GROSSETO. Lo sport come occasione per stare insieme, crescere, superare le differenze e soprattutto permettere di partecipare anche a chi, per ragioni economiche, sociali o legate alla disabilità, rischia troppo spesso di restare fuori. È da questa idea che PGS Toscana, il Comitato regionale delle Polisportive Giovanili Salesiane, riparte dopo gli Stati Generali nazionali, trasformando il confronto degli ultimi giorni in una serie di iniziative concrete destinate ad arrivare sul territorio.
Il primo appuntamento è già fissato: dal 21 settembre partirà il rugby gratuito, primo tassello di un programma destinato ad allargarsi già dal mese di ottobre, quando alla proposta si aggiungeranno fitwalking, minibasket, danza ed equitazione.
L’obiettivo è costruire progressivamente un’offerta multisportiva nella quale possano trovare spazio persone diverse per età, condizioni e capacità, creando occasioni nelle quali persone con e senza disabilità possano praticare sport e incontrarsi insieme.
Dagli Stati Generali ai progetti sul territorio
A rappresentare il Comitato Toscano agli Stati Generali delle Polisportive Giovanili Salesiane sono stati il presidente regionale Matteo Di Marzo, il direttore tecnico regionale Andrea Foglia e la responsabile regionale della formazione Carlotta Bizzarri.
Un confronto nazionale dal quale la delegazione toscana torna con una linea precisa: fare in modo che idee, proposte e riflessioni non rimangano confinate nei documenti o nei tavoli di lavoro, ma diventino opportunità concretamente accessibili alle persone.
«Non vogliamo progetti destinati a rimanere sulla carta – spiega Matteo Di Marzo –. Vogliamo costruire opportunità reali nei luoghi in cui le persone vivono: impianti sportivi, palestre, oratori e spazi di comunità. Il nostro compito è mettere insieme associazioni, competenze e territorio, cercando di rendere lo sport realmente accessibile, nessuno escluso».
Rugby gratuito dal 21 settembre, poi arrivano le altre discipline
Il passaggio dalle intenzioni ai fatti comincerà dunque il 21 settembre con il rugby gratuito, ma sarà soltanto l’inizio.
Da ottobre il progetto verrà progressivamente esteso a fitwalking, minibasket, danza ed equitazione, costruendo una proposta che non punta esclusivamente alla pratica della singola disciplina o al risultato agonistico, ma utilizza lo sport come strumento di educazione, socialità, inclusione e partecipazione.
Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani, alle famiglie, alle persone con disabilità e a chi incontra maggiori difficoltà nell’avvicinarsi allo sport, anche per ragioni economiche o sociali.
L’obiettivo di PGS Toscana è infatti provare ad abbattere quelle barriere che ancora oggi possono rendere difficile entrare in palestra, in un impianto o in una società sportiva, lavorando contemporaneamente sulla possibilità di sperimentare discipline diverse.
Lo sport diventa un’occasione per creare comunità
Il progetto non si fermerà alle attività già programmate. PGS Toscana sta lavorando a nuove iniziative capaci di mettere in relazione sport, sociale e territorio, coinvolgendo associazioni, istituzioni, famiglie, volontari e realtà che operano quotidianamente nelle comunità locali.
Una rete nella quale avranno un ruolo importante anche gli oratori, da sempre parte della storia delle Polisportive Giovanili Salesiane e considerati ancora oggi luoghi nei quali l’attività sportiva può convivere con educazione, amicizia e aggregazione.
La nuova stagione punta quindi a costruire una collaborazione sempre più stretta tra chi organizza lo sport e chi conosce direttamente i bisogni delle persone, cercando di intercettare anche coloro che normalmente rimangono lontani dalle attività organizzate.
«Non ci interessa fare attività soltanto per aumentare i numeri – conclude Di Marzo –. Ci interessa soprattutto aumentarne il valore, la qualità e la capacità di raggiungere persone che altrimenti rischierebbero di rimanere ai margini. È da qui che vogliamo ripartire».
Gli Stati Generali diventano così per PGS Toscana non il punto conclusivo di un percorso, ma l’inizio di una nuova fase, nella quale le idee dovranno trasformarsi in attività e i progetti raggiungere direttamente le persone.
Una stagione che comincia dal rugby gratuito e che vuole arrivare molto più lontano: rendere lo sport un’opportunità realmente aperta a tutti.




