Trovato morto dietro all'ospedale: una sola coltellata al cuore e nessun segno di difesa | MaremmaOggi Skip to content

Trovato morto dietro all’ospedale: una sola coltellata al cuore e nessun segno di difesa

Una sola ferita al cuore, nessun segno di difesa. Accanto al corpo del 54enne trovati un coltello, alcune lettere e una bottiglia di superalcolico. L’ipotesi del suicidio si rafforza, ma le indagini continuano
La scientifica e la polizia nel punto del ritrovamento del cadavere, accanto all'ospedale
La polizia e il carro funebre dietro all’ospedale

GROSSETO. Una sola coltellata, inferta al petto, con la lama che ha attraversato il costato fino a raggiungere il cuore. Nessun segno di lotta, nessuna ferita sulle braccia o sulle mani che possa far pensare a un tentativo di difendersi da un’aggressione. E poi i biglietti trovati accanto al cadavere, insieme a una bottiglia di superalcolico e al coltello che potrebbe aver provocato la morte.

L’autopsia eseguita oggi, martedì 13 ottobre, sul corpo del 54enne trovato senza vita venerdì scorso dietro all’ospedale Misericordia di Grosseto, aggiunge elementi importanti a un’indagine che non ha ancora una conclusione. Ma che sembra orientarsi sempre più verso l’ipotesi di un gesto volontario.

Il medico legale si è riservato 90 giorni per depositare la relazione definitiva. Nel frattempo, gli investigatori continuano a ricostruire le ultime ore di vita dell’uomo, originario del Bellunese, che aveva vissuto a lungo in Maremma e che da pochi mesi aveva scoperto di essere gravemente malato.

Una sola ferita, nessun segno di difesa

È questo uno degli elementi più significativi emersi dall’esame autoptico disposto dalla Procura di Grosseto, che ha affidato l’incarico a un’équipe dell’Università di Siena.

Sul corpo dell’uomo è stata riscontrata una sola ferita da arma da taglio. La lama è penetrata tra le costole, raggiungendo direttamente il cuore e provocando una morte pressoché immediata.

Ma c’è soprattutto un altro particolare che gli investigatori stanno valutando: l’assenza di ferite da difesa.

Sulle braccia e sulle mani del 54enne non sarebbero stati rilevati segni riconducibili a una colluttazione o al tentativo di respingere qualcuno che lo stesse aggredendo.

Un elemento compatibile con l’ipotesi del gesto volontario, anche se non sufficiente, da solo, a escludere definitivamente l’intervento di un’altra persona.

Sarà la relazione medico-legale, insieme agli altri accertamenti della polizia, a contribuire a chiarire la dinamica della morte.

Le lettere accanto al cadavere e la bottiglia di superalcolico

C’è poi un altro aspetto sul quale si concentra l’attenzione della Procura. Accanto al corpo, trovato nell’erba a pochi metri dalla strada che collega il parcheggio dell’ospedale alla zona della Serenissima, c’erano alcune lettere.

Gli scritti sono stati acquisiti dagli investigatori e sono ora al vaglio della Procura, che dovrà valutarne il contenuto e l’eventuale collegamento con la morte dell’uomo.

Non è ancora possibile stabilire se si tratti di messaggi lasciati per spiegare un gesto estremo o di documenti di altra natura.

Vicino al cadavere sono stati trovati anche una bottiglia di superalcolico e un coltello, ritenuto compatibile con la ferita mortale.

La presenza della bottiglia rappresenta un ulteriore elemento da approfondire, senza che al momento sia possibile stabilire se l’uomo avesse bevuto prima di morire. Anche su questo potranno fornire indicazioni gli accertamenti tossicologici, qualora effettuati.

Sono tutti particolari che, letti insieme alle prime risultanze dell’autopsia, contribuiscono a rafforzare l’ipotesi del suicidio. Ma gli investigatori non hanno ancora sciolto definitivamente il nodo.

Dalla stazione all’ospedale: il percorso ricostruito dalle telecamere

Il corpo era stato scoperto venerdì 9 ottobre, intorno alle 17.30, in un punto appartato, a pochi metri dalla carreggiata. La polizia, intervenuta insieme alla Scientifica, aveva effettuato rilievi per ore, cercando elementi utili a ricostruire quanto accaduto.

Proprio nel luogo del ritrovamento non ci sono telecamere di videosorveglianza. Le più vicine si trovano a diverse centinaia di metri, nella zona di via Senese.

Gli investigatori hanno però ricostruito parte degli spostamenti dell’uomo attraverso le immagini degli impianti presenti in città.

Quella macchina venduta proprio il giorno della morte

C’è anche un particolare relativo alle ultime ore di vita del 54enne che assume un significato particolare nella ricostruzione della vicenda.

Proprio venerdì 9 ottobre, il giorno in cui è stato trovato morto, l’uomo aveva venduto la propria auto. 

Nato a Cortina d’Ampezzo, in provincia di Belluno, e aveva vissuto a lungo a Colle Santa Lucia. Aveva lavorato in Lombardia nel settore della ristorazione e della pasticceria, dove aveva anche costruito una famiglia. Successivamente aveva deciso di cambiare vita, trasferendosi per un periodo in Maremma.

A Scansano aveva lavorato in un agriturismo, dove risultava ancora residente, nonostante negli ultimi tempi si fosse spostato a Scandicci, dove aveva lavorato come autista di autobus turistici. 

Negli ultimi mesi, però, la sua vita era cambiata radicalmente.

La malattia scoperta da pochi mesi e il lavoro lasciato

Il 54enne aveva scoperto da poco tempo di essere affetto da una grave malattia. Aveva iniziato a curarsi, nella speranza di poter continuare a lavorare e recuperare una quotidianità che quella diagnosi aveva inevitabilmente sconvolto.

Poi aveva lasciato il lavoro ed era tornato a Grosseto, dove venerdì 9 ottobre è stato trovato morto a pochi metri dalla strada. In un punto in cui il cadavere risultava essere ben visibile a chi passava da lì. 

Il 54enne aveva con sé il portagli con i soldi, il telefono cellulare e l’orologio. Oggetti personali sui quali aveva richiamato l’attenzione una sua amica due giorni fa, credendo che fossero scomparsi. Invece, gli effetti personali dell’uomo non sono stati toccati. Per tre giorni aveva vissuto in un albergo in città. Poi, venerdì, la tragedia. E l’inizio di un giallo. 

 

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