regione cerca di coprire racconta comunque una difficoltà evidente.

E a Porto Santo Stefano quella difficoltà ha già un volto molto concreto: quello delle centinaia di cittadini che aspettano di poter avere di nuovo il proprio medico di famiglia.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati