Addio a Maria Chiara Doria, ex dirigente dell’IC 3 di Grosseto | MaremmaOggi Skip to content

Addio a Maria Chiara Doria, il saluto che non è riuscita a dare alla sua scuola: «Spero di potervi venire a salutare»

La dirigente aveva guidato l’Istituto comprensivo 3 di Grosseto dal 2024 al 2026. Era stata appena trasferita vicino casa. È morta dopo una breve malattia. Il ricordo commosso dei docenti: «Ha lasciato un segno profondo»
L’istituto comprensivo 3

GROSSETO. «Spero di riprendermi e di potervi venire a salutare di persona». Maria Chiara Doria lo aveva scritto ai suoi docenti l’11 agosto, dopo aver lasciato Grosseto per avvicinarsi a casa.

Quel saluto, purtroppo, non è mai riuscita a darlo.

Maria Chiara Doria, dirigente che dal 2024 al 2026 aveva guidato l’Istituto comprensivo 3 di Grosseto, è morta il 21 settembre dopo una breve malattia che non le ha lasciato il tempo di tornare nella scuola dove, in appena due anni, aveva costruito rapporti profondi con insegnanti, studenti e personale.

Era stata da poco trasferita in un istituto non lontano da Tivoli, finalmente più vicina a casa. A Grosseto ha lasciato però un ricordo che i suoi docenti hanno voluto mettere nero su bianco.

L’ultimo messaggio ai docenti

È proprio dalle parole della dirigente che parte il saluto dell’IC 3. «In questi due anni ho lavorato molto bene con voi, mi avete accolto benissimo e avete sempre collaborato con professionalità ed entusiasmo, so che mi mancherete moltissimo. Spero di riprendermi e di potervi venire a salutare di persona», aveva scritto Doria l’11 agosto.

Parole che oggi assumono un significato ancora più doloroso.

«Non ce l’ha fatta la nostra dirigente a portarci i suoi saluti grati e garbati», scrivono i docenti.

La ricordano come una donna attenta e intelligente, capace di esercitare il proprio ruolo «senza ostentazioni e con molta concretezza». Una dirigente umile, rispettosa, competente e soprattutto disponibile all’ascolto.

«Ci siamo sempre sentiti rispettati come docenti e come persone»

Durante i due anni trascorsi alla guida dell’istituto, Doria aveva costruito il rapporto con gli insegnanti puntando sul confronto.

«Pur con opinioni diverse abbiamo ascoltato indicazioni didattiche e ne abbiamo potuto discutere sentendoci rispettati come docenti e come persone», ricordano.

Una particolare attenzione era riservata ai ragazzi più fragili, a quegli studenti che «fanno fatica a tenere il passo dei primi».

Per loro, come per tutti gli altri, aveva cercato di tenere la scuola aperta il più possibile, con un obiettivo preciso: il benessere e la crescita dei ragazzi.

«Scrivete, scrivete»

Di Maria Chiara Doria restano anche piccole frasi che raccontano il suo modo di intendere la scuola e il ruolo di dirigente.

Una di queste era: «Scrivete, scrivete».

Poteva sembrare soltanto la richiesta di un ulteriore adempimento burocratico. Per lei, invece, mettere nero su bianco ciò che accadeva nella vita scolastica rappresentava una forma concreta di tutela per gli insegnanti.

«Ha sempre ascoltato tutti – raccontano i docenti – ci ha saputo chiedere anche qualcosa in più, ma ci ha dato l’impressione che ne valesse la pena».

Doria aveva investito molte delle proprie energie nella cura delle relazioni, considerate il cuore dell’identità di una scuola, riuscendo a stimolare allo stesso tempo studenti e insegnanti.

Due anni che hanno lasciato un segno

Maria Chiara Doria è rimasta all’IC 3 soltanto due anni. Un periodo breve, sufficiente però a lasciare un’impronta profonda nella comunità scolastica.

«È passata nella nostra vita, professionale e umana, per soli due anni, ma lasciando un segno profondo, diventando un modello per molti», scrivono gli insegnanti.

E il loro saluto si chiude scegliendo di affidare l’ultima parola non alla perdita, ma a ciò che la dirigente ha lasciato dietro di sé.

«Chiudiamo questo saluto con immensa gratitudine, per non dare al vuoto che lascia l’ultima parola».

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