Vende alcolici a quindicenne: minimarket chiuso per tre giorni | MaremmaOggi Skip to content

Vende alcolici a quindicenne: minimarket chiuso per tre giorni

Ordinanza del Comune dopo un controllo dei carabinieri in via Bicocchi. Contestata anche la somministrazione di bevande sul posto senza autorizzazione
Il cartello sulla porta del locale

FOLLONICA. Tre giorni di chiusura per un minimarket di via Bicocchi 53, a Follonica, dopo un controllo dei carabinieri che ha fatto emergere violazioni legate alla vendita di alcolici e alle modalità di somministrazione delle bevande. A disporre la sospensione temporanea dell’attività è stato il Comune, con un’ordinanza dirigenziale firmata il 9 ottobre.

Il provvedimento riguarda un esercizio di vicinato alimentare che nella notte del 9 ottobre scorso avrebbe venduto alcool ad un ragazzo di 15 anni. La sospensione è stata fissata per tre giorni consecutivi, a partire da lunedì scorso, 12 ottobre, con l’obbligo per il titolare di tenere i locali completamente chiusi al pubblico e di esporre sulla saracinesca un cartello che informi i clienti della chiusura disposta dal Comune.

Il controllo dei carabinieri

Alla base dell’ordinanza c’è un verbale di accertamento redatto il 3 ottobre dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Follonica e trasmesso al Comune nei giorni successivi. Secondo quanto riportato nell’atto, durante il controllo sarebbe stata accertata una modalità di vendita delle bevande alcoliche che, oltre a riguardare prodotti non consentiti ai minori di 18 anni, si configurava come una vera e propria somministrazione sul posto non autorizzata.

In particolare, sembra che nel locale venisse effettuata l’apertura diretta delle bottiglie e la consegna delle bevande ai clienti per il consumo immediato all’interno dell’esercizio.

Somministrazione senza autorizzazione

Il Comune contesta quindi non soltanto le violazioni legate alla tutela dei minorenni dal consumo di alcol, ma anche il mancato rispetto delle regole previste per gli esercizi di vicinato. Questi ultimi, infatti, possono vendere alimenti e bevande secondo le modalità consentite dalla normativa, ma non possono svolgere liberamente attività di somministrazione assistita come quelle proprie di bar e pubblici esercizi, in assenza dei requisiti e delle autorizzazioni previsti. 

Tre giorni di sospensione

Il Comune ha stabilito una sospensione di tre giorni consecutivi, ritenendola proporzionata ai fatti contestati e considerando che si tratta del primo accertamento, seppure giudicato grave. La polizia locale è stata incaricata di vigilare sull’esecuzione dell’ordinanza e di verificare il rispetto della chiusura.

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