ORBETELLO. La questione delle firme raccolte per chiedere la separazione di Talamone e Fonteblanda dal Comune di Orbetello continua a infiammare la politica lagunare. E quella che era cominciata come una discussione sulle procedure e sull’autenticazione delle sottoscrizioni si sta trasformando, giorno dopo giorno, in uno scontro politico sempre più duro tra maggioranza e opposizione.
Firme per la secessione, è scontro. Alternativa a Casamenti: «Quel territorio non è stato ascoltato»
A tornare all’attacco è il sindaco Andrea Casamenti, che punta il dito contro la minoranza e, in particolare, contro il ruolo assunto da alcuni suoi esponenti nell’autenticazione delle firme raccolte dal comitato.
Per il primo cittadino non si tratterebbe di un semplice adempimento formale, ma di una scelta che avrebbe ormai chiarito definitivamente le posizioni in campo.
Casamenti: «Finalmente è tutto chiaro»
Secondo Casamenti, quanto accaduto avrebbe fatto cadere ogni possibile ambiguità politica intorno alla battaglia per la secessione.
Il sindaco interpreta infatti il coinvolgimento di rappresentanti dell’opposizione nell’autenticazione delle firme come una precisa presa di posizione rispetto all’iniziativa portata avanti dal comitato.
«Finalmente non c’è più ombra di dubbio», è il concetto ribadito dal primo cittadino, che torna così ad attaccare quella che definisce la sinistra «estrema».
Per Casamenti, dunque, l’opposizione avrebbe ormai rivendicato apertamente il proprio ruolo nella vicenda. Una posizione che, secondo il sindaco, apre però un problema politico ben più ampio all’interno dello stesso schieramento di centrosinistra.
«Un fungo atomico nella coalizione della sinistra»
Ed è proprio qui che l’attacco del sindaco diventa ancora più duro.
Casamenti utilizza un’immagine destinata a far discutere, parlando di un vero e proprio «fungo atomico» esploso nella coalizione della sinistra.
Secondo il primo cittadino, infatti, la scelta compiuta da alcuni esponenti dell’opposizione sulla raccolta delle firme sarebbe difficilmente conciliabile con le posizioni espresse da altre componenti dello stesso campo politico.
La domanda che Casamenti pone è quindi tutta politica: come potranno stare insieme, in futuro, forze che sulla possibile separazione di Talamone e Fonteblanda sembrano avere idee profondamente diverse?
Un tema destinato inevitabilmente a pesare anche sui futuri equilibri politici di Orbetello.
«Non si può giocare con il territorio»
Ma per Casamenti la questione va oltre gli schieramenti.
Il sindaco contesta anche l’opportunità che rappresentanti eletti in consiglio comunale intervengano in un percorso che potrebbe portare alla separazione di una parte del territorio comunale.
«Non si può giocare con il territorio», è la posizione del primo cittadino.
Secondo Casamenti, chi è stato eletto dovrebbe concentrare il proprio impegno sull’amministrazione del Comune e sulla soluzione dei problemi del territorio, invece di contribuire a una battaglia che, nella sua lettura, rischia di alimentare ulteriormente le divisioni tra le comunità.
La secessione diventa il nuovo terreno dello scontro politico
Una cosa, ormai, appare evidente: la richiesta di separazione di Talamone e Fonteblanda non riguarda più soltanto il comitato che l’ha promossa.
La vicenda è entrata a pieno titolo nel confronto politico orbetellano e l’autenticazione delle firme ne è diventata uno dei punti più controversi.
Da una parte la maggioranza di Casamenti, fortemente critica nei confronti dell’iniziativa; dall’altra un’opposizione sulla quale il sindaco cerca adesso di far emergere differenze e contraddizioni interne.
Intanto il comitato prosegue il proprio percorso e il confronto politico si fa sempre più acceso. Quella della secessione di Talamone e Fonteblanda, insomma, sembra destinata a restare ancora a lungo una delle questioni più calde della politica di Orbetello.




