GROSSETO. Arrivi al mare, pianti l’ombrellone il più vicino possibile all’acqua, appoggi la bicicletta sulla sabbia, tiri fuori i racchettoni e magari, prima di tornare a casa, lasci ombrellone e sedie al loro posto per ritrovarli la mattina successiva.
Scene normalissime sulle spiagge della Maremma, ma sono tutte consentite? La risposta è: non sempre.
Anzi, leggendo le ordinanze che disciplinano l’utilizzo degli arenili emergono regole che molti bagnanti probabilmente ignorano. E il primo elemento da chiarire è proprio questo: non esiste una disciplina identica su ogni spiaggia. Alcune norme derivano dalle ordinanze dell’autorità marittima, altre vengono stabilite dai Comuni e possono cambiare da un tratto di costa all’altro.
Per questo prima di trasformare una giornata al mare in una discussione con la polizia municipale o la Capitaneria conviene sapere almeno quali sono i comportamenti più delicati.
L’ombrellone sulla battigia? Quei cinque metri devono restare liberi
La tentazione è forte. Arrivare presto, trovare il punto più vicino possibile all’acqua e piantare l’ombrellone praticamente sulla battigia.
Nel Comune di Grosseto, però, l’ordinanza è chiarissima: la fascia di 5 metri dalla battigia deve essere lasciata libera per il transito.
Sulla spiaggia libera non possono essere sistemati in quella fascia ombrelloni, sedie, sdraio o altre attrezzature. La stessa prescrizione vale davanti agli arenili in concessione. Quindi quei primi cinque metri non sono semplicemente “il posto migliore” della spiaggia. Sono uno spazio che deve restare disponibile per il passaggio e per ragioni di sicurezza.
Una prescrizione analoga compare anche nell’ordinanza di Follonica, dove la fascia di cinque metri dalla battigia è destinata esclusivamente al libero transito e alla sicurezza della balneazione. Ma la regola vale praticamente ovunque.
Lasciare l’ombrellone la sera per tenersi il posto il giorno dopo
È probabilmente una delle abitudini più diffuse nelle località di mare. Si arriva al mattino, si monta tutto e la sera, invece di riportarsi ombrellone, sdraio e seggioline a casa, si lasciano sulla spiaggia. Così il giorno successivo il posto è già “prenotato”, ma sulla costa maremmana non si può fare.
A Grosseto è vietato lasciare nelle aree demaniali in libero uso, dalle 20 alle 8.30, ombrelloni, sedie, sdraio e altre attrezzature.
A Follonica la fascia oraria è molto simile: dalle 20 alle 8 non possono restare sull’arenile ombrelloni, materiale balneare o altre attrezzature.
E non è soltanto una questione di decoro. Gli oggetti lasciati incustoditi sull’arenile possono essere rimossi. A Follonica l’ordinanza prevede espressamente la rimozione di scafi e oggetti incustoditi e la restituzione al proprietario previo rimborso delle spese e pagamento della sanzione prevista nei casi applicabili.
Insomma, lasciare l’ombrellone la notte non significa assicurarsi la prima fila. Può significare non ritrovarlo più dove lo avevamo lasciato.
Dormire sulla spiaggia? Attenzione: pernottare può essere vietato
Sacco a pelo, asciugamano, cielo stellato. L’idea di trascorrere una notte direttamente sulla spiaggia può sembrare romantica, soprattutto ad agosto, ma anche qui le ordinanze possono essere molto nette.
Nel Comune di Grosseto, sulle aree demaniali in libero uso, nella fascia compresa tra le 20 e le 8.30 è vietato campeggiare e pernottare.
A Follonica la disposizione è praticamente analoga: dalle 20 alle 8 è vietato lasciare attrezzature sull’arenile e anche campeggiare o pernottare.
Quindi almeno su questi litorali la regola non riguarda soltanto tende e campeggio organizzato. L’ordinanza usa espressamente anche la parola “pernottare”.
La bicicletta sulla sabbia? Anche quella può essere vietata
Altra scena comunissima: si arriva al mare in bici e si porta il mezzo direttamente sulla spiaggia, magari fino all’ombrellone. Anche qui attenzione.
L’ordinanza del Comune di Grosseto vieta di transitare o sostare sull’arenile con veicoli, comprendendo esplicitamente nella definizione anche i velocipedi. In pratica: anche la bicicletta rientra tra i mezzi per i quali il transito e la sosta sulla spiaggia sono vietati, fatte salve le deroghe previste.
La stessa regola compare a Follonica, dove il divieto riguarda veicoli e mezzi di vario tipo e comprende espressamente anche i velocipedi.
Quindi arrivare in bicicletta al mare va benissimo. Portarsela fino sotto l’ombrellone può essere un’altra storia.
Racchettoni e pallone: non sono vietati sempre, ma conta dove e come si gioca
Qui serve una distinzione. Non è vero che giocare a pallone o a racchettoni sia automaticamente vietato su ogni spiaggia. La regola riguarda soprattutto il rischio di creare pericolo o disturbo agli altri.
A Grosseto l’ordinanza vieta giochi come pallone, tennis da spiaggia, pallavolo, basket o bocce quando possono recare danno o molestia alle persone, disturbare la quiete o compromettere l’igiene dei luoghi, salvo le aree appositamente individuate. Non per nulla tutti i bagnetti, a Marina e Principina, hanno aree recintate, in particolare per il beach tennis o il beach volley.
Anche a Follonica i giochi che possono creare danno o molestia sono vietati al di fuori delle aree dedicate. Il Comune individua inoltre alcune “Play Area” nelle quali le attività ludiche e sportive sono espressamente ammesse.
Tradotto: due persone che giocano senza dare fastidio non sono necessariamente un problema. Tirare pallonate in mezzo a una spiaggia affollata può diventarlo.
Musica sì, discoteca sotto l’ombrellone no
Stesso principio per casse Bluetooth, radio e musica. Le ordinanze non impongono il silenzio assoluto, ma vietano di utilizzare apparecchi di diffusione sonora a un volume tale da creare disturbo.
A Grosseto è vietato tenere alto il volume di radio, stereo e altri apparecchi quando questo costituisce disturbo alla quiete pubblica.
A Follonica il principio è analogo e viene richiamato anche il rispetto dei limiti previsti dalla disciplina acustica comunale.
Quindi ascoltare musica non è il problema. Farla ascoltare forzatamente a tutta la spiaggia può esserlo.
Falò sulla sabbia: niente notte romantica con il fuoco
Qui il margine di interpretazione è molto più ristretto. Nel Comune di Grosseto, tra i divieti sull’arenile figura espressamente quello di accendere fuochi e utilizzare bombole di gas o sostanze infiammabili. A Follonica l’ordinanza vieta altrettanto chiaramente di accendere fuochi o falò.
Quindi il falò sulla spiaggia, anche se associato nell’immaginario alle notti estive, non è un’attività da improvvisare.
E la canna da pesca mentre la gente fa il bagno?
Questa è forse una delle regole più particolari della costa grossetana. La pesca sportiva con canna da riva durante il periodo balneare è disciplinata in maniera molto precisa.
Nel Comune di Grosseto sono individuate specifiche aree alle Marze e alla Bocca d’Ombrone nelle quali è possibile pescare secondo le modalità stabilite dall’ordinanza.
E c’è un dettaglio importante: nelle aree riservate alla pesca, durante la stagione balneare, non è consentito fare il bagno.
La disciplina entra poi nel dettaglio.
Ogni pescatore può utilizzare al massimo due canne, che devono essere sistemate verticalmente e ad almeno 5 metri dalla battigia. Tra un pescatore e l’altro deve esserci normalmente una distanza minima di 15 metri e le operazioni di lancio e recupero devono essere effettuate quando non ci sono persone in transito.
È vietato anche il cosiddetto lancio pendolare. Quindi pescatore e bagnante non possono semplicemente contendersi lo stesso pezzo di spiaggia: esistono zone e regole precise.
Il cane al mare: non c’è una regola uguale per tutta la costa
Probabilmente è il tema sul quale si rischia maggiormente di fare confusione. Perché le regole cambiano molto da Comune a Comune e vengono spesso aggiornate per la stagione balneare.
A Follonica per il 2026 è stata adottata una specifica ordinanza sindacale sull’accesso dei cani alle spiagge.
Anche Orbetello ha approvato nel maggio 2026 una disciplina specifica per individuare e regolamentare le spiagge libere riservate ai cani.
E alla Feniglia, fino al 31 luglio 2026, sono state introdotte anche limitazioni particolari per proteggere il fratino: in un tratto della riserva è stato vietato l’accesso dei cani sulla battigia, anche al guinzaglio.
Il principio, dunque, è semplice: avere il cane al guinzaglio non significa automaticamente poter entrare in qualsiasi spiaggia. Bisogna verificare la disciplina del Comune e del tratto di arenile nel quale ci si trova.
La spiaggia è libera, ma non significa senza regole
Ed è forse questo il vero equivoco. “Libera” non significa che sulla spiaggia si possa fare qualsiasi cosa. Significa essenzialmente che quel tratto di arenile non è affidato in concessione esclusiva a uno stabilimento.
Restano però le norme sulla sicurezza, sulla libera circolazione, sulla tutela ambientale, sull’igiene e sulla convivenza tra chi frequenta il mare.
E così comportamenti che sembrano del tutto normali – lasciare l’ombrellone per la notte, dormire sulla sabbia, portare la bici sotto l’ombrellone, occupare la battigia o accendere un falò – possono essere espressamente vietati.
Con un’avvertenza fondamentale. Le regole non sono necessariamente identiche da Follonica all’Argentario, da Marina di Grosseto a Castiglione della Pescaia.
Prima di fare qualcosa che va oltre il normale bagno e la giornata sotto l’ombrellone, quindi, una controllata all’ordinanza del Comune può evitare sorprese.
Perché alcune delle cose che in spiaggia “fanno tutti”, in realtà, non si possono fare affatto.




