PORTO ERCOLE. Dovevano migliorare il sistema di raccolta dei rifiuti, ma sono diventati motivo di proteste e polemiche, tra parcheggi perduti, problemi alla circolazione, cattivi odori e un impatto sul paesaggio che continua a far discutere. A Porto Ercole i bidoni seminterrati di via della Marina e via Caravaggio tornano al centro del confronto politico, questa volta con una richiesta precisa rivolta all’amministrazione comunale: passare dagli annunci ai fatti e stabilire una data per la loro rimozione.
A sollevare nuovamente la questione è Marco Nieto, capogruppo di Svolta per l’Argentario, che torna sulle dichiarazioni dell’amministrazione relative alla rimozione delle strutture e chiede al sindaco di dare seguito agli impegni prospettati durante gli incontri con i cittadini.
Per Nieto, infatti, la vicenda non può essere liquidata come una semplice questione di arredo urbano o di organizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti, perché riguarda la vivibilità di una parte significativa del paese, la sicurezza della circolazione e la tutela di uno spazio pubblico che potrebbe essere valorizzato in modo completamente diverso.
I dubbi sulle autorizzazioni: «Quelle strutture sono davvero opere di lieve entità?»
Ma c’è un altro aspetto sul quale il capogruppo di opposizione chiede chiarimenti, ed è quello relativo alle procedure utilizzate per autorizzare l’installazione dei contenitori seminterrati.
Secondo quanto evidenziato da Nieto, l’intervento sarebbe stato autorizzato attraverso la procedura paesaggistica semplificata prevista dall’Allegato B, punto B.12, del D.P.R. 31/2017, che disciplina determinate categorie di interventi considerati di lieve entità. Una scelta sulla quale il rappresentante di Svolta per l’Argentario solleva interrogativi, considerando le caratteristiche delle opere realizzate.
La presenza di un muretto e di una piattaforma rialzata di circa un metro, con modifiche permanenti alla conformazione degli spazi, alla circolazione e alla disponibilità dei parcheggi, pone infatti, secondo Nieto, una questione di compatibilità con i presupposti della procedura utilizzata.
Il punto, per il capogruppo, è capire se un’opera con queste caratteristiche possa essere effettivamente considerata di impatto limitato, soprattutto in un contesto come quello di Porto Ercole, dove la tutela del paesaggio e la qualità degli spazi pubblici rivestono un’importanza particolare.
Non si tratta, dunque, di una contestazione che riguarda soltanto l’aspetto estetico delle strutture, ma di una richiesta di approfondimento sulla correttezza dell’inquadramento tecnico e paesaggistico dell’intervento.
Parcheggi cancellati, viabilità difficile e cattivi odori
Alle perplessità sulle autorizzazioni si aggiungono quelle legate alle conseguenze quotidiane della presenza dei bidoni. Durante la stagione turistica, sottolinea Nieto, le criticità sarebbero diventate ancora più evidenti, con difficoltà nella circolazione, riduzione degli spazi destinati alla sosta e cattivi odori che avrebbero contribuito a peggiorare la fruibilità della zona.
Problemi che, secondo il capogruppo, non possono essere sottovalutati, soprattutto in un paese che vive anche della propria immagine turistica e nel quale ogni spazio pubblico dovrebbe rappresentare un elemento di accoglienza e valorizzazione.
La questione riguarda quindi non soltanto i residenti che utilizzano quotidianamente quelle strade, ma anche i visitatori e le attività economiche che contribuiscono alla vitalità del paese.
Per questo, secondo Nieto, occorre superare una soluzione che ha mostrato i propri limiti e individuare un’organizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti che non penalizzi la viabilità, la sosta e il decoro urbano.
La proposta: trasformare via della Marina in un nuovo spazio per il paese
La richiesta di rimuovere i bidoni seminterrati si accompagna anche a una proposta per il futuro dell’area. L’idea avanzata da Nieto è quella di realizzare un vero e proprio «Largo della Marina», trasformando lo spazio attualmente occupato dalle strutture in un luogo più ordinato, accessibile e piacevole da vivere.
Non soltanto un intervento di riqualificazione estetica, dunque, ma la possibilità di restituire ai cittadini un piccolo punto di incontro, dove fermarsi, sedersi, conversare o magari leggere un libro preso dalla bibliocabina.
Una proposta che punta a recuperare la dimensione sociale dello spazio pubblico, valorizzando una zona rappresentativa di Porto Ercole e sottraendola alle criticità che, secondo il capogruppo, hanno accompagnato l’installazione dei contenitori.
L’obiettivo è quello di trasformare un luogo diventato motivo di contestazione in un’occasione di riqualificazione urbana, capace di migliorare la qualità della vita dei residenti e l’accoglienza dei turisti.
La richiesta al sindaco: «I cittadini aspettano risposte concrete»
Adesso, però, il nodo principale resta quello dei tempi. L’amministrazione comunale ha prospettato la rimozione delle strutture di via della Marina e via Caravaggio, ma per il capogruppo di Svolta per l’Argentario è necessario chiarire quando questa intenzione si tradurrà in un intervento effettivo.
Nieto chiede quindi al sindaco di indicare un percorso preciso e una tempistica verificabile, evitando che la questione continui a trascinarsi senza una soluzione.
Perché, al di là del confronto politico e delle valutazioni sulle autorizzazioni, resta una richiesta che riguarda direttamente la vita quotidiana del paese: recuperare parcheggi, migliorare la circolazione, eliminare i disagi e restituire decoro a due strade di Porto Ercole.
E soprattutto capire quando i bidoni seminterrati saranno davvero rimossi.




