GROSSETO. La stagione dei funghi è entrata nel vivo, ma insieme alla voglia di andare nei boschi a raccogliere porcini e altre specie cresce anche il rischio di portare in tavola esemplari tossici o velenosi.
E i primi numeri sono già un campanello d’allarme: al 15 ottobre sono 16 le persone coinvolte in intossicazioni da funghi nelle tre province di Grosseto, Siena e Arezzo, secondo i dati diffusi dall’Azienda Usl Toscana sud est.
Un dato che spinge l’azienda sanitaria a rafforzare le attività di prevenzione e a ricordare una regola fondamentale: prima di consumare funghi raccolti spontaneamente, soprattutto quando non si è esperti, è necessario rivolgersi a un micologo qualificato.
C’è anche un’altra raccomandazione, particolarmente attuale: non affidarsi all’intelligenza artificiale per stabilire se un fungo sia commestibile. Le applicazioni che tentano di riconoscere le specie attraverso una fotografia non garantiscono un’identificazione sufficientemente affidabile per la sicurezza alimentare.
Sedici persone intossicate: l’allarme dell’Asl
L’autunno è il periodo più favorevole alla crescita di numerose specie fungine nei boschi della Maremma e nelle altre aree della Toscana meridionale.
Con l’aumento delle raccolte cresce però anche la possibilità di errori nel riconoscimento.
L’Asl Toscana sud est segnala che al 15 ottobre le intossicazioni da funghi hanno già coinvolto 16 persone, distribuite nelle tre province di competenza dell’azienda sanitaria.
Il dato riguarda complessivamente Grosseto, Siena e Arezzo: non è stata comunicata una suddivisione per singola provincia.
Per ridurre il rischio di nuovi episodi, i tecnici della prevenzione con qualifica di micologo intensificano in questo periodo i controlli e le attività di informazione rivolte alla popolazione.
Attenzione alle app: l’intelligenza artificiale può sbagliare
Uno dei richiami più importanti dell’Asl riguarda gli strumenti digitali utilizzati per riconoscere i funghi.
Oggi basta fotografare un esemplare con il cellulare per ottenere, attraverso alcune applicazioni o sistemi di intelligenza artificiale, il nome di una presunta specie.
Ma una risposta apparentemente precisa non equivale a una identificazione sicura.

L’Asl mette in guardia dall’utilizzo di questi strumenti per decidere se consumare un fungo, sottolineando la loro inattendibilità ai fini di una corretta determinazione delle specie.
Alcuni funghi velenosi possono infatti assomigliare molto a specie commestibili. Le differenze necessarie per riconoscerli non sono sempre individuabili da una fotografia e richiedono competenze specialistiche.
Per questo, in caso di dubbio, il controllo di un micologo resta il riferimento per verificare la commestibilità dei funghi raccolti.
Trenta micologi a disposizione dei cittadini
Sul territorio dell’Asl Toscana sud est operano 30 tecnici della prevenzione con qualifica di micologo, distribuiti nei diversi presidi aziendali.
Tra le loro attività rientrano il controllo dei funghi, il riconoscimento degli esemplari raccolti dai privati cittadini e la consulenza alle strutture di pronto soccorso in caso di sospetta intossicazione.
I cittadini possono rivolgersi agli sportelli micologici dell’Asl, disponibili durante tutto l’anno su appuntamento oppure negli orari di apertura al pubblico previsti nel periodo di maggiore crescita dei funghi.
Il servizio rappresenta uno strumento di prevenzione particolarmente importante per chi raccoglie funghi spontanei e vuole evitare errori potenzialmente pericolosi.
La formazione dei micologi: riconoscere le specie direttamente sul campo
Anche i professionisti devono aggiornare continuamente le proprie conoscenze.
La micologia è infatti una disciplina in costante evoluzione e il riconoscimento delle specie richiede preparazione ed esperienza.
A spiegare come viene organizzata la formazione è Daniela Cardelli, direttrice del Dipartimento delle Professioni tecnico sanitarie, della Riabilitazione e della Prevenzione dell’Asl Toscana sud est.
«I corsi organizzati tutti gli anni, dal Dipartimento che dirigo, sono svolti proprio nel periodo autunnale per assicurare la presenza di più specie fungine possibili, raccolte in tutte e tre le provincie della nostra Azienda dagli stessi micologi, affinché il corso sia svolto con una parte teorica e una con modalità esperienziale in simulazione».
La formazione, dunque, non si limita allo studio teorico.
Gli stessi micologi raccolgono esemplari nelle tre province, che vengono poi utilizzati durante le esercitazioni per approfondire le caratteristiche delle diverse specie.
«Il docente esperto micologo, al fine di assicurare competenze adeguate per le attività di prevenzione delle intossicazioni, conduce i discenti attraverso l’osservazione al riconoscimento dei funghi raccolti», aggiunge Cardelli.
Non solo controlli: incontri con i cittadini e attività nelle scuole
L’attività dei micologi non si esaurisce nell’esame dei funghi portati agli sportelli.
Una parte importante del lavoro riguarda anche la sensibilizzazione della popolazione, attraverso incontri informativi e iniziative di educazione alla salute nelle scuole.
«Non solo controlli e vigilanza – sottolinea Cardelli – i tecnici della prevenzione micologi promuovono, attraverso incontri mirati alla popolazione e attraverso l’educazione alla salute nelle scuole, i corretti comportamenti da tenere per evitare intossicazioni domestiche e il rispetto ambientale dei luoghi di crescita dei funghi, in quanto svolgono un ruolo fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema».
I funghi, infatti, non rappresentano soltanto una risorsa alimentare.
Svolgono anche funzioni fondamentali negli ecosistemi boschivi, contribuendo alla decomposizione della materia organica e alle relazioni biologiche che permettono la vita delle piante.
Dove far controllare i funghi raccolti
L’Azienda Usl Toscana sud est invita chi raccoglie funghi a utilizzare gli sportelli micologici presenti sul territorio.
Il controllo è particolarmente importante quando non si conosce con certezza la specie raccolta o si hanno dubbi sulla sua commestibilità.
Gli indirizzi, le sedi e gli orari aggiornati degli sportelli sono consultabili sul sito ufficiale dell’Asl Toscana sud est, nella sezione dedicata allo Sportello micologico.
In caso di sospetta intossicazione dopo aver mangiato funghi, è importante rivolgersi immediatamente a un servizio di emergenza sanitaria, senza attendere che i sintomi peggiorino. Se disponibili, è utile conservare gli avanzi dei funghi consumati per facilitarne l’identificazione.
La raccomandazione dell’Asl è chiara: la raccolta può essere una piacevole attività autunnale, ma la sicurezza alimentare non può essere affidata all’intuito, a una fotografia o a un’applicazione sul telefono.




