GROSSETO. Ha attraversato le aule dei tribunali di tutta Italia, seguito processi complessi, affrontato vicende giudiziarie finite sulle prime pagine dei giornali nazionali. È una penalista conosciuta e stimata, abituata a confrontarsi con le questioni più delicate del diritto penale, ma anche a difendere un principio che accompagna da sempre il suo lavoro: il diritto alla difesa deve essere garantito a tutti, indipendentemente dal reato contestato e dalla notorietà dell’imputato.
Da oggi, martedì 20 ottobre, Francesca Carnicelli è la nuova presidente della Camera penale di Grosseto. Ed è la prima donna a ricoprire questo incarico nella storia dell’associazione dei penalisti maremmani.
Un passaggio importante per l’avvocatura grossetana, che affida la guida della propria Camera penale a una professionista con una lunga esperienza giudiziaria, maturata ben oltre i confini provinciali, e già profondamente impegnata nella vita dell’associazione, della quale era vicepresidente.
Carnicelli succede all’avvocato Massimiliano Arcioni, al termine del suo mandato.
La sua elezione è arrivata nel corso dell’assemblea degli iscritti che ha rinnovato il consiglio direttivo della Camera penale, aderente all’Unione delle Camere Penali Italiane.
I processi in tutta Italia
Nel corso della sua carriera, l’avvocata Carnicelli ha seguito moltissimi procedimenti penali, non soltanto davanti al tribunale di Grosseto, ma nelle aule giudiziarie di tutta Italia, occupandosi di vicende molto diverse tra loro, dalle questioni più complesse a quelle che riguardano la vita quotidiana delle persone.
È proprio questa esperienza sul campo, costruita attraverso anni di professione, a rappresentare uno degli elementi più significativi del suo percorso.
Perché il lavoro del penalista non si misura soltanto nella notorietà dei processi affrontati. Si misura anche nella capacità di garantire assistenza e difesa a chi si trova coinvolto in un procedimento penale, nel rispetto delle regole e delle garanzie previste dalla Costituzione.
Una convinzione che Carnicelli ha portato anche nell’attività associativa e nell’impegno per i diritti delle persone private della libertà.
L’impegno per i detenuti, anche nelle carceri all’estero
Accanto alla professione forense, Francesca Carnicelli porta avanti da molti anni un’attività dedicata alla tutela dei diritti umani e delle persone detenute.
Dal 2008 collabora con Prigionieri del Silenzio, l’associazione con sede a Grosseto presieduta da Katia Anedda, impegnata nell’assistenza agli italiani che si trovano nelle carceri straniere.
Un lavoro spesso lontano dai riflettori, che richiede rapporti con le famiglie, rappresentanze diplomatiche e istituzioni, soprattutto quando le condizioni di detenzione sono particolarmente difficili.
Tra i casi più significativi che ha seguito c’è quello di Fulgencio Obiang Esono, cittadino italiano detenuto per quasi otto anni in Guinea Equatoriale, tornato libero nel settembre 2026 dopo una lunga battaglia condotta insieme alla famiglia e all’associazione.
Carnicelli era ad attenderlo all’aeroporto di Fiumicino il giorno del suo ritorno in Italia.
Un impegno che si affianca all’attenzione per le condizioni delle carceri italiane. Come vicepresidente della Camera penale di Grosseto ha partecipato anche alle visite alla casa circondariale di via Saffi, nell’ambito delle iniziative promosse dall’Unione delle Camere Penali per verificare le condizioni di detenzione e richiamare l’attenzione sui problemi del sistema penitenziario.
Una penalista impegnata anche nella formazione
Prima dell’elezione alla presidenza, Carnicelli aveva già ricoperto il ruolo di vicepresidente della Camera penale grossetana, partecipando all’organizzazione di iniziative formative, incontri e convegni dedicati ai temi del diritto e della procedura penale.
Dall’esecuzione della pena alle garanzie processuali, dall’imputabilità alle questioni più attuali della giustizia, il suo impegno si è sviluppato anche attraverso il confronto con colleghi, magistrati e studiosi.
Un’attività che rappresenta una parte importante della missione delle Camere penali.
L’associazione, infatti, non è un organo del tribunale né coincide con l’Ordine degli avvocati. Riunisce i professionisti che esercitano nel settore penale e aderisce all’Unione delle Camere Penali Italiane, impegnata nella tutela del diritto di difesa, del giusto processo e delle garanzie costituzionali.
Un ruolo che richiede autonomia, capacità di confronto con la magistratura e attenzione alle trasformazioni del sistema giudiziario.
Per la prima volta una donna alla guida dei penalisti grossetani
L’elezione di Francesca Carnicelli segna anche un passaggio storico per Grosseto. È la prima volta che una donna assume la presidenza della Camera penale cittadina.
Un primato locale che si inserisce in un percorso già avviato in numerose altre realtà italiane.
In Toscana, per esempio, Michela Rossi guida la Camera penale di Siena e Montepulciano, mentre a Pisa la prima presidente donna, Laura Antonelli, era stata eletta nel 2016.
Anche a Milano, Venezia, Genova e in molte altre città italiane le Camere penali sono state guidate da avvocate.
A Grosseto questo passaggio arriva oggi, con una professionista che ha costruito la propria esperienza nelle aule di giustizia e nel confronto quotidiano con le questioni del diritto penale.
Un’elezione che riconosce anche il percorso associativo di Carnicelli, già componente del precedente direttivo e dunque conoscitrice dell’attività della Camera penale e delle esigenze dei colleghi.
Il nuovo direttivo: Lombardi vicepresidente e Toninelli segretaria
L’assemblea degli iscritti ha eletto anche gli altri componenti del nuovo consiglio direttivo.
Accanto alla presidente Francesca Carnicelli ci sarà Romano Lombardi, eletto vicepresidente.
Il ruolo di segretaria sarà ricoperto dall’avvocata Camilla Toninelli.
Completano il consiglio gli avvocati Alessandro Bartolozzi, Riccardo Lottini, Marco Biagioli e Alessandro Sorace.
Una squadra chiamata a guidare l’associazione e a proseguire il lavoro svolto negli ultimi anni.
Nel comunicato diffuso dopo l’elezione, la Camera penale ha indicato gli obiettivi del nuovo direttivo: continuare l’impegno nella difesa dei diritti e delle garanzie dei cittadini nel processo penale, promuovere la formazione degli avvocati penalisti e mantenere un confronto costante con la magistratura e le istituzioni del territorio.
Temi che assumono un significato particolare in una fase nella quale la giustizia penale è al centro di un dibattito nazionale che coinvolge il ruolo della difesa, l’organizzazione degli uffici giudiziari, le condizioni delle carceri e il rapporto tra avvocatura e magistratura.
Il ringraziamento a Massimiliano Arcioni
Il nuovo consiglio direttivo ha rivolto un ringraziamento al presidente uscente, Massimiliano Arcioni, per il lavoro svolto durante il suo mandato.
Negli ultimi anni la Camera penale di Grosseto ha promosso iniziative formative, momenti di confronto pubblico e attività dedicate alla tutela dei diritti delle persone detenute.

Un percorso che il nuovo direttivo intende proseguire, nel segno della continuità dell’impegno associativo.
Con l’elezione di Francesca Carnicelli si apre dunque una nuova fase per i penalisti grossetani.
Alla guida dell’associazione arriva una donna che conosce la realtà giudiziaria locale, ma che ha costruito una parte importante della propria esperienza professionale anche nei tribunali del resto d’Italia, seguendo procedimenti di grande rilievo e vicende meno conosciute, nelle quali il diritto di difesa resta ugualmente fondamentale.
Una penalista abituata a stare nelle aule dei tribunali, a confrontarsi con la complessità dei processi e a difendere le garanzie delle persone. Da oggi anche la prima donna chiamata a rappresentare la Camera penale di Grosseto.



