Mancano in fondi, a rischio la casa per i disabili | MaremmaOggi Skip to content

Mancano in fondi, a rischio la casa per i disabili

Domani attesa la visita della ministra per le disabilità Locatelli alla struttura “La casa di Mario”, fondata a Orbetello da Elena Improta
Elena Importa durante la consegna dell'encomio
Elena Improta riceve l’attestato per il figlio

ORBETELLO. Non si arrende Elena Improta, la battagliera fondatrice dell’associazione “Oltre lo sguardo” e del progetto “La casa di Mario”, per il supporto alle persone con disabilità nell’area Colline dell’Albegna e Alto Lazio. L’associazione, infatti, ha alcuni appartamenti nel palazzo dove abitava Elena, a Orbetello, dedicati alla coabitazione tra persone con disabilità e normodotate, sostenuto dalla legge 112/2016, che si occupa del “durante” e il “dopo di noi”. 

Domani, alla Casa di Mario, è attesa la visita della ministra per le disabilità, Alessandra Locatelli, cui Improta, il 24 luglio, ha inviato un’accorata lettera. Una pagina che ripercorre la vicenda che ha segnato tutta la sua vita e nell’altra la storia e la finalità del suo progetto sperimentale.

Una storia lunga 27 anni

Quella di Elena è una storia lunga 27 anni, durante i quali ha intrapreso una causa civile contro la clinica romana Villa Mafalda per risarcimento danni da parto. Il figlio Mario Mazzarino, che oggi ha 34 anni, è affetto dalla nascita da una gravissima disabilità e ha costante bisogno di assistenza. Malgrado questo, lo scorso anno, non ha esitato a buttarsi nelle acque della laguna per salvare un pescatore che rischiava di annegare. Un gesto eroico che gli è valso un attestato di merito, consegnato alla mamma il 5 giugno alla festa dei carabinieri.

A giugno, però, è arrivata anche la sentenza definitiva che ha dato ragione alla clinica e ha condannato la famiglia al pagamento delle spese di giudizio per 276.000 euro. Una cifra arrivata come un macigno e che mette in ginocchio la famiglia, con le attività che stava portando avanti con l’associazione. La vicenda di Elena, che ha intrapreso lo sciopero della fame per richiamare l’attenzione su quanto era accaduto, ha ricevuto la solidarietà di cittadini e istituzioni, ma il problema resta. 

«Senza un fondo di garanzia parte dello Stato che sostenga il diritto di difendersi a chi ritiene di aver subito un danno grave durante il parto, è difficile andare avanti», dice Elena.  «È necessario per sostenere la famiglia, qualora questa sia la parte soccombente, oltre a continuare a fornire il patrocinio gratuito per chi ne ha diritto in base alle normative vigenti».

Dunque l’appello alla ministra «affinché possa sensibilizzare la politica su questo tema, trovando strumenti di buon senso a tutela delle famiglie già estremamente fragili, quali ad esempio la priorità nelle date delle udienze, limiti alla quantificazione delle spese di giudizio per i loro cari con disabilità».

“La casa di Mario” è a rischio

Se Elena dovrà pagare questa cifra, difficile che possa portare avanti il servizio pubblico che ha erogato con La casa di Mario, ma dovrà essere rivista la form a di accesso alla struttura. 

La nostra associazione ha offerto un servizio pubblico cofinanziato in collaborazione con l’Asl e i Comuni del territorio, e che ora, se non interverranno forme di sostegno ragionale e nazionale, non sarà più possibile portare avanti negli stessi termini», conclude Elena Improta.

 

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