ALBINIA. Da sabato 12 settembre numerosi pesci morti galleggiano nel canale che scorre a ridosso dell’abitato di Albinia, nella zona di via della Pace. Alcuni sono esemplari di dimensioni considerevoli e, con il passare delle ore, alla preoccupazione per una moria della quale ancora non sono state accertate le cause si è aggiunto un problema molto concreto per chi abita nelle vicinanze: il forte odore delle carcasse in decomposizione arriva fino dentro le case.
Le fotografie scattate lungo il corso d’acqua mostrano pesci morti in diversi punti, singolarmente e in gruppi, in un canale nel quale l’acqua appare in alcuni tratti quasi ferma e sulla cui superficie è presente vegetazione.
La situazione è stata segnalata al Comune di Orbetello e la Polizia locale ha effettuato un sopralluogo. A fare il punto è l’assessore all’Ambiente Ivan Poccia, che conferma l’intervento dell’amministrazione e annuncia che le carcasse saranno rimosse nelle prossime ore.
Il canale fa parte del reticolo collegato all’Albegna
Il corso d’acqua interessato dalla moria dovrebbe essere il Canale principale 6, uno dei canali del reticolo di bonifica di Albinia. Il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud lo ha indicato in passato come il canale che scorre a ridosso dell’abitato, attraversa la zona dell’Aurelia e defluisce verso il fiume Albegna.
Non si tratta dunque di una piccola raccolta d’acqua completamente isolata, nonostante le dimensioni ridotte e la scarsa profondità che presenta nel tratto urbano. Il canale è parte di un sistema idraulico più ampio, circostanza che può spiegare anche la presenza di pesci di dimensioni importanti come quelli che adesso galleggiano morti sull’acqua.
Proprio il Consorzio, in occasione di precedenti interventi di manutenzione sul Canale principale 6, aveva fatto riferimento alla presenza di specie acquatiche nel corso d’acqua, prevedendo modalità di intervento finalizzate alla loro tutela.
Il Comune: «Potrebbe essere stato un agente esterno»
Resta da capire che cosa abbia provocato una moria così evidente e, su questo punto, dai primi riscontri arriva un elemento che dovrà adesso essere approfondito.
«Siamo prontamente intervenuti con la nostra Polizia locale», spiega l’assessore all’Ambiente Ivan Poccia.
L’attenzione è però concentrata soprattutto sulle cause. «Dai primi riscontri, ovviamente ancora niente di certo, non sembrerebbe esserci nulla a che fare con un fenomeno naturale come quello avvenuto in laguna, ma qualcosa provocato da un agente esterno», dice Poccia.
Una valutazione ancora preliminare, dunque, che non consente al momento di stabilire né la natura dell’eventuale agente esterno né la sua provenienza, ma che sposta l’attenzione su quanto possa essere accaduto nel canale nelle ore precedenti alla comparsa dei primi pesci morti.
Anche Arpat è stata informata dell’episodio per gli eventuali approfondimenti ambientali. Indagini sono in corso per risalire alle cause e ad un possibile sversamento non autorizzato.
Le carcasse saranno rimosse
Intanto c’è un problema che non può attendere l’esito degli accertamenti. I pesci sono morti ormai da giorni e le carcasse hanno cominciato a decomporsi, provocando un odore particolarmente intenso. «Saranno rimosse nelle prossime ore», assicura Poccia.
È proprio il cattivo odore ad aver fatto crescere le proteste dei residenti di via della Pace. «La puzza del pesce in putrefazione entra in casa», racconta un residente che ha segnalato la situazione e documentato con numerose fotografie quanto sta accadendo. Restano invece aperte le domande più importanti: che cosa ha ucciso contemporaneamente così tanti pesci e che cosa è entrato, o è cambiato, nell’acqua del canale?
Gli accertamenti dovranno stabilirlo. Per ora rimane una moria evidente, documentata lungo diversi tratti del corso d’acqua, e quella prima indicazione arrivata dal Comune: l’ipotesi di un fenomeno naturale legato alla laguna non sarebbe quella che emerge dai primi riscontri.




