Industria e salari in Maremma, Andrea Orlando sull'Amiata | MaremmaOggi Skip to content

Stipendi mangiati dall’inflazione e industria in frenata: l’Amiata porta il caso a Orlando

Sabato 19 settembre a Castel del Piano il confronto con l’ex ministro del Lavoro Andrea Orlando, Annarita Bramerini e Leonardo Marras. Sindacati e imprese chiamati a intervenire prima delle conclusioni. Badini: «Le aree interne non sono territori da assistere». Sul tavolo salari, industria, energia e una proposta da portare nel programma nazionale del Pd
Una veduta di Castel del Piano e Andrea Orlando
Una veduta di Castel del Piano e Andrea Orlando

CASTEL DEL PIANO. Una provincia dove i redditi da lavoro dipendente sono cresciuti meno dell’inflazione, le esportazioni hanno frenato e il numero delle imprese manifatturiere continua a diminuire. Ma anche un territorio, quello dell’Amiata Grossetana, che rispetto alla popolazione conserva una presenza industriale importante e rappresenta il secondo polo manifatturiero della provincia.

È da questa apparente contraddizione che partirà il dibattito “Fondata sul lavoro. Industria e salari dall’Amiata e la Maremma all’Italia”, in programma sabato 19 settembre alle 18 al Dancing Kronos di Castel del Piano, secondo appuntamento della Festa dell’Unità dell’Amiata Grossetana, che comincerà venerdì 18 e proseguirà fino a domenica 20 settembre.

Al tavolo ci saranno Andrea Orlando, responsabile del Pd per le politiche di reindustrializzazione ed ex ministro del Lavoro, Annarita Bramerini, direttrice di Cna Grosseto, e Leonardo Marras, assessore allo Sviluppo economico della Regione Toscana. A moderare il confronto sarà il giornalista di MaremmaOggi Guido Fiorini. Ma la formula scelta dagli organizzatori punta a evitare il classico dibattito nel quale gli ospiti parlano e il pubblico ascolta.

Sindacati e imprese chiamati a mettere Orlando davanti alle domande del territorio

Dopo gli interventi introduttivi sarà aperto uno spazio strutturato nel quale prenderanno la parola Cgil, Cisl, Uil, Confindustria Toscana Sud e un imprenditore del territorio.

Non interventi alla fine del dibattito, dunque, ma contributi collocati prima della replica di Andrea Orlando, in modo che alle questioni poste da chi rappresenta lavoratori e imprese dell’Amiata possa arrivare una risposta nel merito.

«Su industria e salari non ci interessava una serata con un palco che parla e una sala che ascolta – spiega Federico Badini, vicesegretario provinciale del Pd con delega alle aree interne e segretario del partito a Castel del Piano –. Abbiamo chiesto alle rappresentanze del lavoro e dell’impresa di preparare un intervento e di prendere la parola prima della replica. Le posizioni non devono coincidere con le nostre, l’importante è che portino un valore aggiunto alla discussione».

L’Amiata è un’area interna, ma è anche un polo manifatturiero

La scelta di parlare proprio sull’Amiata di industria e salari non è casuale. Rapportata alla densità abitativa, infatti, l’Amiata Grossetana rappresenta il secondo polo manifatturiero della provincia, una concentrazione produttiva particolarmente significativa per un territorio montano e classificato tra le aree interne.

Ed è proprio l’immagine di una montagna che vive esclusivamente di turismo, agricoltura e servizi che gli organizzatori vogliono mettere in discussione.

«Qui ci sono imprese che lavorano ed esportano e persone che entrano in fabbrica la mattina – dice Badini –. In rapporto a quante persone ci vivono, è una base industriale che poche aree interne italiane hanno».

Per Badini questa presenza produttiva deve essere considerata «un pezzo del sistema produttivo toscano, non un caso locale».

«Le aree interne di questa provincia non sono un territorio da assistere: sono un territorio che produce e al quale vanno date le condizioni per garantire un lavoro di qualità e una produzione sostenibile anche dal punto di vista ambientale».

I salari crescono meno dei prezzi

A rendere ancora più attuale il confronto c’è il quadro che emerge dai dati sui redditi. Secondo la Ricerca Redditi Acli-Iref, Grosseto è ultima fra le province toscane per crescita dei redditi da lavoro dipendente fra il 2020 e il 2025. Il reddito medio è passato da 22.070 a 25.455 euro, con una crescita nominale del 15,3%.

Nello stesso periodo, però, l’inflazione cumulata è stata indicata al 18%.

In sostanza, mentre gli stipendi sono aumentati sulla carta, il potere d’acquisto non ha tenuto il passo con l’aumento dei prezzi.

Ed è proprio questa distanza fra lavoro e capacità di costruire attraverso quel lavoro una vita economicamente sostenibile che gli organizzatori vogliono mettere al centro del confronto.

«La domanda è una sola – dice Badini – e vale per la Maremma quanto per l’Amiata: che qui ci sia lavoro pagato abbastanza da permettere a una persona di costruirsi una vita dignitosa. Per farlo la politica deve dare un indirizzo, insieme alle istituzioni, alle imprese e alle parti sociali».

Esportazioni giù del 20,7%

Il segnale non arriva soltanto dalle buste paga. Nel primo trimestre del 2026 le esportazioni provinciali hanno registrato una flessione del 20,7%, mentre le sedi delle imprese manifatturiere sono diminuite dell’1,8%, in un quadro nel quale quasi tutto il terziario mostra invece una crescita.

Numeri che, secondo Badini, devono essere letti insieme.

Da una parte c’è dunque una struttura industriale che nell’Amiata continua ad avere un peso considerevole rispetto alla popolazione; dall’altra ci sono segnali di difficoltà che riguardano produzione, capacità di esportare e soprattutto qualità economica del lavoro.

Da qui la volontà di trasformare il confronto di Castel del Piano in qualcosa che vada oltre i confini della montagna.

A Orlando una richiesta per il programma nazionale del Pd

L’obiettivo politico della serata è infatti arrivare a una richiesta precisa ad Andrea Orlando: inserire la reindustrializzazione delle aree interne nel programma nazionale del Pd per il 2027 attraverso strumenti specifici. Non un sottocapitolo delle politiche per il Mezzogiorno e nemmeno un’appendice delle politiche per la montagna.

«Nella nostra provincia insistono due delle sei aree Snai toscane – sottolinea Badini –. È un tema provinciale e nazionale, non una questione amiatina».

Il punto, secondo il vicesegretario provinciale, è cambiare anche la prospettiva dalla quale vengono osservate le aree interne. «Non stiamo chiedendo attenzione per un pezzo di periferia: qui c’è un problema che riguarda l’Italia intera e, per una volta, anche una parte della risposta».

Energia prodotta sul territorio, la proposta di tariffe agevolate per le imprese

C’è poi un tema destinato a pesare molto nella discussione: l’energia.

Amiata e Maremma sono territori produttori di energia geotermica e ospitano importanti risorse idriche. La proposta che verrà portata al confronto è quella di studiare forme di agevolazione sulle tariffe energetiche per le aziende che producono nei territori che generano quell’energia.

Il principio è quello di collegare maggiormente la transizione energetica a un ritorno economico e industriale percepibile nei luoghi che ospitano gli impianti.

Una misura che, nelle intenzioni dei promotori, potrebbe diventare anche uno strumento di politica industriale per le aree interne, abbassando uno dei costi che maggiormente incidono sulla competitività delle imprese.

Salario minimo a 9 euro e qualità del lavoro

L’altro grande capitolo sarà inevitabilmente quello dei salari. Nel dibattito entrerà la proposta di un salario minimo di 9 euro l’ora contenuta nella proposta unitaria delle opposizioni, ma la discussione non si fermerà alla soglia salariale.

Sul tavolo ci saranno anche contrattazione, subfornitura e lavoro stagionale, questioni particolarmente rilevanti in una provincia nella quale convivono industria, turismo, agricoltura e servizi.

Il punto che il Pd amiatino vuole portare a Orlando è che reindustrializzazione e salari non possono essere trattati come due questioni separate: attirare o mantenere attività produttive senza costruire lavoro stabile e adeguatamente retribuito rischia di non fermare lo spopolamento delle aree interne.

Tre giorni di Festa dell’Unità a Castel del Piano

Il confronto su industria e salari sarà il secondo appuntamento della Festa dell’Unità dell’Amiata Grossetana, in programma da venerdì 18 a domenica 20 settembre.

Il dibattito di sabato è aperto a tutti e inizierà alle 18 al Dancing Kronos di Castel del Piano.

Dalle 20.30 sarà possibile cenare con un menù fisso di prodotti tipici del territorio al prezzo di 25 euro, bevande comprese, su prenotazione ai numeri 347 0137659 e 368 7275214.

Alle 21 la serata proseguirà con musica e ballo insieme a Gabriele Magini.

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