La Rsa verso la chiusura, la sindaca lo scopre dagli atti | MaremmaOggi Skip to content

La Rsa verso la chiusura, la sindaca lo scopre dagli atti

Ginesi vota contro il bilancio del Coeso e chiede un tavolo con Asl e Regione. Il complesso misura 3.500 metri quadrati e ospita anche ambulatori e punto prelievi. Consiglio comunale aperto al Teatro Castagnoli
La rsa San Giovanni

SCANSANO. Una possibile chiusura della Rsa San Giovanni e una prospettiva che, secondo la sindaca Maria Bice Ginesi, sarebbe emersa dagli atti del Coeso senza che prima il Comune fosse coinvolto nella discussione.

È su questo che si apre lo scontro a Scansano.

La prima cittadina ha votato contro il bilancio consuntivo e il documento collegato durante la Giunta esecutiva del Coeso – Società della Salute di lunedì 28 settembre e adesso chiede l’apertura immediata di un tavolo con Coeso, Asl Toscana sud est e Regione.

Ma la questione è destinata a uscire dalle stanze istituzionali.

Ginesi annuncia infatti un Consiglio comunale aperto al Teatro Castagnoli, invitando i vertici di Asl e Coeso a confrontarsi pubblicamente con il paese.

«Quello che contesto – dice – è il metodo, la non chiarezza, il decidere senza confronto».

La possibile chiusura scoperta leggendo gli atti

Secondo quanto ricostruito dalla sindaca, nel piano di ottimizzazione allegato al bilancio consuntivo 2025 del Coeso è contenuta un’analisi della situazione del San Giovanni nella quale compare anche la prospettiva di una probabile chiusura della Rsa.

Ed è proprio il modo in cui Ginesi sostiene di esserne venuta a conoscenza ad aver provocato la sua reazione.

«Ho appreso dagli atti della seduta che nel piano di ottimizzazione allegato al bilancio consuntivo 2025 era contenuta l’analisi della situazione della struttura e la prospettiva di una probabile chiusura – spiega – senza che vi fosse stato un preventivo confronto con l’amministrazione comunale».

Un disappunto che la sindaca dice di avere espresso direttamente durante la riunione della Giunta esecutiva.

Da 35 a 25 posti dopo i problemi antincendio

Le difficoltà del San Giovanni non nascono oggi.

Nel 2022 i posti della Rsa sono scesi da 35 a 25 a causa di criticità relative alla sicurezza antincendio.

Da allora, ricorda Ginesi, sono state più volte sollecitate soluzioni che permettessero di mettere in sicurezza e recuperare la struttura, senza però arrivare a un intervento definitivo.

Per la sindaca, tuttavia, la decisione sul futuro della Rsa non può essere presa considerando esclusivamente costi e gestione.

«La Rsa rappresenta un presidio importante per la comunità e il suo futuro deve essere affrontato attraverso un confronto con il territorio, perché un sindaco e un’amministrazione conoscono il proprio territorio e le sue esigenze».

Il problema dei 3.500 metri quadrati nel cuore di Scansano

Dietro la possibile chiusura della Rsa c’è poi un’altra questione, ancora più grande.

L’intero complesso del San Giovanni misura circa 3.500 metri quadrati ed è nel centro del paese. Una parte degli spazi, sottolinea la sindaca, è già inutilizzata e presenta condizioni di degrado.

Che cosa accadrebbe all’edificio se la Rsa chiudesse?

È una delle domande che Ginesi vuole mettere al centro del confronto.

«Ho chiesto e ribadisco l’apertura di un tavolo con Comune, Coeso, Asl Toscana sud est e Regione Toscana affinché sia il territorio a partecipare alla definizione di un progetto di recupero e riutilizzo dell’immobile».

L’obiettivo dichiarato è evitare che un complesso di queste dimensioni possa trasformarsi in un grande spazio inutilizzato nel cuore di Scansano.

Il Comune vuole invece lavorare a una soluzione che permetta di mantenere o riportare servizi e creare opportunità occupazionali.

Non c’è soltanto la Rsa: cosa succederà al distretto sanitario

La preoccupazione dell’amministrazione si allarga infatti agli altri servizi sociosanitari presenti nel complesso.

Al San Giovanni ci sono ambulatori, punto prelievi, ufficio delle assistenti sociali e ufficio per il ritiro dei referti.

Ginesi chiede garanzie sul loro futuro e vuole sapere anche che cosa ne sarà della Casa di comunità spoke annunciata negli anni scorsi per Scansano.

Il timore espresso dalla sindaca è che alla chiusura della Rsa possa seguire, nel tempo, un progressivo impoverimento dell’intero presidio sociosanitario del paese.

«L’amministrazione comunale ritiene necessario conoscere con chiarezza il futuro del distretto e dei servizi territoriali – dice – prima che vengano assunte decisioni che possano incidere sulla loro presenza a Scansano e sulla salute dell’intera comunità».

Tutti al Teatro Castagnoli per discutere del San Giovanni

Adesso il confronto sarà portato davanti ai cittadini.

L’amministrazione convocherà un Consiglio comunale aperto al Teatro Castagnoli dedicato al futuro del San Giovanni.

Saranno invitati i vertici dell’Asl Toscana sud est e del Coeso – Società della Salute.

«Sarà questa l’occasione – spiega Ginesi – per mettere intorno allo stesso tavolo le istituzioni, ascoltare le posizioni dei diversi soggetti coinvolti e discutere con la comunità il futuro della Rsa, del distretto sanitario e dell’intero complesso del San Giovanni».

Ginesi vota contro

La sindaca ha intanto trasformato la propria contrarietà in un voto formale.

Al termine della discussione nella Giunta esecutiva del Coeso ha infatti votato contro il bilancio e il documento collegato che contiene la relazione sulla Rsa San Giovanni.

Una scelta che Ginesi lega soprattutto al metodo seguito e alla mancanza, da lei contestata, di un confronto preventivo con il Comune.

«Vogliamo proporre noi la soluzione migliore, vogliamo gestire noi il percorso, vogliamo decidere noi, non vogliamo imposizioni», conclude.

La richiesta alla Regione è quella di un sostegno concreto.

Perché ormai la partita non riguarda soltanto 25 posti di Rsa: riguarda il futuro di un grande immobile nel centro di Scansano e, soprattutto, quali servizi sociosanitari resteranno nel paese.

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