GROSSETO. Si è tenuta venerdì 24 mattina, nella sede della Camera di commercio di Grosseto, la tavola rotonda organizzata da Cisl Grosseto dal titolo «Infrastrutture e sviluppo: verso un patto per la Maremma». L’iniziativa, a margine del consiglio generale dell’unione sindacale territoriale, ha messo al centro il futuro della provincia e le priorità per rilanciare il territorio.
A introdurre i lavori è stato Simone Gobbi, segretario generale della Cisl Grosseto, insieme al direttore di MaremmaOggi Guido Fiorini, che ha moderato l’incontro.
Sono intervenuti anche Marco Simiani e Fabrizio Rossi, deputati eletti in provincia di Grosseto, e il presidente della Camera di commercio Riccardo Breda.
Prima della tavola rotonda si è svolto il consiglio generale della Cisl, con la partecipazione del segretario confederale nazionale Ignazio Ganga e della segretaria regionale Silvia Russo.

Gobbi: «Serve un patto tra istituzioni, imprese e cittadini»
«Questo incontro – ha spiegato Simone Gobbi – è la naturale conseguenza del Congresso di aprile, che ha tracciato il percorso della Cisl di Grosseto: tenere insieme lavoro e sviluppo, crescita e coesione, partecipazione dei lavoratori, dei cittadini, delle istituzioni e delle imprese. Non un sindacato che urla, ma che costruisce soluzioni attraverso il dialogo».
Secondo Gobbi, la Maremma paga ancora un ritardo infrastrutturale pesante: «La Grosseto-Siena è ancora incompleta, la Tirrenica è ferma da anni, i collegamenti ferroviari restano lenti e la digitalizzazione è diseguale tra costa e aree interne. Tutto questo frena lo sviluppo».
Da qui la proposta del Patto per la Maremma, un’alleanza tra istituzioni, imprese, mondo del lavoro, università e società civile, coordinata su pochi obiettivi chiari e misurabili.
«Un patto territoriale che parli il linguaggio della concertazione moderna, come la Cisl propone a livello nazionale con l’idea del Patto sociale per lo sviluppo e la partecipazione» – ha detto Gobbi.
Maremma in difficoltà: meno residenti e redditi più bassi
La fotografia del territorio non è incoraggiante: negli ultimi anni la provincia di Grosseto ha perso quasi 9.000 residenti, con una popolazione sempre più anziana e un reddito medio pro capite inferiore del 12% rispetto alla media regionale.
«Il lavoro cresce – ha aggiunto Gobbi – ma è spesso stagionale, poco qualificato e con salari modesti. Agricoltura, turismo ed edilizia, i nostri settori tradizionali, hanno resistito alle crisi ma non si sono ancora trasformati in filiere moderne e integrate».
Le priorità: infrastrutture, mobilità e transizione verde
Il Patto per la Maremma, spiega la Cisl, deve avere obiettivi concreti e tempi verificabili.
Tra le priorità indicate:
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completare la Grosseto-Siena e la Tirrenica;
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potenziare la rete ferroviaria e garantire una mobilità sicura e sostenibile;
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creare connessioni migliori tra costa, aree interne e poli industriali.
Sul fronte ambientale, Gobbi propone di fare della Maremma un laboratorio di green economy, puntando su energie rinnovabili, economia circolare e tutela del paesaggio.
«Serve un patto tra chi produce, chi lavora e chi amministra. La transizione verde è un’opportunità solo se garantisce buona occupazione, formazione e partecipazione dei lavoratori alle scelte delle imprese».
Un appello alla politica: «Non servono slogan ma responsabilità»
A pochi giorni dalle elezioni regionali, la Cisl di Grosseto ha lanciato un appello ai nuovi consiglieri eletti e a tutte le forze politiche del territorio: «Non trasformate l’appuntamento elettorale in una gara di slogan. Serve un patto civico e sociale che unisca sindaci, Regione, imprese, università, associazioni e cittadini per scrivere insieme il progetto Maremma 2030. I cittadini – ha detto Gobbi – non credono più alle parole senza fatti. È tempo di responsabilità».
«Il Patto della Maremma non è uno slogan, ma una proposta concreta»
Gobbi ha concluso la giornata lanciando un messaggio di fiducia: «Il Patto della Maremma non è uno slogan, ma una proposta concreta per riaccendere la fiducia nella partecipazione e nella politica come servizio. Noi saremo, come sempre, motore di coesione. Questa tavola rotonda è solo l’inizio: nei prossimi mesi continueremo con tavoli di confronto e iniziative pubbliche.
Lo sviluppo non si decreta, si costruisce insieme».



