GROSSETO. Undici anni dopo, la storia potrebbe ricominciare proprio dove Luca Banchi ha lasciato uno dei ricordi più belli della sua carriera. A Milano, sulla panchina dell’Olimpia, con uno scudetto conquistato nel 2014 che ancora oggi rappresenta una pagina importante nella storia delle Scarpette Rosse. E adesso, per il tecnico grossetano che nel frattempo è diventato commissario tecnico della Nazionale italiana di basket, potrebbe aprirsi un secondo capitolo milanese, questa volta con una missione completamente diversa: riportare sulla strada delle vittorie una squadra precipitata in una crisi profonda.
La scelta dell’Olimpia, dopo l’esonero di Peppe Poeta, sarebbe ormai caduta proprio su Banchi. Secondo quanto ricostruito dalla Gazzetta dello Sport di sabato 7 novembre, la società vorrebbe arrivare alla firma già nelle prossime ore, con un contratto fino al 2028, per avere il nuovo allenatore in palestra da lunedì 9 novembre e in panchina giovedì 12, nella sfida di Eurolega contro lo Zalgiris Kaunas. Manca ancora l’annuncio ufficiale, ma la strada sembra tracciata.
L’Olimpia chiama Banchi per uscire dalla crisi
A determinare il cambio di allenatore è stata una situazione che, soprattutto in Europa, è diventata insostenibile. Otto sconfitte consecutive in Eurolega, nove nelle prime dieci partite, con l’ultimo ko arrivato giovedì 5 novembre in casa contro Valencia.
Un bilancio pesantissimo per una società che soltanto pochi mesi fa festeggiava lo scudetto e la Coppa Italia, ai quali si è aggiunta la Supercoppa, completando una stagione di grandi successi nelle competizioni nazionali.
A pagare è stato Peppe Poeta, al quale la società aveva affidato il compito di aprire un nuovo ciclo dopo l’era di Ettore Messina. Domenica 8 novembre, contro Trento, la squadra sarà guidata provvisoriamente da Marco Ramondino, assistente dell’Olimpia e dello stesso Banchi in Nazionale.
La scelta del tecnico grossetano, come sottolinea la Gazzetta, non sarebbe dettata soltanto dal ricordo delle vittorie passate. Milano cerca un allenatore di esperienza internazionale, capace di restituire fiducia a uno spogliatoio in difficoltà e soprattutto di recuperare il rendimento dei giocatori più importanti, finora lontani dalle aspettative.
Quella notte del 2014 in cui Milano tornò campione
Per capire che cosa rappresenti Luca Banchi nella storia recente dell’Olimpia bisogna tornare indietro al 27 giugno 2014, al Forum di Assago, dove Milano si giocava lo scudetto nella settima e decisiva partita della finale contro la Montepaschi Siena.
Era una sfida carica di significati. L’Olimpia non vinceva il campionato dal 1996 e aveva affidato la panchina, nell’estate precedente, proprio a Banchi, reduce dalla lunga esperienza senese e dalla conquista del titolo italiano sul campo alla guida della Mens Sana.
Quella sera Milano partì forte, poi subì la rimonta di Siena, che nel terzo quarto riuscì a ribaltare la partita e nell’ultimo periodo arrivò ad avere otto punti di vantaggio. Sembrava l’ennesima occasione destinata a sfumare, ma la squadra di Banchi trovò la forza di reagire.
Ci furono i canestri di Curtis Jerrells, la presenza sotto i tabelloni di Nicolò Melli, le giocate di Daniel Hackett e David Moss, mentre Alessandro Gentile, capitano di quella formazione, venne premiato come miglior giocatore della finale.
Finì 74-67 per Milano. Dopo diciotto anni, l’Olimpia tornava campione d’Italia, conquistando il suo ventiseiesimo scudetto. Per Banchi, arrivato appena un anno prima, fu la consacrazione sulla panchina di una delle società più prestigiose della pallacanestro europea.
In quella stagione Milano aveva raggiunto anche i quarti di finale di Eurolega, fermandosi contro il Maccabi Tel Aviv, che avrebbe poi conquistato il titolo europeo. Un cammino che aveva restituito alle Scarpette Rosse una dimensione internazionale.
La seconda stagione fu meno fortunata. Nonostante il primo posto nella stagione regolare, l’Olimpia venne eliminata dalla Dinamo Sassari nella settima partita della semifinale scudetto. Il 25 giugno 2015 arrivò la separazione tra Banchi e Milano, dopo due anni nei quali il tecnico grossetano aveva comunque riportato il tricolore in una città che lo aspettava da troppo tempo.
Da Grosseto alla Nazionale, una carriera partita dai giovani
La storia sportiva di Banchi, però, comincia molto lontano dalle grandi arene europee. Nato a Grosseto il 1° agosto 1965, ha iniziato ad allenare nel 1983, appena diciottenne, nel settore giovanile del Basket Grosseto.
Da quelle prime esperienze sono trascorsi più di quarant’anni, durante i quali il tecnico maremmano ha costruito una carriera fatta di successi, esperienze internazionali e sfide spesso affrontate in situazioni complicate.
Dopo Grosseto sono arrivati Firenze e Livorno, quindi Trieste, l’esperienza alla Mens Sana Siena e quella all’Olimpia, seguite da numerose panchine italiane ed europee, fino alla Virtus Bologna.
Ma è soprattutto la parentesi alla guida della Lettonia ad avergli regalato una nuova dimensione internazionale. Nel 2023 Banchi ha portato la Nazionale baltica al quinto posto nel Mondiale, un risultato storico che gli è valso il riconoscimento di miglior allenatore della competizione.
Nel 2025 è arrivata la chiamata della Federazione italiana, che gli ha affidato la guida degli azzurri dopo Gianmarco Pozzecco, con un contratto triennale fino al 2028.
Un percorso che Grosseto ha voluto riconoscere anche ufficialmente. Nel luglio 2024 il Comune gli ha conferito la civica benemerenza, premiando non soltanto i risultati sportivi, ma anche il suo impegno nella formazione dei giovani e i valori trasmessi attraverso la pallacanestro. E nell’agosto del 2026 ha avuto il Grifone d’oro.
Il nodo della Nazionale e la decisione attesa oggi
Il ritorno all’Olimpia, adesso, passa soprattutto da un accordo con la Federazione italiana pallacanestro.
Il contratto firmato da Banchi nel 2025 prevedeva un incarico a tempo pieno nella prima stagione, con la possibilità di trasformarlo successivamente in un rapporto a tempo parziale. Una soluzione che gli consentirebbe di mantenere la guida della Nazionale e contemporaneamente allenare Milano.
Secondo la Gazzetta dello Sport, proprio nella giornata di sabato 7 novembre è previsto un confronto tra i vertici dell’Olimpia e quelli federali, per trovare un’intesa che salvaguardi entrambi gli impegni.
Il problema più immediato riguarda la fine del mese. Il 24 novembre Milano dovrà affrontare l’Asvel Villeurbanne in Eurolega, mentre il 26 l’Italia giocherà a Roma contro la Turchia e il 29 sarà impegnata in Serbia, nelle qualificazioni ai Mondiali del 2027.
La Federazione vuole poter contare sul proprio commissario tecnico per l’intera finestra internazionale, mentre l’Olimpia punta ad affidargli la squadra il prima possibile.
È l’ultimo ostacolo di una trattativa che sembra ormai vicina alla conclusione. Per Luca Banchi sarebbe un ritorno a Milano undici anni dopo, con una squadra diversa, problemi nuovi e una reputazione internazionale ancora più solida rispetto a quella con cui era arrivato nel 2013.
Allora il tecnico partito dalle giovanili del Basket Grosseto era stato chiamato per riportare lo scudetto a Milano. E ci riuscì al primo tentativo. Oggi l’Olimpia potrebbe chiedergli qualcosa di altrettanto difficile: restituire identità e fiducia a una squadra che sembra aver smarrito entrambe.




