Michele, dalla Maremma a bartender a Londra | MaremmaOggi Skip to content

Michele, dalla Maremma a bartender a Londra

Nel 2013 ha attraversato la Manica e la sua passione lo ha portato ad essere uno dei bar manager più esperti della capitale
Michele Becatti, bartender a Londra
Michele Becatti, bartender a Londra

GROSSETO. Non ha perso l’accento, non ha perso la calata maremmana. Michele Becatti, classe 1986, è a Londra dal 2013. Partito per dare sfogo alla sua passione, quella di affermarsi come bartender. Lavora a ritmi serrati, ma appena può torna in Maremma.

Michele è stato recentemente scelto come uno dei giudici della “London spirits competition. Un risultato che è arrivato grazie all’esperienza maturata nel settore. La competizione è di livello internazionale e Michele è stato chiamato a valutare i marchi di alcolici in gara, partendo dall’etichetta e arrivando al contenuto delle bottiglie.

«Faccio parte di un gruppo di giudici – racconta Michele – siamo chiamati a scegliere i migliori, dai whisky alle vodka. I giudici sono scelti tra gli esperti del settore». A leggere i componenti della giuria, la passione di Michele lo ha trasportato in un ambiente che parla le lingue di tutto il mondo e che proprio da questo mix trae la sua forza.

Dal commerciale di Grosseto a bar manager sul Tamigi

Michele ha frequentato il commerciale a Grosseto, ma la contabilità, la finanza, o le materie studiate a scuola non erano la sua grande passione. «Dopo le medie fare la scelta delle superiori non è facile – racconta – si è sempre troppo piccoli per scegliere subito sul proprio futuro. Dopo il diploma decisi di andare subito a lavoro, in un luogo che mi facesse stare tra le persone. Ho iniziato al Bar la Fonte, a Castiglione della Pescaia, dove conservo ancora bei ricordi e tanti amici».

Michele Becatti

«Lì ho scoperto la mia vera passione – prosegue – e ho iniziato a seguire corsi con l’associazione italiana bartender e mixologist». Corsi che poi lo hanno visto entrare come parte attiva dell’associazione e prendere parte alle varie gare. «Poi scelsi la via di Londra, dove c’è una delle più alte concentrazioni di professionisti in questo settore e dove il lavoro, oltre che essere svolto ad alto livello, è molto richiesto».

«Ho iniziato da zero»

Michele è arrivato nella capitale del Regno Unito nel 2013, nei bagagli un inglese scolastico, e tanta voglia di riuscire. «Ho veramente iniziato da zero. Un ragazzo mi ha aiutato fornendomi un appoggio per partire. Ho trovato lavoro in un locale che si chiamava “Bunga Bunga“. Ironizzava molto su quel particolare periodo al centro delle cronache non solo italiane».

Suo babbo, alla partenza per Londra, lo salutò dicendogli «Tanto tra due mesi ti ritrovo qui» ricorda Michele, ma la profezia non fu troppo azzeccata.

Al Novikov

«L’inizio fu un po’ “traumatico” – racconta – il livello era alto, mi sono dovuto fare le ossa, è stato impegnativo ma anche ricco di belle soddisfazioni: dal 2013 è iniziato un bel periodo tutto in salita». Così, anche grazie a lui, è arrivato il premio al ristorante Novikov dove ha lavorato per un periodo, ed è partito il suo viaggio nei migliori ristoranti e hotel londinesi. Michele infatti ha prestato servizio in altri luoghi di spicco come un ristorante stellato francese, ha confezionato cocktail accanto ai sushi, immerso nella magia di Covent Garden. Poi è approdato in un hotel a 5 stelle.

Il Coronavirus e la pandemia sono arrivati all’improvviso e, come è successo ad altri, hanno scombinato i suoi piani. Ha ripiegato in Italia, dove si è diviso tra Piemonte (a Sestriere) e Liguria (a Sarzana). Un ritorno vissuto sempre pensando a Londra. Il luogo dove ha trasformato il suo sogno in un mestiere che padroneggia con esperienza.

Riuscito a tornare a Londra nel 2021 ora è il bar manager in un ristorante giapponese nel quartiere Mayfair, il Ginza St James’s.

Becatti mentre dà vita a una rivisitazione del “French 75”

 

Maremma, Brexit e passione

L’Italia, la Maremma, gli mancano, ma il fatto che sia comunque rimasto a Londra, parla chiaro. «Qui, dal punto di vista lavorativo, mi trovo meglio – dice Michele – non sarei sincero a dire il contrario. Ho trovato la mia dimensione. Certo, ci metto un po’ ad arrivare a lavoro, circa 40 minuti con i mezzi, sto molto fuori casa e i ritmi sono spesso frenetici. Londra o la ami o la odi – prosegue – È servito del tempo per prendere il ritmo, ma non mi dispiace. Capisco anche chi non riesce ad abituarsi, non tutti gli ambienti vanno bene a tutte le persone».

«Dopo la Brexit – racconta Michele – partecipando ai colloqui di lavoro, ho notato che i candidati a un posto simile al mio non hanno quella passione che avevano molti giovani entrati nel Regno unito qualche anno fa. Mi sembra che ci sia più approssimazione. C’è molto meno lavoro irregolare e poco qualificato – specifica – ma il livello di chi approccia alle selezioni, anche se la richiesta è aumentata, è generalmente più basso. A me è andata bene, lavorando qui già da prima della Brexit ho un permesso governativo che non mi dà problemi. C’è però anche chi non è potuto più rientrare a lavorare».

L’amore per Londra lo divide con quello per la Maremma, che comunque lo rivede di ritorno a ogni occasione utile. «Quando torno ritrovo sempre molti amici – racconta – Tutte le estati e appena posso, torno. Ogni 3-4 mesi in genere. Come si dice “il ragù di casa è sempre buono”, mi sono fatto mettere da parte anche i porcini».

Insomma, nonostante il lavoro oltremanica lo abbia conquistato, è ancora ben saldo alle sue radici in Maremma.

Volato a Londra e cresciuto nel suo mestiere sotto la luce delle stelle italiane di Agostino Perrone e Salvatore Calabrese, oramai delle istituzioni, non rimane che fare a Michele Becatti i complimenti e i nostri migliori auguri.


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Autore

  • Federico Catocci

    Nato a Grosseto, pare abbia scelto quasi da subito di fare l’astronauta, poi qualcosa deve essere cambiato. Pallino fisso, invece, è sempre rimasto quello della scrittura. In redazione mi hanno offerto una sedia che a volte assomiglia all’Apollo 11. Qui scrivo, e scopro. Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma

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