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Non solo stelle. La Maremma vola sulla Guida Michelin

Sono sei i ristoranti stellati nella prestigiosa guida Michelin. Ma ce ne sono altri 13 da scoprire. Con qualche sorpresa
Alessandro Rossi, Roberto Rossi, Valeria Piccini: tre eccellenze della cucina maremmana, tre ristoranti stellati Michelin
Alessandro Rossi, Roberto Rossi, Valeria Piccini: tre eccellenze della cucina maremmana, tre ristoranti stellati Michelin

GROSSETO. L’indagine annuale sulla qualità della vita nelle province del Sole 24 Ore una cosa l’ha detta chiara, anzi la dice da qualche anno: in Maremma la ristorazione è al top. Almeno per numero di ristoranti per abitanti: siamo al 2° posto in Italia.

Il quotidiano economico non si pronuncia sulla qualità, sia chiaro, ma a quella ci pensano le guide di settore.

Così, dopo il Gambero Rosso, che ha inserito 26 locali nella guida, uscita all’inizio di novembre, anche la prestigiosa Guida Michelin premia la Maremma: sono 19 i ristoranti recensiti, di cui 6 stellati (4 con 1 stella, 2 con 2 stelle), confermando quelli della guida dell’anno scorso.

Brillano le stelle maremmane

Confermati gli stellati della Guida 2022. L’eccellenza di Maremma, i ristoranti che valgono da soli il viaggio nella nostra terra meravigliosa.

Caino – Montemerano – 2 stelle Michelin

Valeria Piccini e il suo Caino – scrive la guida- sono il centro gravitazionale della cucina maremmana. Poco altro da aggiungere. Vale il viaggio, anche per fare un giro nel meraviglioso borgo di Montemerano.

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Bracali – Massa Marittima – 2 stelle Michelin

Francesco e Luca portano avanti da anni questo locale di assoluta eccellenza a due passi dalla splendida Massa Marittima. Menu degustazione, ma anche alla carta.

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Trattoria Bartolini – Castiglione della Pescaia – 1 stella Michelin

Il più stellato degli chef italiani, toscano di Castelmartini (a Milano ha anche un 3 stelle, il Mudec) porta avanti questo locale nel complesso della Badiola, accanto al resort l’Andana. Lo chef brasiliano Bruno De Moura Cossio declina la cucina maremmana, affidandosi molto alla brace. Spettacolare carta dei vini.

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Gabbiano 3.0 – Marina di Grosseto – 1 stella Michelin

La creazione dei cugini Tomi (che hanno aperto un locale anche a Bali, in Indonesia) si conferma stellata. Il giovane chef Alessandro Rossi propone una cucina gustosa e raffinata, maremmana ma non solo. Splendida location e carta dei vini eccellente. Vale il viaggio.

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Il Pellicano – Porto Ercole – 1 stella Michelin

La famiglia Sciò gestisce questo resort a picco sul mare, nel contesto spettacolare dell’Argentario. La cucina, sulle splendide terrazze con panorama mozzafiato, è affidata a Michele Gioia. Tanto pesce, ingredienti semplici, ma non solo.

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Il Silene – Seggiano – 1 stella Michelin

Roberto Rossi è un genio della cucina, ma unendo i prodotti del suo orto e l’olio di Seggiano (l’olivastra seggianese è un cultivar che dà vero oro verde) è già oltre metà strada. Ingredienti semplici, per piatti indimenticabili. Accanto al ristorante il Giardino di Spoerri, fantastica esposizione all’aperto di arte moderna, legittima un viaggio ad hoc.

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A giro per la Maremma con la guida Michelin

Non solo stellati. L’eccellenza della cucina di Maremma è anche in tanti locali curati, maremmani nella cucina e nell’accoglienza. Posti dove stai bene, ma dove viene la voglia di tornare, da consigliare agli amici. Aperti tutto l’anno, che meritano una visita anche fuori dalla stagione estiva.

Antica Fattoria del Grottaione – Montenero d’Orcia

Montenero d’Orcia è la porta fra la Maremma e la val d’Orcia, siamo nella patria dell’olio più buono del mondo, ma fra Montecucco e Montalcino anche il vino non scherza. Flavio Biserni gestisce questa splendida locanda affacciata su un panorama spettacolare. Piatti della tradizione maremmana, da non perdere il peposo, che cuoce un giorno interno e la scottiglia.

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Osteria di Mare, già Votapentole – Castiglione della Pescaia

Nel cuore di Castiglione della Pescaia questo locale da anni propone il meglio del pescato che arriva in porto. A conduzione familiare, da non perdere crudo e bollito, dove la semplicità si sposa con la qualità delle materie prime. Splendide bollicine in carta.

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La Terra di Nello – Castiglione della Pescaia

Appena fuori Castiglione della Pescaia Gianni Massai e la sua famiglia gestiscono questa “osteria rurale”, dove la filosofia si basa sul km zero. Menu sostanzialmente di terra, con eccellenze da non perdere. Qui si mangia una fiorentina spettacolare. E la carta dei vini è impegnativa, solo per leggerla tutta.

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Il Sottomarino – Follonica

Filippo, Silvia, Candida, Paola: una famiglia intera al lavoro in questa splendida terrazza sul mare, affacciata sul golfo di Follonica. Menu a base di pesce, splendido il crudo.

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Eatè – Follonica

Siamo nel conteso del The Sense Resort, accanto alla splendida Torre Mozza, fortificazione realizzata dagli Appiani nel XVI secolo. Qui lo chef Franco Manfredi crea piatti con una cucina semplice, che parte dalle materie prime. La location è fantastica, ci sono anche tavoli privati vista mare.

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Il Grembo – Giglio Castello

Siamo nel meraviglioso borgo di Giglio Castello, all’isola del Giglio, dove il panorama supera Montecristo e arriva alla Corsica. In una cantina del XII secolo Angela, Francesco e Andrea offrono una cucina di alto livello, non necessariamente di mare.

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La Vecchia Pergola – Giglio Porto

Splendida terrazza affacciata sul mare, in quella perla che è Giglio Porto. Ottimi piatti di mare, in un ristorante che sta per festeggiare un secolo di vita.

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Canapone – Grosseto

Canapone è un pezzo di storia di Grosseto. Affacciato su piazza Dante, dove domina la statua a Leopoldo II di Lorena (chiamato Canapone per i capelli giallo-biondi), resta un punto di riferimento per la ristorazione del capoluogo maremmano. Accanto c’è “Canapino”, dove la qualità è le stessa, per pranzi e cene più veloci.

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Grantosco – Grosseto

Tutto nelle mani di Camelia, una che sa cosa significa fare ristorazione e accoglienza. Bancone in stile newyorkese, piatti della tradizione maremmana e non solo. Sfizioserie da scoprire.

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La Filanda – Manciano

Nel centro storico di Manciano Barbara e Gian Paolo hanno creato un ambiente raffinato e accogliente. Qui vengono esaltate le materie prime che offre la terra di Maremma, in perfetta sinergia con i vini, da una carta molto interessante.

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Tufo Allegro – Pitigliano

Pitigliano, da solo, vale il viaggio. Un paese che leva il fiato, da quanto è bello. Nel centro storico Domenico Pichini gestisce questa osteria dove i sapori e i profumi maremmani dominano. E non mancano piatti tratti dalla  “Cucina dei Goym”, vista la presenza per più di 5 secoli degli ebrei nel paese arroccato sul tufo.

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I Due Cippi – Saturnia

Per decine di anni il ristorante Da Michele è un punto di riferimento della ristorazione maremmana. Adesso a portare avanti la tradizione sono Lorenzo e Alessandro. Menu da esplorare, ma qui la carne alla brace raggiunge livelli altissimi. La carta dei vini è infinita.

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Agriturismo Il Cavallino – Semproniano

Siamo a Semproniano, in un ambiente rustico, caldo e accogliente. Qui due giovani appassionati gestiscono l’agriturismo con ristorante, aperto a tutti. Si prediligono prodotti freschi e genuini a km 0, pasta fatta a mano, ragù di ogni genere e una piccola scelta di vini di aziende accuratamente selezionate. Da scoprire.

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Turismo e enogastronomia a braccetto. Ma quanti problemi da risolvere

Le conferme e le new entry nelle guide danno un quadro chiaro della crescita della ristorazione maremmana.

La cucina della nostra terra è un traino per il turismo, non solo durante l’estate.

Ma i problemi non mancano.

“Navigando” fra i ristoranti recensiti dalle tante guide abbiamo trovato locali che non hanno un sito internet, altri che ce l’hanno, ma aggiornato a 4-5 anni fa

Qualcuno ha solo la pagina Facebook, che è già qualcosa, ma comunque taglia fuori una bella parte di pubblico. In qualche caso non viene neppure aggiornata. In altri ha un link a un sito che non esiste più, peggio ancora che porta al terribile “Acquista questo dominio”.

Solo i migliori hanno siti di qualità. Qualcuno, per fortuna, anche tradotto in più lingue. Ma sono casi isolati.

Poi, per carità, magari questi posti lavorano tanto lo stesso. Ma anche l’immagine vuole la sua parte. Per far crescere la Maremma.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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