GROSSETO. Aveva quasi 40 anni, tre figli e una moglie. Era un gran lavoratore e un padre meraviglioso: Nicolas Matias Del Rio era un uomo di cuore, amato da amici, familiari e conoscenti, la cui vita è stata drasticamente spezzata da tre uomini che lo hanno ucciso per portare via il prezioso carico che stava trasportando il 22 maggio.
Il 29enne turco Emre Kaja, difeso dall’avvocato Romano Lombardo, il 34enne albanese Klodjan Gjoni, difeso dagli avvocati Riccardo Lottini e Alessio Bianchini, e Ozgur Bozgurt, anch’egli di origini turche, difeso dagli avvocati Massimiliano Arcioni e Claudio Cardoso erano in aula, mercoledì 29 ottobre, quando le parti civili hanno parlato.
Loro certamente, non hanno mai saputo chi fosse quell’uomo. Puntavano solo al valore delle borse griffate che trasportava. Lo hanno sentito in aula, quando ha cominciato a parlare il padre di Nicolas, Aldo Eduardo Aguero. «Aveva deciso di trasferirsi in Italia per dare una vita migliore a mio nipote – ha detto l’uomo in aula – Era un padre amorevole, sempre presente per i suoi figli e un gran lavoratore, per non far mancare niente loro».
La testimonianza del padre
Nella mattinata del 29 ottobre si è riunita la Corte d’Assise, composta dalla giudice Agnieszka Karpinska, dal presidente Sergio Compagnucci e dai giudici popolari.
Tutto è iniziato con il controesame di Giampiero Bagnati, luogotenente della prima sezione investigativa dei carabinieri di Grosseto, che ha condotto le indagini. Poi la parola è passata a chi conosceva veramente Nicolas: dalle loro parole emerge l’immagine di un padre amorevole e di un uomo buono.
«È arrivato in Italia il 12 dicembre 2023 per dare una vita migliore a mio nipote e per stare più vicino anche a me – racconta Aldo Eduardo – Io l’ho aiutato a trovare casa e nei mesi in cui era senza lavoro, Nicolas non è mai rimasto con le mani in mano. Quando il titolare della New Futura gli ha offerto un impiego, ha deciso di accettare».
«Ho saputo della scomparsa il 22 maggio verso le 18.30 perché me lo ha comunicato Carolina, la sua compagna – continua – Il giorno dopo sono partite le ricerche, alcune spontanee degli abitanti: così abbiamo trovato le scatole e il furgone».
Il furgone senza Gps
Nicolas aveva iniziato a lavorare per l’azienda di trasporto il 2 maggio ed era sempre accompagnato. Ma quel 22 maggio era il suo primo giorno da solo, in un furgone senza Gps. Un particolare che l’avvocato Ugo Biagianti, che rappresenta Eduardo, ha più volte sottolineato in aula.
Le sue domande erano incalzanti e miravano a chiarire se la New Futura avesse violato le condizioni contrattuali per il trasporto. In realtà, avere un Gps nel furgone, che è una misura di sicurezza standard, non era nel contratto fra la New Futura e la Gt, questo perché mancava proprio un contratto fra le due. Infatti, fra le aziende esisteva solo un rapporto fiduciario, poi, dopo gli accadimenti del 22 maggio è stato stipulato.
Un dettaglio, quello dell’assenza del Gps, che ha sorpreso anche il direttore finanziario della Gt Srl, Stefano Amedei, e il general manager Massimo Fattori. Secondo le loro testimonianze, De Cicco avrebbe riferito che, a causa di un imprevisto, Nicolas ha usato il furgone privo di Gps. Quel giorno, infatti, il titolare della New Futura doveva consegnare delle macchine da cucire a Viterbo, mentre l’altro dipendente aveva un altro carico da consegnare.
La domanda che rimane sospesa in aula è una sola: perché un nuovo dipendente, con poca esperienza e un carico da 622mila euro, viaggiava su un mezzo senza Gps? Un’amara coincidenza, che ha portato al triste epilogo.
Le borse e la New Futura verso il fallimento
La vita di Nicolas, per i tre imputati, valeva 622mila euro. Per quella somma i tre uomini, secondo l’accusa della Procura, rappresentata in aula dai sostituti Valeria Lazzarini e Giovanni De Marco, lo hanno sequestrato e ucciso, lasciando un vuoto enorme nei familiari e in tutta la comunità del Monte Amiata.
Le borse rubate e rivendute dai tre non avevano ancora terminato il processo di produzione. Proprio per questo il responsabile della sicurezza di Gucci, Francesco Rumiano, e il suo team sono riusciti a rintracciarle sul mercato.
Da quella rapina la New Futura ha perso clienti e fiducia. Alcuni hanno ridotto le commesse, altri hanno smesso di collaborare: si stima una perdita di circa 60mila euro da dicembre 2024. Una crisi che, salvo nuovi contratti, potrebbe portare alla chiusura dell’azienda, secondo quanto dichiarato dal suo commercialista.

La vita spezzata di Nicolas
Sul banco dei testimoni è salita anche Adriana Cortez, amica di famiglia e moglie di De Cicco.
«Il figlio di Nicolas oggi non riesce ad allontanarsi dalla madre – ha detto la donna in aula – ha paura che non torni più a casa, come è successo al padre. Tutti faticano a riprendersi dalla sua morte, erano una famiglia felice e unita. Quando Carolina ha scoperto della scomparsa del marito era sotto choc».
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