GROSSETO. Prima le segnalazioni dei commercianti, stanchi dei bivacchi continui davanti alle loro attività. Poi la richiesta arrivata in Comune attraverso alcuni consiglieri comunali. Infine la decisione: le panchine di via Oriana Fallaci, sul lato della strada dove si trovano i negozi, sono state rimosse.
Una scelta che l’amministrazione comunale rivendica come risposta a una situazione che, nel tempo, aveva provocato proteste e segnalazioni per episodi di degrado. Ma che riapre anche il dibattito sulla sicurezza urbana e, soprattutto, su quanto possa essere efficace togliere gli arredi utilizzati per bivacchi e comportamenti che creano disagio.
A intervenire è infatti anche il Partito Democratico di Grosseto, che non contesta nel merito la decisione presa in via Fallaci – riconoscendo che «nel caso specifico l’intervento potrebbe anche avere una sua giustificazione» – ma mette in discussione un metodo che, secondo i dem, rischia semplicemente di spostare il problema da una strada all’altra.
Le proteste dei commercianti e la decisione del Comune
Le panchine si trovavano sotto gli alberi sul lato commerciale di via Oriana Fallaci. Proprio la posizione riparata e ombreggiata aveva finito per trasformarle anche in un punto di ritrovo, con presenze prolungate e bivacchi che avevano provocato le proteste di alcuni negozianti.
I commercianti si sono quindi rivolti ad alcuni consiglieri comunali, che hanno portato la questione all’attenzione dell’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Ginanneschi.
Da qui la decisione di intervenire.
«Le panchine sono rimaste sull’altro lato della strada – spiega Ginanneschi – Abbiamo in progetto di mettere quelle che abbiamo tolto in altre zone. Qui, però, più volte sono stati segnalati bivacchi e degrado».

Non si tratta dunque, secondo l’amministrazione, di eliminare completamente la possibilità di sedersi in quella zona: le altre panchine restano, mentre quelle rimosse saranno destinate ad altri punti della città.
Un intervento già sperimentato poco più avanti
Quello adottato in via Oriana Fallaci non è nemmeno un intervento isolato.
Poco più avanti, nella zona dell’ex edicola, il Comune aveva già scelto di rimuovere le panchine e contemporaneamente potenziare l’illuminazione, sempre con l’obiettivo di contrastare situazioni di degrado e rendere maggiormente controllabile lo spazio pubblico.
Una linea che parte da un principio semplice: eliminare o modificare quegli elementi dello spazio urbano che, secondo le segnalazioni raccolte, finiscono per favorire bivacchi e situazioni problematiche.
Ed è proprio su questo punto che si apre lo scontro politico.
IL CASO
Cosa è successo in via Oriana Fallaci
Il Comune ha rimosso le panchine sul lato dove si trovano le attività commerciali, dopo ripetute segnalazioni per bivacchi e degrado.
Le sedute sull’altro lato della strada restano al loro posto.
Quelle tolte, assicura l’assessore Ginanneschi, saranno ricollocate in altre zone della città.
Poco più avanti, nei pressi dell’ex edicola, l’amministrazione era già intervenuta togliendo le panchine e installando una nuova illuminazione.
Il Pd: «Togliere le panchine non basta»
La risposta arriva da Luca Bernazzani, coordinatore del gruppo di lavoro Sicurezza urbana del Pd di Grosseto.
Il punto di partenza dei democratici è netto: le preoccupazioni di commercianti e residenti sono legittime e i comportamenti illegali o che ledono i diritti degli altri non possono essere tollerati.
Tanto che, proprio riferendosi a via Fallaci, il Pd ammette che la rimozione delle sedute potrebbe avere una sua giustificazione.
Il problema, secondo Bernazzani, nasce quando una soluzione di questo tipo diventa la risposta ordinaria a fenomeni molto più complessi.
«Se la risposta si limita a rimuovere sedute o a rendere meno accessibili gli spazi, il problema non scompare: viene soltanto reso meno visibile o trasferito altrove», dice.
E il Pd cita altri punti di Grosseto nei quali negli anni si è discusso dello stesso problema, da via Ximenes a Porta Nuova.
«Non può diventare la politica dell’occhio non vede»
Per i democratici il rischio è quello di trasformare una misura emergenziale in un modello di gestione della sicurezza.
«Quando la rimozione, da misura eccezionale, diventa un metodo – sostiene Bernazzani – rivela l’assenza di una strategia complessiva. È la politica dell'”occhio non vede”».
Secondo il Pd, togliere progressivamente panchine e luoghi di sosta rischia inoltre di produrre un effetto contrario a quello cercato: impoverire lo spazio pubblico, togliendo luoghi d’incontro anche a chi ne fa un uso assolutamente normale.
«Una città sicura non è una città nella quale nessuno si ferma – aggiunge Bernazzani – È una città nella quale tutti possono sostare, incontrarsi e vivere gli spazi pubblici senza paura e nel rispetto degli altri».
Il tema sicurezza entra nel confronto politico
Il caso di via Oriana Fallaci diventa così qualcosa di più di una discussione sulle panchine.
Il Pd chiede un modello che metta insieme controllo del territorio, prevenzione e presenza delle istituzioni, ma anche interventi sulla qualità degli spazi pubblici e sul tessuto sociale.
Tra le proposte indicate ci sono il rafforzamento della polizia locale e dei presidi istituzionali, il sostegno al commercio di vicinato e un maggiore coinvolgimento di scuole, associazioni, parrocchie e realtà sportive come luoghi di aggregazione e prevenzione.
Un confronto destinato ad allargarsi. Il Partito Democratico annuncia infatti che, a partire dalla prossima Festa dell’Unità, sarà organizzato un ciclo di incontri pubblici dedicato alla sicurezza urbana, coinvolgendo cittadini, amministratori, operatori delle forze dell’ordine, associazioni ed esperti.
Intanto, in via Oriana Fallaci, le panchine dal lato dei negozi non ci sono più. Per il Comune è una risposta alle richieste arrivate da chi in quella strada lavora ogni giorno. Per il Pd può essere una misura comprensibile, ma non può diventare la soluzione a un problema che riguarda ormai la gestione e la sicurezza di diversi spazi della città.



