GROSSETO. Le motoseghe si sono fermate. A terra restano tre tronchi tagliati.
E in piedi è rimasto solo un platano. Paradossalmente, proprio quello indicato come il più a rischio.
È questo il nuovo capitolo della vicenda di piazza Ponchielli, a Grosseto. Una storia che non si chiude con il taglio degli alberi, ma che ora entra in una fase ancora più dura: quella delle denunce e delle verifiche tecniche.
Tre alberi abbattuti, uno salvato (per ora)
Alla fine il bilancio è chiaro: 3 platani abbattuti e 1 rimasto in piedi, solo per la presenza di un nido di uccelli.
Un dettaglio che pesa, perché proprio quell’albero era considerato il più problematico dal punto di vista della stabilità.
Secondo quanto emerso già nelle settimane scorse, infatti, e sulla base della controperizia che il comitato aveva fatto fare al dottor perito agrario Marco Mencagli, era l’unico classificato in una condizione più critica rispetto agli altri, mentre gli altri tre risultavano in condizioni gestibili con interventi mirati.

Il comitato non si arrende
Dopo il taglio, il comitato di piazza Ponchielli non fa passi indietro. Anzi.
I componenti ci hanno invitato a fare un sopralluogo e durante l’incontro è emersa una linea chiara: andare fino in fondo.
Sono stati raccolti foto e video dei tronchi tagliati, documentazione delle operazioni e registrazioni audio e testimonianze.
E il materiale verrà ora sottoposto a nuovi esperti indipendenti.
L’obiettivo è verificare un punto centrale: lo stato reale di salute degli alberi abbattuti.
Perché, secondo i cittadini, dalle prime immagini i tronchi appaiono sani, alimentando dubbi ancora più forti sulla necessità del taglio.
LE FOTO
Nuove perizie e controlli indipendenti
Il passo successivo è già deciso.
Le foto – in particolare quelle della base dei tronchi – saranno analizzate da agronomi non legati all’amministrazione, per una valutazione tecnica indipendente.
Una controverifica che potrebbe diventare decisiva.
Se dovesse emergere che gli alberi erano effettivamente in buone condizioni, il caso potrebbe cambiare completamente direzione.
Esposto già aperto, ora partono le denunce personali
La vicenda è già arrivata in Procura.
È stato infatti presentato un esposto, che ha portato all’apertura di un fascicolo – al momento contro ignoti.
Ma ora il comitato è pronto a fare un passo ulteriore.
Saranno fatte denunce personali, indirizzate a soggetti specifici, tecnici e amministratori che hanno firmato i vari atti, con valutazione di eventuali responsabilità dirette e possibili contestazioni anche sul piano del danno patrimoniale.
Secondo quanto emerso, si sta valutando anche la possibilità di contestare l’utilizzo di fondi pubblici, la correttezza delle procedure e la fondatezza delle relazioni tecniche alla base del piano.
«Se le verifiche confermano, andiamo fino in fondo»
La posizione del comitato è netta.
Se le nuove analisi indipendenti dovessero confermare che gli alberi erano sani o comunque recuperabili, la battaglia legale andrà avanti senza compromessi.
Tra le ipotesi sul tavolo: integrazione dell’esposto già presentato, nuove denunce e richiesta di accertamenti più approfonditi.
E resta anche il sospetto, più volte evocato durante l’incontro, che i tagli possano essere stati in qualche modo “pilotati”, anche se al momento non ci sono prove definitive.
Rabbia anche per come è stata lasciata la piazza
Alla rabbia per il taglio si aggiunge quella per le condizioni della strada.
Dopo i lavori, l’area viene descritta dai residenti come sporca, poco curata e non adeguatamente ripristinata.
Un aspetto che aumenta il malcontento e rafforza la sensazione, tra i cittadini, di una gestione approssimativa dell’intervento.

Una vicenda tutt’altro che chiusa
Il taglio dei platani non ha chiuso la storia. L’ha aperta.
Perché ora ci sono nuove verifiche tecniche in arrivo, un fascicolo già aperto in Procura e un comitato deciso a portare la vicenda fino alle conseguenze finali.
E mentre in piazza restano tre ceppi e un solo albero ancora in piedi, la domanda che continua a circolare tra i cittadini è sempre la stessa: quegli alberi dovevano davvero essere abbattuti?





