Sorpreso in autostrada mentre doveva restare a Grosseto: finisce in carcere | MaremmaOggi Skip to content

Sorpreso in autostrada mentre doveva restare a Grosseto: finisce in carcere

Era sottoposto all’obbligo di dimora, ma è stato fermato sull’A1 a bordo di un’Audi guidata da un uomo con una patente falsa. La Corte d’Appello dispone l’aggravamento della misura cautelare: il 24enne accompagnato in carcere dai carabinieri
Una pattuglia della polizia stradale
Una pattuglia della polizia stradale

GROSSETO. Doveva rimanere a Grosseto, rispettare le prescrizioni imposte dai giudici e, soprattutto, non allontanarsi dal Comune nel quale era stato autorizzato a vivere durante il procedimento penale. Invece, quando la polizia stradale lo ha fermato, si trovava sull’autostrada A1, all’altezza del casello di Firenzuola, a bordo di un’Audi A5 che viaggiava in direzione Firenze. E alla guida dell’auto c’era un altro uomo, con una patente marocchina che gli agenti hanno ritenuto verosimilmente contraffatta.

Un episodio che è costato caro a un 24enne di origine tunisina e domiciliato a Grosseto, per il quale la Corte d’Appello di Firenze ha disposto la sostituzione dell’obbligo di dimora con la custodia cautelare in carcere.

Il provvedimento è stato eseguito venerdì 9 ottobre dai carabinieri della stazione di Grosseto, che hanno accompagnato il giovane nel carcere di via Saffi.

La condanna per spaccio

Il 16 marzo 2026, il tribunale di Grosseto lo aveva condannato a 4 anni, 10 mesi e 20 giorni di reclusione per spaccio.

Il giovane era stato inizialmente sottoposto alla custodia cautelare in carcere, eseguita il 2 luglio 2025. Successivamente, l’11 luglio dello stesso anno, la misura era stata sostituita con gli arresti domiciliari e il braccialetto elettronico.

Il 10 settembre 2025 era arrivato un ulteriore alleggerimento: obbligo di dimora nel Comune di Grosseto, con la prescrizione di rimanere nella propria abitazione dalle 21 alle 8 del mattino.

Una misura meno restrittiva del carcere e degli arresti domiciliari, che tuttavia imponeva il rispetto di precise condizioni.

Il controllo sull’A1 e la patente sospetta

A far precipitare la situazione è stato quanto accaduto il 31 agosto scorso, intorno alle 16.30.  Una pattuglia della sottosezione della polizia stradale di Pian del Voglio ha fermato un’Audi A5 all’altezza del casello di Firenzuola, nel territorio comunale di Barberino di Mugello.

Il 24enne si trovava sul sedile del passeggero, mentre al volante c’era un altro uomo, anche lui nordafricano, che avrebbe esibito una patente marocchina probabilmente contraffatta.

Il 24enne, difeso dall’avvocato Giulio Parenti però, non avrebbe dovuto trovarsi lì.

L’obbligo di dimora gli imponeva infatti di non lasciare il Comune di Grosseto e il controllo della polizia stradale documentava una violazione della misura cautelare.

Non soltanto. Secondo i giudici fiorentini, le circostanze del controllo lasciavano intendere che non si fosse trattato di un allontanamento occasionale.

Per i giudici il viaggio era durato più di qualche ora

È proprio questo uno dei passaggi più significativi dell’ordinanza firmata il 18 settembre dal presidente della sezione feriale penale della Corte d’Appello di Firenze, Roberto Tredici, nel collegio composto anche dai giudici Barbara Bilosi e Massimo Donnarumma.

La Corte ha valutato la distanza tra Grosseto e il luogo del controllo, la presenza di un conducente con una patente probabilmente contraffatta e, soprattutto, la direzione di marcia dell’automobile.

Il fatto che la vettura stesse viaggiando verso Firenze, dopo essere stata fermata in un tratto compatibile con un precedente percorso in direzione opposta, ha portato i giudici a ritenere che la violazione si fosse protratta nel tempo, con un viaggio di andata effettuato in una data non conosciuta.

Una valutazione che ha pesato sulla decisione di aggravare la misura.

Secondo la Corte, il comportamento del giovane dimostrava la volontà di non rispettare le prescrizioni imposte dal tribunale.

La decisione della Corte d’Appello: torna in carcere

I giudici hanno quindi accolto la richiesta della Procura generale di sostituire l’obbligo di dimora con la custodia cautelare in carcere.

La misura precedente, secondo i giudici, non era più ritenuta adeguata a contenere il pericolo di reiterazione.

La Corte ha inoltre evidenziato come non fosse più possibile fare affidamento su una misura lasciata al rispetto spontaneo delle prescrizioni da parte dell’imputato.

Da qui la decisione di disporre l’immediata cattura del 24enne, affidando l’esecuzione del provvedimento ai carabinieri della stazione di Grosseto.

Venerdì 9 ottobre, alle 14.18, i militari hanno eseguito l’ordinanza e alle 16.15 il 24enne è stato accompagnato nella casa circondariale di Grosseto.

 

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