GROSSETO. In 13 anni la provincia di Grosseto ha perso 92 posti letto di chirurgia generale, passando dai 147 del 2010 ai 55 del 2023. Una riduzione del 62,6%, che secondo la Uil fa del Grossetano la «maglia nera della Toscana».
Sono i dati del Ministero della salute analizzati dalla Confederazione Uil insieme a Uil Fpl e Uil Pensionati e portati alla Conferenza provinciale dei sindaci sulla sanità.
Il sindacato mette sul tavolo anche un altro dato: quello della mobilità passiva fuori regione, con i ricoveri fuori dalla Toscana che sarebbero cresciuti del 33,6% in un anno. Da qui l’appello ai sindaci: fare fronte comune per chiedere investimenti nei presidi periferici e fare della chirurgia robotica dell’ospedale Misericordia di Grosseto un punto di riferimento d’eccellenza.
La proposta: chirurgia robotica d’eccellenza a Grosseto
La Uil chiede alla Conferenza dei sindaci e alla Regione Toscana l’istituzione di un tavolo di confronto fra Regione, Comuni, Asl e organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di arrivare a una rimodulazione della chirurgia.
Per l’ospedale Misericordia di Grosseto, la proposta è rendere la chirurgia robotica un riferimento d’eccellenza di Area vasta e regionale, capace secondo il sindacato anche di attrarre pazienti da fuori Toscana e contribuire così a invertire la mobilità passiva, mantenendo e potenziando contemporaneamente la chirurgia generale.
La Uil chiede però anche di non smantellare l’attività chirurgica dei presidi periferici, investendo in tecnologia e sicurezza per mantenere gli interventi attualmente eseguiti e una chirurgia di media-bassa complessità e d’urgenza.
Servizi che, secondo il sindacato, sono fondamentali non soltanto per garantire l’assistenza sanitaria alla popolazione, ma anche per la tenuta demografica ed economica delle aree interne.
«Non si tratta solo di posti letto – dichiarano Uil Fpl, Uil e Uilp – ma di diritto alla salute. Se Grosseto perde il 62% della chirurgia, le liste d’attesa esplodono, i professionisti scappano, i presidi ospedalieri diventano solo ambulatori, con conseguenze negative per le aree marginali che si spopolano. Chiediamo ai sindaci di fare fronte comune su questa piattaforma».
In 13 anni persi 92 posti letto
Secondo i numeri analizzati dalla Uil, nell’Area vasta sud est i posti letto per acuti in chirurgia generale sono passati dai 397 del 2010 ai 229 del 2023. In 13 anni ne sono quindi scomparsi 168, con una riduzione del 42,3%.
La situazione più pesante, secondo il sindacato, è quella della provincia di Grosseto: dai 147 posti letto del 2010 si è arrivati ai 55 del 2023, perdendone 92, pari al 62,6% della dotazione. Nello stesso periodo i reparti sarebbero passati da 7 a 4.
Il Grossetano, da solo, concentrerebbe così il 54,7% di tutti i tagli registrati nell’Area vasta sud est.
A questo si aggiunge la situazione dei mesi estivi. Secondo la Uil, per garantire le ferie obbligatorie previste dal contratto, l’attività subisce un’ulteriore contrazione, con una riduzione del 30% dei posti letto nel solo presidio di Grosseto.
La mobilità passiva e il ricorso al privato
L’analisi del sindacato prende in considerazione anche i dati del bilancio dell’Asl Toscana sud est.
La mobilità passiva ammonterebbe complessivamente a 316,9 milioni di euro, dei quali 76,6 milioni fuori regione, con un saldo negativo di 229,9 milioni. In particolare, i ricoveri fuori dalla Toscana sarebbero passati in un anno da 44,3 a 59,2 milioni di euro, con una crescita del 33,6%.
«La rete locale non regge e i cittadini vanno a curarsi altrove, erodendo risorse che dovrebbero restare sul territorio perché manca l’offerta e quella presente ha tempi di attesa lunghi», sostiene il sindacato.
Cresce, secondo l’analisi della Uil, anche il ricorso al privato. La spesa per l’assistenza ospedaliera privata sarebbe passata da 10,8 a 16,6 milioni di euro, con un aumento del 53,7% in un anno.
Le spese per consulenze, collaborazioni e personale interinale sarebbero invece salite da 31,2 a 34,9 milioni, dei quali 19,2 milioni destinati alle prestazioni aggiuntive.
«Dal 2021 persi 160 dipendenti»
Un’altra delle criticità sollevate dal sindacato riguarda il personale. A fronte di un incremento formale di 24 unità tra la fine del 2024 e la fine del 2025, secondo la Uil tra il 2021 e il 2025 si conterebbero 160 dipendenti effettivi in meno.
Il valore delle ferie non godute avrebbe inoltre raggiunto i 42,4 milioni di euro.
Per il sindacato è «il termometro di una pressione insostenibile che spinge alla fuga dal pubblico», una criticità che sarebbe stata segnalata anche dal Collegio sindacale.





