Muore a 65 anni il dottor Fausto Garosi, il dolore degli amici: «Continua a correre lassù» | MaremmaOggi Skip to content

Muore a 65 anni il dottor Fausto Garosi, il dolore degli amici: «Continua a correre lassù»

Era stato anestesista all’ospedale di Piombino e dirigente Asl. Medico societario e podista della Polisportiva Venturina Terme, aveva seguito anche il Basket Piombino. Il saluto degli amici: «Continua a correre lassù»
Il dottor Fausto Garosi

VENTURINA. Il camice in ospedale, le scarpe da corsa sulle strade della Val di Cornia. Fausto Garosi aveva vissuto così una parte importante dei suoi 65 anni, dividendosi tra una professione alla quale aveva dedicato la vita e quella passione per lo sport che lo aveva fatto diventare un punto di riferimento per tanti atleti.

La notizia della sua improvvisa e prematura scomparsa ha colpito profondamente Venturina e tutta la Val di Cornia. Perché Garosi era conosciuto in ospedale, nel mondo della sanità, ma anche sui campi sportivi e lungo le strade percorse tante volte da podista.

Una vita nella sanità

Garosi aveva lavorato come anestesista all’ospedale di Piombino, ricoprendo anche incarichi dirigenziali all’interno dell’Asl.

Una carriera nella sanità pubblica che lo aveva portato a incontrare tantissime persone e che ne aveva fatto, negli anni, un medico conosciuto e stimato in tutta la zona.

Ma una volta tolto il camice, per Garosi c’era un altro mondo al quale era profondamente legato: quello dello sport.

Era stato medico del Basket Piombino e soprattutto uno dei punti di riferimento della Polisportiva Venturina Terme e della Podistica Venturina Terme. Non soltanto come medico societario, chiamato a prendersi cura della salute e della sicurezza degli atleti, ma come sportivo in prima persona.

Garosi, infatti, era un podista. Uno di quelli che le scarpe da corsa le indossavano davvero, condividendo chilometri, fatica e passione con gli altri atleti.

«Ogni chilometro con dedizione e generosità»

È proprio dal mondo della Polisportiva che arriva uno dei ricordi più commoventi.

«È con immenso dolore e con tanta tristezza che la Polisportiva Venturina Terme si stringe attorno alla famiglia del dottor Fausto Garosi per la sua improvvisa e prematura scomparsa», scrivono soci, dirigenti e atleti.

Un legame che andava molto oltre il ruolo ricoperto all’interno della società.

«Fausto per tutti noi non è stato soltanto un fondamentale medico societario, punto di riferimento per la salute e la sicurezza dei nostri atleti, ma anche un grande appassionato di sport».

Poi il ricordo dell’uomo e dell’atleta, affidato proprio alla corsa che aveva tanto amato.

«Da podista e atleta vero, ha affrontato ogni chilometro della sua vita e della sua professione con la stessa dedizione, determinazione e generosità che metteva quando indossava le scarpe da corsa».

Quel vuoto sui campi e lungo le strade

È forse questa l’immagine che meglio racconta ciò che Garosi lascia dietro di sé. Non soltanto un posto vuoto in ospedale o all’interno di una società sportiva, ma un’assenza che sarà avvertita anche nei luoghi della vita quotidiana.

«Ci lascia un professionista esemplare, un amico sincero e un uomo che ha incarnato al meglio i valori più puri dello sport e della nostra comunità. La sua assenza lascia un vuoto incolmabile sui nostri campi, lungo le nostre strade».

Al dolore degli amici della Polisportiva e della Podistica si è aggiunto anche il cordoglio della sindaca di Campiglia Marittima, Alberta Ticciati, che ha espresso la propria vicinanza alla famiglia per la perdita di una figura stimata e profondamente legata al territorio.

Garosi lascia i figli Lorenzo e Serena. Serena ha seguito la strada professionale del padre ed è oggi medico di medicina generale a Venturina.

Alla famiglia è rivolto l’abbraccio di chi con Fausto Garosi ha lavorato, corso, condiviso una gara o semplicemente un tratto di strada.

Gli amici della Polisportiva hanno scelto poche parole per salutarlo. Quelle che probabilmente lui avrebbe capito meglio di tutte:

«Grazie di tutto, Fausto. Continua a correre lassù».

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