GROSSETO. La consegna è arrivata dopo più di due mesi e la donna anziana è rimasta in casa fino ad allora. È successo a Grosseto, dove una donna anziana in carrozzina è rimasta senza sedia a rotelle. In quei giorni, dal 7 giugno, la donna è rimasta in casa, con l’assistenza della figlia: alla sedia si era squarciata una ruota a causa delle condizioni dei marciapiedi vicino alla zona di via Bulgaria.
«Avevo accompagnato mia mamma a fare una passeggiata e la ruota si è spaccata a causa del marciapiede. Il 7 giugno ho fatto la richiesta all’Asl di una sedia a rotelle nuova e ci è stata portata dopo Ferragosto – dice la figlia della donna – Sono stati giorni molto difficili per tutti noi, perché non poteva spostarsi. In quel momento abbiamo fatto anche la richiesta per un deambulatore nuovo e una rete che possa sollevarla con il poggiatesta, perché quella che ci hanno dato non le sostiene la testa».
Spesso la donna si trova a dover sollevare di peso la madre e a reggerle la testa per poterle permettere di mangiare. Una situazione che le pesa molto. «Io ringrazio tutti i medici, gli infermieri e gli Oss, perché in molti capiscono quello che viviamo – dice la donna – Per noi caregiver uno dei problemi è la burocrazia e l’accesso alle informazioni su come muoversi».
La sedia a rotelle e le famiglie caregiver
La sedia a rotelle è necessaria alla donna anziana per spostarsi, poter uscire con la figlia a fare una passeggiata e, anche per la salute psico-emotiva delle persone, è importante uscire di casa. La donna dal 7 giugno a dopo Ferragosto non è potuta uscire di casa.
«La ruota si è bucata a causa delle buche che ci sono sui marciapiedi, spesso dobbiamo scendere dai marciapiedi per evitare le buche e devo spingere la carrozzina per strada – dice la figlia – E se non siamo in due a portarla potrebbe essere un problema, perché qualche volta, a causa del marciapiede, si sbilancia in avanti e rischia di cadere, quindi qualcuno deve reggerla».
Spesso sono le famiglie a doversi prendere cura degli anziani, soprattutto a causa dei costi per le cure. «Mia mamma ha delle buone entrate mensili, fra pensione e l’integrazione del Coeso, ma le finiamo tutte fra medicine e tutto quello che le serve – dice la figlia – Mi piacerebbe anche trovare qualcuno che possa aiutarmi nella cura, ma il costo per noi non è sostenibile e una Rsa ci costerebbe fra i 3mila e i 4mila euro. Noi siamo fortunati perché siamo seguiti da Coeso e dagli assistenti sociali, ma finiamo comunque tutto solo per le spese mediche».
«Tocca sempre a noi famiglie organizzarci come caregiver ed è molto pesante, anche perché dobbiamo comunque lavorare e seguire la nostra vita. Io riesco a organizzarmi bene perché lavoro in proprio, non so come possa fare chi non lo fa – conclude – E a tutto questo si aggiunge tutta la burocrazia per l’Asl».
Il girello e l’imbracatura per il sollevamento
Dal 7 giugno l’anziana aspetta la sostituzione dell’imbracatura del sollevatore, perché quella disponibile è priva del sostegno per la testa.
«Devono essere sostituiti sia il deambulatore sia l’imbracatura per sollevarla, per ora faccio tutto io – dice la figlia – Ho dovuto sospendere le sedute di fisioterapia, perché non riuscivamo a tenerla nella posizione necessaria in sicurezza. Io non sono arrabbiata con l’Asl o con i medici: questo deve essere un appello per aiutarci con la burocrazia, perché non è possibile che un’anziana non possa uscire di casa per colpa dei tempi d’attesa».
«La dottoressa Marta Nalesso, che ci segue da qualche tempo, è veramente gentile, preparata e segue mia mamma benissimo, altri medici l’hanno recusata perché è una paziente difficile da seguire. Io capisco tutto, ma non tutta questa burocrazia, siamo stanchi – conclude – Mia mamma è in questa situazione da qualche anno e a me nessuno ha detto che potevo chiedere aiuti, come il sollevatore. Ho dovuto scoprire tutto da sola».
L’appello della donna
Quello che aiuterebbe le famiglie è anche una linea d’ascolto dedicata alle persone fragili e ai loro caregiver.
«Una linea da chiamare per noi potrebbe essere una soluzione, per avere informazioni e sapere come muoverci – dice la figlia – Io sono molto grata per tutti gli aiuti che abbiamo ricevuto e riceviamo, perché sono indispensabili. Purtroppo, però, ci sono delle falle. Per esempio, il servizio per il catetere è attivo dalle 8 alle 20, ma se succede qualcosa dopo le 20 con il catetere io la devo portare al pronto soccorso. Intasando così il reparto e con il rischio che possa prendere qualche infezione, perché non c’è una sala dedicata esclusivamente alle persone fragili».
«Sono tutti problemi che noi caregiver dobbiamo gestire e lo facciamo, ma ci serve qualcuno che ci aiuti con la burocrazia e che sappia indirizzarci, perché siamo stanchi – continua – Vedo la tristezza negli occhi di chi assiste i genitori e anche negli anziani. Io non voglio parlare del problema per fare polemica, io ne parlo affinché si possa trovare una soluzione a tutto questo».
La risposta dell’Asl
Il 9 settembre un tecnico dell’assistenza protesi ha sostituito il roller e e l’imbracatura del sollevatore.
«In merito alla vicenda segnalata, la Asl Toscana sud est si scusa per il disguido e il disagio arrecato all’utente – dicono dall’Asl – Il 26 giugno scorso il tecnico ortopedico della ditta incaricata ha effettuato il sopralluogo richiesto, rilevando la necessità di sostituire carrozzina, rollator e imbragatura del sollevatore, e ha indicato ai familiari l’iter da seguire con gli uffici amministrativi».
«La procedura ha richiesto tempi diversi perché la sostituzione di carrozzina e imbragatura può essere prescritta dal medico di famiglia, mentre il rollator necessita di una visita specialistica (fisiatra, geriatra, ortopedico o neurologo) – conclude – La carrozzina è stata autorizzata e consegnata il 21 agosto; la prescrizione del deambulatore è stata completata il 26 agosto dopo la valutazione specialistica della neurologa. Gli uffici di assistenza protesica della Asl Toscana sud est stanno comunque effettuando una verifica tra tutti i soggetti interessati per accertare eventuali inadempienze nel percorso».



