ORBETELLO. Otto giocatori, sei sfide, sei vittorie. L’Italia sale sul tetto del mondo di Warhammer e nella squadra che ha conquistato il titolo in Spagna c’è anche un pezzo di Maremma.
Si chiama Alessandro Amadio, è originario di Orbetello, vive a Grosseto e nella comunità internazionale di Warhammer: The Old World è conosciuto con il nickname Garathiel.

Domenica 27 settembre, a Talavera de la Reina, Amadio e i suoi sette compagni della Nazionale italiana hanno conquistato il World Team Championships – Clash of Nations 2026, il campionato mondiale a squadre dedicato al celebre wargame fantasy.
E lo hanno fatto senza perdere neppure un incontro.
Sei partite, sei vittorie: Italia imbattuta
Al mondiale hanno partecipato 20 nazionali, ciascuna formata da otto giocatori: 160 concorrenti arrivati da diversi Paesi per contendersi il titolo.
Alla fine dei sei turni l’Italia aveva un percorso perfetto: sei vittorie su sei.
Gli azzurri hanno chiuso davanti all’Inghilterra, seconda con cinque vittorie e un pareggio, seguita da Belgio, Spagna e Polonia.

Tra le prestazioni più nette della Nazionale anche il 20-0 contro il Galles, risultato che aveva ulteriormente rafforzato la corsa italiana verso il primo posto.
Poi l’ultimo turno e il verdetto: Italia campione del mondo.
Alessandro combatte con l’esercito di Bretonnia
Tra gli otto protagonisti della cavalcata azzurra c’è dunque Alessandro Amadio.
L’orbetellano residente a Grosseto ha affrontato il mondiale utilizzando Bretonnia, uno degli eserciti dell’universo fantasy di The Old World.
Per capire il valore del risultato bisogna però dimenticare l’idea di otto giocatori che disputano altrettante partite indipendenti e alla fine sommano semplicemente i punti.

Nel mondiale a squadre la strategia comincia ancora prima di muovere una miniatura sul tavolo.
Quando due nazionali si affrontano, si giocano contemporaneamente otto partite. Ma prima bisogna stabilire gli abbinamenti: ogni squadra cerca di mandare i propri eserciti contro gli avversari più favorevoli, proteggendo contemporaneamente i compagni dagli incroci più difficili.
Ogni decisione può quindi pesare sul risultato dell’intera Nazionale.
Non sono soltanto miniature e dadi
A prima vista ci sono eserciti in miniatura, dadi, cavalieri, creature fantastiche e campi di battaglia.
Dietro, però, c’è un gioco competitivo molto più complesso.
La costruzione degli eserciti, la conoscenza del regolamento, la capacità di prevedere le mosse dell’avversario, statistica e tattica diventano decisive. Nelle competizioni a squadre si aggiunge poi tutta la strategia degli abbinamenti.
Ed è in questo meccanismo che Amadio e i suoi compagni sono riusciti a trovare l’equilibrio necessario per arrivare alla fine del torneo senza sconfitte.
La classifica finale mette dietro agli azzurri alcune delle nazionali più importanti del circuito: dopo Italia, Inghilterra, Belgio, Spagna e Polonia compaiono infatti Francia, Stati Uniti, Paesi Bassi, Australia e Danimarca.
Da Orbetello al titolo mondiale
Per Alessandro il viaggio iniziato dalla Maremma finisce così sul gradino più alto del podio in Spagna.
Un titolo conquistato in una disciplina lontana dai riflettori dello sport tradizionale, ma che può contare su una comunità internazionale di appassionati e un’attività competitiva organizzata.
E questa volta, tra miniature, dadi e battaglie fantasy, sul tavolo più importante è arrivato anche un risultato molto reale.
L’Italia è campione del mondo. E uno degli otto azzurri che hanno conquistato il titolo viene dalla Maremma.



