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«Il Comune non paga le pulizie da luglio»: scoppia il caso, chiesta un’indagine interna

I consiglieri di opposizione denunciano il mancato pagamento delle fatture alla ditta che si occupa delle pulizie degli uffici comunali. Nel mirino i ritardi burocratici e la tutela delle lavoratrici. «Il servizio continua ogni giorno, ma vogliamo sapere chi fosse a conoscenza della situazione e perché non sia stata risolta»
Il comune di Follonica
Il Comune di Follonica

FOLLONICA. Le addette alle pulizie continuano a lavorare ogni giorno negli uffici comunali, garantendo un servizio indispensabile per il funzionamento della macchina amministrativa. Ma, secondo quanto denunciato da cinque consiglieri comunali di opposizione, il Comune di Follonica non pagherebbe la ditta incaricata del servizio dallo scorso luglio. Una situazione che, se confermata, solleverebbe interrogativi non soltanto sulla gestione dei pagamenti, ma anche sulle possibili conseguenze per le lavoratrici impiegate nell’appalto.

A portare pubblicamente alla luce la vicenda sono Emanuele Betti, Francesco Ciompi, Mirjam Giorgieri, Andrea Pecorini e Francesca Stella, che annunciano la richiesta di un’indagine interna per ricostruire quanto accaduto, individuare le cause dei ritardi e verificare eventuali responsabilità.

Una denuncia che arriva all’indomani di un Consiglio comunale particolarmente acceso, durante il quale la maggioranza ha respinto una mozione delle opposizioni che chiedeva di introdurre specifiche clausole di tutela contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo nei contratti stipulati dal Comune.

Due vicende distinte, che i cinque consiglieri mettono però in relazione attraverso una domanda rivolta direttamente all’amministrazione: come si può parlare di tutela del lavoro se proprio nei rapporti contrattuali del Comune emergono problemi che rischiano di ricadere sui lavoratori?

«La ditta non viene pagata da luglio, mentre il servizio continua»

Secondo la ricostruzione dei consiglieri, i pagamenti alla società che gestisce le pulizie degli uffici comunali sarebbero fermi da luglio.

Non vengono indicati, per il momento, né il nome dell’impresa né l’importo delle somme eventualmente ancora da liquidare. I consiglieri riferiscono che alla base del problema potrebbero esserci difficoltà di natura burocratica, ma ritengono che questo non possa giustificare il protrarsi della situazione.

«Com’è possibile che il Comune non paghi da luglio la ditta che si occupa delle pulizie e che, nel frattempo, nessuno dei politici della maggioranza si stia interessando alle lavoratrici che garantiscono ogni giorno un servizio essenziale?», chiedono.

La loro preoccupazione riguarda soprattutto le possibili ripercussioni sull’impresa e sulle dipendenti.

Un ritardo nei pagamenti da parte dell’ente pubblico, infatti, può creare difficoltà finanziarie a chi deve comunque sostenere regolarmente i costi del personale e garantire la continuità del servizio.

Questo non significa che le addette alle pulizie non abbiano ricevuto lo stipendio: nel comunicato non viene affermato né documentato un mancato pagamento delle retribuzioni. È proprio la regolarità delle condizioni lavorative uno degli aspetti sui quali i consiglieri chiedono accertamenti.

«Le lavoratrici sono lì ogni giorno. Possibile che nessuno sia intervenuto?»

Betti, Ciompi, Giorgieri, Pecorini e Stella insistono su un elemento che considerano particolarmente significativo: le lavoratrici sono presenti quotidianamente negli uffici, svolgono le proprie mansioni e garantiscono un servizio di cui usufruiscono anche sindaco, assessori e amministratori.

Per questo ritengono necessario chiarire se la situazione fosse conosciuta dai vertici politici dell’ente e quali iniziative siano state eventualmente adottate.

«Le addette alle pulizie sono lì ogni giorno: gli amministratori, gli assessori e il sindaco le vedono lavorare, le incontrano, usufruiscono del servizio che garantiscono», osservano.

E aggiungono: «Davanti a una situazione che le sta mettendo in difficoltà ci chiediamo se qualcuno si sia davvero preoccupato di capire cosa stesse accadendo e sia intervenuto per trovare una soluzione».

La questione, secondo l’opposizione, non può essere liquidata come un semplice rallentamento amministrativo.

«Le procedure amministrative possono essere complesse, ma non è accettabile trincerarsi dietro ad esse», sostengono i consiglieri, richiamando il rischio che le difficoltà burocratiche finiscano per ripercuotersi sulle imprese che lavorano per il Comune e, di conseguenza, sui loro dipendenti.

Il collegamento con la mozione bocciata sullo sfruttamento lavorativo

La denuncia arriva subito dopo un’altra vicenda politica che ha fatto discutere a Follonica.

Nel Consiglio comunale del 16 ottobre, la maggioranza ha respinto una mozione presentata dai consiglieri di opposizione per chiedere l’introduzione di clausole specifiche di tutela dei lavoratori nei contratti stipulati dal Comune, con particolare riferimento al contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo.

Un voto che aveva già provocato forti critiche da parte dei proponenti.

Adesso, alla luce dei presunti ritardi nei pagamenti alla ditta delle pulizie, i consiglieri tornano sull’argomento.

«Avevamo già intuito ieri, in Consiglio comunale, quanto poco spazio trovino le ragioni di chi lavora in questa amministrazione: è bastato portare in discussione un tema come quello dello sfruttamento lavorativo e del caporalato per incassare un voto contrario, accompagnato da una serie di giustificazioni che non hanno risposto alla sostanza delle nostre proposte».

L’opposizione mette quindi in discussione la coerenza tra gli impegni pubblici assunti dall’amministrazione in materia di legalità e tutela del lavoro e la gestione concreta dei rapporti con le imprese appaltatrici.

Nel mirino anche le indennità dei dipendenti comunali

I cinque consiglieri richiamano inoltre un’altra questione che, a loro giudizio, dimostrerebbe la necessità di maggiore attenzione alla gestione del personale e agli adempimenti amministrativi.

Si tratta delle difficoltà sorte intorno all’erogazione delle indennità di responsabilità ai dipendenti comunali, una vicenda che viene citata come ulteriore elemento di preoccupazione.

«Quando le difficoltà riguardano lavoratrici e lavoratori, che si tratti di chi garantisce le pulizie degli uffici o di chi opera all’interno dell’ente, l’amministrazione ha il dovere di dare risposte chiare, rispettare gli impegni e individuare le cause dei problemi», affermano.

Il punto, secondo i firmatari, è che i problemi amministrativi non possono essere considerati separatamente dalle conseguenze che producono sulle persone.

«Sindaco e assessore alla Legalità chiariscano se tutti i diritti sono rispettati»

La denuncia si trasforma quindi in una richiesta di chiarimenti rivolta direttamente al sindaco e all’assessore alla Legalità.

I consiglieri vogliono sapere se la società incaricata delle pulizie sia stata messa nelle condizioni di sostenere regolarmente i costi del personale e se le dipendenti abbiano ricevuto tutte le tutele previste.

Chiedono, in particolare, verifiche sulla regolarità delle retribuzioni, sulle condizioni di sicurezza e sulle coperture assicurative.

«Che significato hanno gli impegni pubblici sulla legalità se non si parte dal rispetto dei diritti di chi lavora per il Comune?», domandano.

E precisano di voler sapere «se la ditta che si occupa delle pulizie è stata messa in condizione di sostenere il costo del personale e se le dipendenti hanno reso la propria prestazione nel rispetto di tutti i diritti loro spettanti, sia da un punto di vista della sicurezza e assicurativo, sia da un punto di vista della retribuzione proporzionata al lavoro prestato».

Non si tratta, dunque, di una denuncia di violazioni già accertate nei confronti delle lavoratrici, ma di una richiesta di verifiche che riguarda sia i rapporti economici tra Comune e impresa sia il rispetto degli obblighi previsti dal contratto di lavoro.

«La legalità non può essere invocata soltanto quando si parla degli altri, deve valere prima di tutto dentro casa propria, nei contratti, nelle procedure che ricadono inesorabilmente nella tutela delle persone e dei lavoratori», sostengono i cinque consiglieri.

Chiesta un’indagine interna per ricostruire tutti i ritardi

L’iniziativa annunciata dall’opposizione non si fermerà alla diffusione del comunicato.

Betti, Ciompi, Giorgieri, Pecorini e Stella intendono chiedere formalmente un’indagine interna per ricostruire l’intera vicenda, a partire dal momento in cui i pagamenti avrebbero cominciato ad accumulare ritardi.

L’obiettivo è verificare quali passaggi amministrativi siano rimasti in sospeso, per quali ragioni, chi fosse a conoscenza della situazione e quali interventi siano stati eventualmente avviati per risolverla.

«Vogliamo accertare le responsabilità, individuare eventuali criticità nella gestione della procedura e capire quali interventi siano necessari per evitare che situazioni simili si ripetano», spiegano.

I consiglieri chiedono inoltre che il Comune renda noto lo stato effettivo dei pagamenti e indichi tempi certi per regolarizzare gli eventuali importi dovuti alla ditta.

Una richiesta che punta a evitare che ulteriori ritardi possano aggravare le difficoltà dell’impresa e avere conseguenze sulle lavoratrici.

Ora si attende la risposta del Comune

La vicenda solleva interrogativi ai quali soltanto una verifica degli atti amministrativi e dei rapporti contrattuali potrà dare risposte definitive.

Occorrerà chiarire quali fatture siano effettivamente scadute e non pagate, se vi siano contestazioni o adempimenti ancora da completare, quali siano le cause dei ritardi denunciati e quale sia la situazione delle lavoratrici.

Al momento, la ricostruzione disponibile è quella fornita dai cinque consiglieri di opposizione. Non risultano acquisiti una risposta ufficiale dell’amministrazione comunale o chiarimenti della società incaricata delle pulizie.

Resta però la richiesta politica avanzata da Betti, Ciompi, Giorgieri, Pecorini e Stella: fare piena luce su una situazione che, secondo la loro denuncia, si trascina da luglio e che coinvolge un servizio essenziale per gli uffici comunali.

Perché, concludono, gli impegni sulla legalità e sulla tutela del lavoro devono trovare applicazione prima di tutto nei rapporti contrattuali e nelle procedure gestite direttamente dall’ente pubblico.

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