GROSSETO. Per la prima volta anche a Grosseto è stata celebrata ufficialmente la ricorrenza dell’istituzione del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, fondato con il Regio Decreto 27 febbraio 1939 n.333.
Una data simbolica, che segna 87 anni di storia, impegno e sacrificio. A ripercorrere le tappe fondamentali è stato il comandante provinciale, l’ingegner Roberto Bonfiglio, nel suo intervento ufficiale.
«Non è un semplice evento cerimoniale – ha sottolineato – ma un segno tangibile di riconoscimento per il valore, il coraggio e l’abnegazione con cui ogni donna e ogni uomo che indossa la nostra uniforme si dedica quotidianamente alla tutela delle persone e delle comunità».
Dalla Militia Vigilum alle grandi emergenze italiane
Nel suo discorso il comandante ha ricordato come le radici dei vigili del fuoco affondino addirittura nell’antica Roma, con la Militia Vigilum voluta dall’imperatore Augusto, fino alla nascita del Corpo pompieri nel 1935 e alla denominazione definitiva di Corpo nazionale nel 1939.
Un percorso segnato da prove durissime. Durante la Seconda guerra mondiale il Corpo pagò un tributo altissimo: 216 morti e oltre 4mila tra feriti, mutilati e invalidi.
Poi le grandi calamità che hanno segnato la storia italiana: dall’alluvione del Polesine alla frana del Vajont, dall’alluvione di Firenze del 1966 – che colpì anche Grosseto e di cui quest’anno ricorrono i 60 anni – fino ai terremoti del Friuli, dell’Irpinia, dell’Aquila, dell’Emilia e del Centro Italia, senza dimenticare l’emergenza Costa Concordia che coinvolse direttamente la provincia di Grosseto.
«La sicurezza non è mai un approdo definitivo – ha evidenziato Bonfiglio – ma un impegno continuo verso la collettività».
“Lì dove serve”: il tema della prima celebrazione
Il filo conduttore della giornata è stato lo slogan scelto per questa prima festa ufficiale: “Lì dove serve”.
Un’espressione che racchiude l’essenza del lavoro quotidiano dei vigili del fuoco: presenza costante, competenza, rapidità d’intervento, professionalità in ogni emergenza, dagli incendi ai soccorsi tecnici fino alle calamità naturali.
Particolare emozione è stata dedicata al ricordo dei caduti e al riconoscimento del personale in servizio e in quiescenza che ha contribuito a costruire l’identità del Corpo.
Il salvataggio nel torrente Gretano: 16 vigili salvano due vite
Tra i momenti centrali del discorso, il comandante ha voluto ricordare un intervento avvenuto il 26 febbraio 2025, alla vigilia dell’istituzione ufficiale della festa.
Due uomini erano rimasti intrappolati in un’auto trascinata al centro del torrente Gretano, a seguito di un’ondata di piena. Sedici unità dei vigili del fuoco, coordinate dal funzionario Roberto Trapassi, sono riuscite a salvare entrambe le persone e a recuperare il veicolo, annullando anche la richiesta dell’elicottero.
Per quell’operazione il personale intervenuto è stato elogiato dal capo del Corpo nazionale, ingegner Eros Mannino, per le doti professionali dimostrate.
«A loro va il mio più profondo riconoscimento», ha detto Bonfiglio.
LE IMMAGINI
Festa dei vigili del fuoco
L'esercitazione/dimostrazione di un salvataggio