GROSSETO. Per ritrovare la strada verso il fiume sono serviti venti giorni di lavoro, un padre, i suoi tre figli e i loro amici adolescenti, che hanno tolto rifiuti e vegetazione fino a far riemergere una scalinata in tufo rimasta nascosta per anni. Sotto c’erano ancora i gradini che da Istia scendono all’Ombrone, il pontile dal quale partire in canoa e un pezzo della storia di un paese che sul fiume aveva imparato a incontrarsi.
È da qui, dagli spazi esterni dell’ex Circolo Canottieri di Istia d’Ombrone, che arriva una domanda che riguarda tutta Grosseto: quanto potrebbe offrire questo fiume, che attraversa il territorio comunale, se tornasse a essere frequentato, conosciuto e valorizzato con continuità?
Un luogo per lo sport, per l’educazione ambientale, per le famiglie e per un turismo capace di guardare la Maremma anche dall’acqua. Una possibilità ancora poco sfruttata, secondo Franco Montemaggiore, dell’associazione sportiva dilettantistica Sup Italia, che ha deciso di cominciare dagli accessi esistenti, ripulendoli insieme ai ragazzi e riportando persone lungo la riva.
Intanto l’edificio del vecchio circolo aspetta un recupero ben più impegnativo. Il Comune lo aveva annunciato nel 2022, con un progetto da circa 2,2 milioni di euro che non ha ottenuto i finanziamenti cercati. Adesso, spiega l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Ginanneschi, è stato affidato un nuovo studio di fattibilità tecnico-economica, mentre le risorse per realizzare l’intervento devono ancora essere individuate.
Un fiume da vivere, oltre le piene e le secche
Nella percezione di tanti grossetani l’Ombrone torna protagonista soprattutto quando preoccupa: le piogge, i livelli che salgono, la memoria delle alluvioni, oppure le secche estive e la scarsità d’acqua. Sono aspetti centrali, che richiedono attenzione e conoscenza, ma che non esauriscono il rapporto possibile fra la città e il suo fiume.
Lo ricordava anche il Parco della Maremma, presentando nel 2025, insieme al Museo di storia naturale della Maremma, un ciclo di incontri dedicato alla fauna ittica, alla qualità delle acque e alla vegetazione riparia. L’Ombrone è un corridoio ecologico e un elemento che ha contribuito a formare il paesaggio maremmano: conoscerlo significa comprendere meglio il territorio nel quale si vive.
A questa dimensione ambientale si affianca una possibilità sportiva e turistica che a Istia ha già cominciato a prendere forma. La canoa, il sup, le water bike, le attività accompagnate, i percorsi lungo le rive possono offrire occasioni diverse, purché costruite nel rispetto dell’ecosistema, delle condizioni del fiume e delle necessarie regole di sicurezza.
La possibilità è quella di dare continuità a un rapporto con l’Ombrone che per anni, proprio al vecchio Canottieri, era parte della vita quotidiana.
«Abbiamo pensato di utilizzare il nostro splendido Ombrone»
L’idea di Montemaggiore nasce dall’esperienza sportiva sul mare e dalla ricerca di un altro ambiente nel quale svolgere le attività dell’associazione. «Noi siamo un’associazione sportiva dilettantistica che opera per lo più all’Argentario, dove facciamo corsi di sup e uscite in canoa. Ma il mare si sa com’è, non sempre lo consente, così abbiamo pensato anche di utilizzare il nostro splendido fiume Ombrone».
A Istia c’era un accesso già costruito, ma diventato difficile da raggiungere e utilizzare, sul quale si erano accumulati gli effetti dell’abbandono e delle piene.
«Dove c’era la Canottieri c’era il vecchio pontile, coperto da vegetazione e nel degrado», racconta. Montemaggiore spiega di aver chiesto l’autorizzazione al Comune prima di iniziare la pulizia, coinvolgendo poi i figli e gli amici.
«Insieme ai miei tre figli e ai loro amici, tutti ragazzi adolescenti, abbiamo deciso di pulire l’area e di renderla di nuovo fruibile».
Venti giorni di lavoro per ritrovare la scala in tufo
Il recupero degli accessi ha richiesto tempo, fatica e spese sostenute per intervenire su spazi nei quali la vegetazione aveva nascosto anche ciò che era ancora presente. «Ci sono voluti venti giorni di lavoro e anche molti soldi ma, alla fine, abbiamo rimosso una montagna di rifiuti e di vegetazione, ritrovando anche la vecchia e bellissima scala in tufo che dalla strada di Istia scende al fiume».
Gradini che per chi aveva frequentato il circolo erano un collegamento conosciuto, mentre per i ragazzi rappresentavano una scoperta: un passaggio fra il paese e l’acqua che esisteva già, ma che non faceva più parte delle abitudini.
L’intervento ha interessato anche altri spazi esterni. «Abbiamo pulito gli spazi e anche il vecchio campo da tennis, ora la zona è bellissima», dice Montemaggiore.
La pulizia non coincide con il recupero strutturale dell’intero complesso, che resta da affrontare, ma ha consentito di tornare a frequentare una parte dell’area e di mostrare una possibilità concreta.
I ragazzi tornano sul fiume, alcuni diventano istruttori
Dopo il lavoro a terra sono cominciate le attività sull’acqua, con un coinvolgimento dei giovani che, secondo il racconto di Montemaggiore, è andato oltre la partecipazione alle uscite. «Con i ragazzi abbiamo iniziato a fare attività sul fiume, alcuni di loro hanno preso anche il brevetto da istruttore».
È uno degli aspetti più significativi della storia: gli adolescenti che hanno contribuito a ripulire gli accessi hanno poi trovato nello stesso luogo un’occasione per praticare sport, imparare e assumere nuove responsabilità.
Il fiume diventa così un ambiente da conoscere attraverso l’esperienza, con le attenzioni che ogni attività sull’acqua richiede. Un’opportunità che potrebbe interessare anche scuole e famiglie, restituendo a Istia una funzione che il vecchio circolo aveva già svolto.
Le biciclette sull’acqua e una festa lungo la riva
Una prima dimostrazione delle possibilità dell’area è arrivata a fine giugno, quando Sup Italia ha organizzato una manifestazione con le water bike, le biciclette galleggianti con le quali pedalare sull’acqua.
«Abbiamo organizzato una “pedalata” sul fiume, per uomini e donne, dal circolo al ponte di Istia e ritorno: è stata una giornata meravigliosa», racconta Montemaggiore.
Nel resoconto pubblicato sul blog La voce del fiume Ombrone, di cui è autore, l’appuntamento è datato 28 giugno e descritto come una giornata capace di richiamare persone incuriosite lungo la riva, fra partecipanti e spettatori. Un’esperienza che alimenta la convinzione di poter costruire altre attività attorno a questo tratto di fiume.
«Ci sarebbe tanto da fare sul fiume, che è una risorsa incredibile per Istia e per la città, ma viene poco sfruttato».
Il prossimo appuntamento annunciato è per sabato 31 ottobre alle 21, con lo “sbarco degli zombies” nell’ambito della festa di Halloween di Istia.
Quando il Canottieri era un luogo di tutti
Per comprendere il valore di questo recupero bisogna tornare alla storia del complesso. Una ricostruzione pubblicata nel 2022 fa risalire al 1979 la costruzione dell’edificio e degli impianti sportivi. Negli articoli della Voce del fiume Ombrone, Montemaggiore ricorda il circolo degli anni Ottanta e Novanta come uno spazio frequentato da persone di età diverse: gli alunni accompagnati dalle scuole per imparare ad andare in canoa, chi giocava a tennis, gli anziani impegnati nei tornei di bocce, le serate in pizzeria.
Il valore del luogo era anche in questa convivenza di attività, nella possibilità di trascorrere tempo vicino al fiume e di incontrarsi senza che l’Ombrone fosse soltanto uno sfondo.
La stessa ricostruzione indica nel 2001 la chiusura del circolo, seguita dal progressivo abbandono degli accessi. Ai rovi e alle sterpaglie si sono aggiunti terra e fango depositati dalle piene, rendendo sempre più difficile raggiungere il pontile.
Già nel 2020 le condizioni dell’area erano al centro di segnalazioni pubbliche: dopo l’intervento di un residente, anche un capo scout chiedeva di recuperare quegli spazi per le attività dei bambini.
Il progetto da 2,2 milioni annunciato nel 2022
Il Comune aveva presentato nel 2022 una prospettiva di recupero ampia, comprendente piscina all’aperto con copertura invernale, tennis, basket, terrazza sul fiume, magazzino per le canoe e scivolo per la discesa in acqua.
L’intervento era stato proposto per ottenere i finanziamenti destinati alla rigenerazione urbana, con un costo di circa 2,2 milioni di euro. Nella presentazione, l’amministrazione sottolineava che si trattava di opere per le quali il sostegno economico esterno era fondamentale. Il recupero veniva inoltre collocato in una visione più estesa, che immaginava collegamenti ciclabili lungo il Diversivo e l’Ombrone e una relazione fra Istia, Ponte Tura e l’ex Fornace di San Martino, nella prospettiva di un parco fluviale collegato al capoluogo.
La domanda di contributo venne effettivamente trasmessa il 29 aprile 2022, per 2.175.917,73 euro. La candidatura documenta il tentativo di ottenere le risorse, mentre l’esito viene chiarito oggi dall’assessore.
Ginanneschi: «Non abbiamo avuto i soldi, ora un nuovo studio»
«Avevamo un primo progetto preliminare che avevamo presentato per avere i finanziamenti per la rigenerazione urbana, ma non abbiamo avuto i soldi», spiega Riccardo Ginanneschi.
Il percorso è quindi ripartito dalla progettazione, con un incarico che dovrà approfondire gli interventi necessari sul complesso. «In base al nuovo codice degli appalti, abbiamo affidato all’architetto Marco Corridori l’incarico di realizzare lo studio di fattibilità tecnico-economica».
L’assessore evidenzia la necessità di rivedere più parti della struttura: «Va visto tutto bene perché l’immobile, anche se non vecchissimo, è comunque realizzato con concetti vecchi e andrà rivisto in più parti».
Il nuovo studio dovrà dunque definire il recupero sulla base delle condizioni e delle esigenze attuali. Le funzioni descritte nel 2022 restano il contenuto della proposta di allora: la dichiarazione dell’assessore non consente ancora di stabilire quali saranno confermate nella nuova progettazione.
Il recupero resta nel piano, i finanziamenti sono da trovare
Ginanneschi conferma che l’amministrazione intende mantenere aperta la prospettiva di recupero, ma chiarisce anche il passaggio economico ancora necessario. «Una volta pronto lo studio, andranno trovati i finanziamenti, ma i canali ci sono. Per questo abbiamo mantenuto il progetto nel programma triennale delle opere pubbliche».
Nel programma 2026–2028 consultato, l’intervento compare per circa 2,176 milioni di euro, con l’avvio della procedura di affidamento previsto nel 2027. È una previsione di programmazione, che non equivale a una data garantita di apertura del cantiere o di restituzione del circolo alla comunità.
L’assessore riferisce anche un avanzamento sul terreno, una parte del quale appartiene, secondo la sua ricostruzione, a una società della Sede apostolica. «Abbiamo anche già risolto il problema della proprietà del terreno: c’è un accordo per la vendita».
Sup Italia: «Ora ci serve una regolarità giuridica»
Accanto al recupero dell’edificio c’è la richiesta di chi ha già cominciato a utilizzare gli spazi esterni e vorrebbe dare continuità alle attività. «Ora però ci serve una regolarità giuridica», dice Montemaggiore. «Speriamo che il Comune faccia un bando per la concessione dell’area, ma siamo pronti anche a prenderla con una semplice convenzione».
È una disponibilità che apre un tema ulteriore: come accompagnare il percorso del recupero strutturale con la cura degli spazi, le attività sportive e la partecipazione delle associazioni.
La richiesta di Sup Italia riguarda la possibilità di continuare; il progetto comunale riguarda la trasformazione più ampia del complesso. La relazione fra questi due percorsi dovrà essere definita, insieme alle condizioni per l’utilizzo dell’area.
La possibilità turistica parte dal rapporto con il territorio
Il valore dell’ex Canottieri supera i confini dell’edificio: la sua posizione potrebbe farne un punto dal quale avvicinarsi all’Ombrone, praticare sport, conoscere l’ambiente e scoprire Istia attraverso un’esperienza diversa.
Una proposta turistica legata al fiume avrebbe bisogno di accessi curati, attività organizzate, collegamenti e informazioni, oltre che di una gestione capace di durare nel tempo. La possibilità di metterla in relazione con il borgo e con i percorsi del territorio è la prospettiva sulla quale già si fondava il progetto del 2022.
Il lavoro dei volontari ha mostrato intanto un primo risultato: liberati gli accessi, le persone sono tornate. Ragazzi con le canoe, bambini accompagnati sull’acqua, partecipanti a una pedalata insolita, persone che si fermano sul pontile.
A Istia una scala riemersa dai rovi è tornata a collegare il paese al suo fiume. Per restituire una funzione duratura al circolo serviranno adesso un progetto, risorse e una gestione; per cominciare a riscoprire l’Ombrone sono bastati la volontà di un padre e venti giorni di lavoro insieme ai ragazzi.











