GROSSETO. Non aumentare ulteriormente la pressione sul territorio provocata da impianti a biogas e biometano, creare una vera cintura verde intorno a Grosseto, togliere cemento dov’è possibile per restituire spazio agli alberi e istituire una Consulta comunale del verde.
E ancora: un piano pluridecennale per gli alberi della città e un progetto organico, da costruire insieme a Castiglione della Pescaia, per il futuro della pineta del Tombolo.
Sono le proposte che Grosseto al Centro ha presentato al secondo incontro tematico del percorso partecipativo per la formazione del nuovo Piano operativo del Comune di Grosseto.
Due contributi distinti, dedicati al territorio agricolo e alle energie rinnovabili da una parte e al verde urbano dall’altra, legati però da una stessa idea: le trasformazioni ambientali della città e della campagna devono essere programmate guardando molto più avanti rispetto al singolo progetto.
«Non aumentare ancora la pressione di biogas e biometano»
Il passaggio politicamente più significativo riguarda gli impianti energetici nel territorio rurale. Grosseto al Centro parte da un principio: definire una fonte energetica come rinnovabile non significa considerare automaticamente sostenibile ogni impianto che la utilizza.
L’associazione chiede quindi che il nuovo Piano operativo affronti espressamente localizzazione, compatibilità territoriale e soprattutto impatto cumulativo degli impianti a biogas, biometano e biomasse già presenti e di quelli eventualmente previsti.
La richiesta è netta: non aumentare ulteriormente la pressione ambientale e territoriale attraverso nuovi impianti o ampliamenti e riconversioni degli esistenti che determinino un incremento delle biomasse trattate, dei trasporti e del digestato prodotto.
Il precedente degli impianti di San Martino
Nel documento viene richiamato anche quanto accaduto nel 2025 a San Martino, dove due impianti furono sottoposti a sequestro preventivo disposto dall’autorità giudiziaria nell’ambito di indagini che, ricorda Grosseto al Centro, riguardavano maleodoranze, inquinamenti e presunte irregolarità nella gestione del digestato.
Ed è proprio sul digestato che l’associazione chiede particolare attenzione.
Secondo il contributo presentato al tavolo, la valutazione della sostenibilità deve comprendere l’intero ciclo: provenienza e trasporto delle matrici, eventuali colture dedicate, utilizzo dell’acqua, consumi energetici, traffico pesante, emissioni, residui e quantità e destinazione del digestato.
A questo si aggiunge il tema del carico complessivo di azoto sui terreni e della tutela delle acque superficiali e sotterranee.
«Valutare tutti gli impianti insieme»
Il punto centrale della proposta è evitare che ogni progetto venga esaminato come se fosse isolato da ciò che già esiste intorno.
Grosseto al Centro chiede che, nell’ambito della Valutazione ambientale strategica (VAS) del Piano operativo, vengano analizzati gli effetti ambientali cumulativi prodotti dagli impianti già presenti insieme a quelli eventualmente previsti.
E chiede che il Piano, nei limiti consentiti dalle norme sovraordinate, stabilisca criteri rigorosi per localizzazione e compatibilità territoriale di biogas, biometano e biomasse.
Per le energie rinnovabili viene proposta una priorità: privilegiare le soluzioni che consumano meno suolo e hanno un minore impatto sul territorio, cominciando dalle coperture degli edifici e dalle aree già urbanizzate o produttive.
Una cintura verde tutto intorno a Grosseto
L’altra grande proposta cambia completamente scenario e si sposta dagli impianti energetici agli alberi.
Il Piano strutturale prevede già un parco agricolo periurbano. Grosseto al Centro propone di utilizzare il nuovo Piano operativo per trasformare progressivamente quella previsione in qualcosa di molto più riconoscibile: una vera cintura verde intorno alla città.
Non un singolo parco, quindi. L’idea è progettare fin dall’inizio una rete complessiva capace di creare continuità tra città e campagna e collegamenti con Diversivo, Mura, parco fluviale, piste ciclabili e percorsi pedonali.
Dentro questa cintura dovrebbero trovare spazio nuovi boschi di pianura, filari, siepi, corridoi ecologici e percorsi ciclopedonali alberati, insieme alle funzioni agricole, sociali e didattiche previste per il parco periurbano.
Una Consulta comunale per decidere il futuro degli alberi
Prima ancora della cintura verde, Grosseto al Centro individua però una priorità: istituire la Consulta comunale del verde.
Dovrebbe essere un organismo permanente nel quale far sedere insieme cittadini, associazioni ambientaliste, ordini professionali, scuola, mondo scientifico e istituzioni, coinvolgendo competenze diverse: forestali, agronomi, periti agrari, architetti paesaggisti, naturalisti ed esperti di biodiversità e fauna.
L’obiettivo è evitare che il futuro del patrimonio arboreo venga affrontato soltanto quando nasce un’emergenza o deve essere realizzato un singolo progetto.
Dalla Consulta dovrebbe nascere anche un Piano del verde pluridecennale, capace di programmare tutela, rinnovo e incremento del patrimonio arboreo guardando ai prossimi decenni.
Un piano unico per la pineta del Tombolo
C’è poi uno dei patrimoni ambientali più importanti della costa grossetana: la pineta del Tombolo.
La proposta è predisporre un piano organico insieme al Comune di Castiglione della Pescaia, considerando la pineta come un unico sistema ecologico e paesaggistico.
Tutela e rinnovazione degli alberi, biodiversità, prevenzione degli incendi, siccità, cambiamenti climatici e fruizione dovrebbero quindi essere affrontati attraverso un’unica strategia di lungo periodo.
Togliere asfalto e cemento per far tornare il suolo
La cintura verde, secondo il documento, non dovrebbe fermarsi ai margini della città.
Una delle proposte più concrete riguarda infatti la depavimentazione, cioè individuare strade, piazze, parcheggi, marciapiedi e altri spazi pubblici nei quali eliminare le superfici impermeabili non necessarie e sostituirle con terreno permeabile, alberi e vegetazione.
Grosseto al Centro indica anche un primo luogo dal quale si potrebbe partire: piazzale De Amicis, a Barbanella.
Lo slogan scelto sintetizza l’intero progetto: «Meno cemento, più alberi».
Per l’associazione, aumentare le superfici permeabili aiuterebbe a contrastare l’accumulo di calore, favorirebbe l’assorbimento della pioggia e offrirebbe più spazio agli apparati radicali degli alberi. Per questo viene chiesto che riduzione delle superfici impermeabilizzate e aumento della copertura arborea diventino veri obiettivi urbanistici, individuati anche sulle mappe del futuro Piano operativo.
L’idea finale è quella di una Grosseto circondata e attraversata dal verde, nella quale gli alberi vengano considerati non semplice arredo, ma «infrastrutture urbane viventi», mentre nel territorio agricolo ogni nuovo intervento energetico venga valutato tenendo conto anche di tutto ciò che già insiste sulla campagna grossetana.



