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Trasformano appartamento nel market della droga, due condanne

La base era stata allestita in un’abitazione alle Quattro strade, cocaina e hashish venduti a decine di clienti: smantellata una rete organizzata
Il tribunale di Grosseto
Una volante della polizia davanti al tribunale

GROSSETO. Un vero e proprio “supermercato della droga”, sempre rifornito e con clienti abituali. Succedeva nella zona delle Quattro strade, dove cocaina e hashish venivano venduti con continuità, in un sistema ormai rodato.

A gestire il traffico erano due uomini, cittadini tunisini, che avevano trasformato un appartamento in città nella loro base operativa. In cambio dell’ospitalità, la proprietaria dell’abitazione riceveva dosi quotidiane di droga.

La base dello spaccio in casa

Era proprio dentro quell’abitazione che avveniva tutto. La droga arrivava in forma di sasso, poi veniva divisa in dosi e nascosta nei dintorni della casa, pronta per essere venduta.

I clienti sapevano dove andare e cosa trovare. Un sistema organizzato, secondo gli investigatori, che garantiva un’offerta costante di sostanze stupefacenti.

L’indagine della squadra mobile

A smantellare il giro di spaccio è stata la squadra mobile, che nel gennaio dello scorso anno ha avviato un’indagine mirata. Gli agenti si sono appostati, hanno fermato i due uomini e avviato perquisizioni, raccogliendo riscontri decisivi.

Fondamentali sono state anche le testimonianze dei clienti, ascoltati dagli investigatori, che hanno confermato l’attività di spaccio.

Le condanne

A conclusione delle indagini, il pubblico ministero Giovanni De Marco ha chiesto il processo per due tunisini di 25 e 29 anni.

I due, difesi dall’avvocato Giulio Parenti, sono stati giudicati con rito abbreviato davanti al gup Giuseppe Coniglio e riconosciuti colpevoli.

Il 25enne è stato condannato a 4 anni, 10 mesi e 20 giorni, oltre a 26mila euro di multa. Il 29enne a 4 anni, 7 mesi e 10 giorni con una multa di 23mila euro.

Per entrambi è stata disposta anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e l’espulsione dal territorio nazionale una volta scontata la pena.

Un’attività organizzata

Il giudice non ha riconosciuto la lieve entità del reato. Al contrario, ha sottolineato come si trattasse di una attività organizzata, strutturata e svolta in modo professionale.

Un sistema nel quale i consumatori sapevano di poter trovare diverse sostanze. A confermarlo anche il denaro sequestrato, circa 740 euro, ritenuto provento dello spaccio.

I clienti e la chat WhatsApp

Gli investigatori hanno individuato una decina di clienti, tra cui anche la donna che ospitava i due uomini. Decisivo è stato il contenuto di un telefono, dove era presente una chat WhatsApp con ordini e consegne.

Gli acquirenti, ascoltati dalla polizia, hanno riconosciuto i due spacciatori, confermando acquisti avvenuti tra il gennaio 2023 e i giorni precedenti al blitz.

Il prezzo della cocaina arrivava fino a 50-60 euro al grammo, segno di un mercato attivo e consolidato.

Il giudice ha disposto la confisca e distruzione della droga sequestrata, insieme al denaro trovato, considerato frutto dell’attività illecita.

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