Feste di San Lorenzo 2026: Grosseto celebra il suo patrono tra fede, tradizione e comunità | MaremmaOggi Skip to content

Feste di San Lorenzo 2026: Grosseto celebra il suo patrono tra fede, tradizione e comunità

Processione, pontificale, concerto e Grifone d’Oro con la partecipazione dell’arcivescovo di Loreto Fabio Dal Cin
Le celebrazioni del 2025

GROSSETO. Entrano nel vivo le feste Laurenziane 2026, dedicate a San Lorenzo, patrono della città e della diocesi di Grosseto. Un appuntamento tra i più sentiti dalla comunità maremmana, che unisce spiritualità, storia, identità civile e tradizioni popolari.

Ospite delle celebrazioni sarà l’arcivescovo prelato di Loreto e delegato pontificio per il santuario della Santa Casa di Loreto Fabio Dal Cin, che presiederà i principali momenti liturgici in programma domenica 9 e lunedì 10 agosto.

Domenica 9 agosto: la processione del patrono

Alle 21 partirà dalla Cattedrale la tradizionale processione con la statua di San Lorenzo sul carro trainato dai buoi maremmani, preceduta dai butteri a cavallo e accompagnata dalla Filarmonica Città di Grosseto.

Per l’edizione 2026 è prevista una parziale modifica del percorso: il corteo attraverserà piazza Duomo, piazza Dante, strada Ricasoli, Porta Vecchia, via dei Barberi, via dei Lavatoi, via Fossombroni, via Porciatti e piazza Tripoli, per poi riprendere il tracciato tradizionale lungo via Tripoli, via Oberdan, piazza Fratelli Rosselli, via Fallaci e corso Carducci, fino al rientro in piazza Duomo.

Al termine della processione l’arcivescovo Dal Cin impartirà dal sagrato del Duomo la benedizione con la reliquia di San Lorenzo e rivolgerà il proprio saluto alla città.

Lunedì 10 agosto: il Pontificale

Nel giorno della festa del patrono, alle 18.30, in Cattedrale sarà celebrato il Solenne Pontificale. Nella stessa giornata saranno celebrate anche le messe delle 9.30 e delle 11.

La serata in piazza Dante

Le celebrazioni civili si sposteranno poi in piazza Dante. Alle 21.15 si terrà il Concerto di San Lorenzo, eseguito dall’Orchestra Città di Grosseto. Alle 22.30 la Pro Loco Città di Grosseto consegnerà il Grifone d’Oro 2025 a Luca Banchi, allenatore di basket di fama internazionale e figura di riferimento dello sport grossetano.

La serata sarà presentata da Anna Bonelli e Alfredo Faetti.

La presenza dell’arcivescovo Dal Cin

Nato a Vittorio Veneto nel 1965 e sacerdote dal 1990, l’arcivescovo Fabio Dal Cin ha ricoperto importanti incarichi presso la Congregazione per i vescovi in vaticano prima della nomina ad arcivescovo Prelato di Loreto, ricevuta da papa Francesco nel 2017.

La sua presenza assume un significato particolare anche per il legame con la Chiesa di Grosseto: l’attuale vescovo Bernardino Giordano è stato infatti vicario generale della Prelatura di Loreto per otto anni.

L’immagine simbolo delle feste Laurenziane

L’edizione 2026 è rappresentata dalla lunetta della chiesa di San Francesco, opera del pittore maremmano Giuseppe Casucci, che raffigura la Madonna con il Bambino affiancata dai santi Francesco e Lorenzo.

La scelta richiama anche l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026) e vuole sottolineare il comune messaggio di carità, servizio e attenzione agli ultimi che accomuna il santo di Assisi e il patrono di Grosseto.

Le dichiarazioni

«Il martirio di Lorenzo possa essere motivo di riflessione su come, nella fede, siamo chiamati a dare la vita. Che questa festa diventi occasione di crescita per i nostri cammini personali e per le nostre comunità», afferma il vescovo Bernardino Giordano.

Per l’assessore alla Cultura Luca Agresti, «le Celebrazioni Laurenziane rappresentano un patrimonio identitario della città, nel quale fede, arte, storia e tradizioni si incontrano, rafforzando il senso di appartenenza della comunità».

Il presidente della Pro Loco Andrea Bramerini sottolinea infine il valore del Grifone d’Oro: «Con questo riconoscimento vogliamo rendere omaggio a Luca Banchi, che con il suo talento e i risultati ottenuti ha portato il nome di Grosseto ai massimi livelli del basket italiano ed europeo, senza mai dimenticare le proprie radici».

 
 
 

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