«Le cure ci sono dovute, tutto il resto viene dal cuore»: il grazie alla terapia intensiva | MaremmaOggi Skip to content

«Le cure ci sono dovute, tutto il resto viene dal cuore»: il grazie alla terapia intensiva

Il padre ricoverato per un grave problema di salute al Misericordia, i figli scrivono per ringraziare medici e personale: «Empatia e umanità ben oltre ogni nostra aspettativa»
L'ospedale Misericordia di Grosseto
L’ospedale Misericordia

GROSSETO. Ci sono momenti nei quali la paura prende il sopravvento su tutto il resto, quando una persona cara viene ricoverata in terapia intensiva e la vita di un’intera famiglia sembra improvvisamente fermarsi davanti alla porta di un reparto. È quello che è accaduto a una famiglia grossetana, che dopo aver vissuto giorni difficili all’ospedale Misericordia di Grosseto ha deciso di affidare a una lettera pubblica il proprio grazie.

Non soltanto per le cure ricevute dal padre, ricoverato per un grave problema di salute, ma soprattutto per qualcosa che, raccontano i figli, non era affatto scontato trovare in un momento tanto delicato: umanità, attenzione ed empatia.

Il ricovero in terapia intensiva

Quando il padre è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva del Misericordia, la famiglia sapeva di poter contare sulle competenze dei professionisti dell’ospedale e su cure adeguate alla gravità della situazione.

Quello che i figli non potevano immaginare, però, era il modo in cui medici, infermieri e tutto il personale del reparto avrebbero accompagnato non soltanto il paziente, ma anche loro, nei giorni segnati inevitabilmente dalla preoccupazione.

Ed è proprio per questo che hanno deciso di scrivere, chiedendo di rendere pubblico il loro ringraziamento.

«Un’empatia e un’umanità oltre ogni aspettativa»

«Ci aspettavamo cure all’avanguardia e degne del nostro sistema sanitario – scrivono – e la nostra speranza non è stata certo disattesa».

Ma è quello che è accaduto accanto alle cure a essere rimasto maggiormente impresso nella memoria della famiglia.

«Ciò che non ci aspettavamo sono state le modalità con cui lo staff ha interagito sia con nostro padre sia con noi familiari, mostrando un’empatia e un’umanità che vanno ben al di là di ogni più rosea aspettativa».

Parole semplici, nate dopo un’esperienza difficile e rivolte a chi, in quei giorni, non si è limitato a svolgere il proprio lavoro, ma è riuscito a rendere più umano uno dei luoghi nei quali pazienti e familiari si trovano spesso ad affrontare i momenti più fragili della loro vita.

«Tutto il resto è nato dal cuore»

È soprattutto una frase a racchiudere il significato del messaggio che i figli hanno voluto affidare pubblicamente al personale della Terapia intensiva.

«Le cure, in quanto cittadini, ci sono dovute; tutto il resto è nato dal cuore di queste persone, al quale vogliamo esprimere pubblicamente la nostra gratitudine».

Un grazie rivolto quindi all’intero staff della terapia intensiva dell’ospedale Misericordia, a chi si è preso cura del loro padre e, nello stesso tempo, ha saputo stare accanto alla sua famiglia.

Perché ci sono cure che passano attraverso farmaci, macchinari e competenze professionali. E poi ci sono una parola pronunciata nel momento giusto, la capacità di ascoltare, un gesto di attenzione e il rispetto della paura di chi aspetta. Ed è proprio di questa seconda parte della cura che la famiglia ha sentito il bisogno di lasciare una testimonianza pubblica.

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