Esce dal carcere, lei ha paura e avvisa i carabinieri: lo trovano mentre la sta cercando | MaremmaOggi Skip to content

Esce dal carcere, lei ha paura e avvisa i carabinieri: lo trovano mentre la sta cercando

La vittima aveva confidato ai militari la sua paura dopo la scarcerazione del 45enne. I carabinieri lo hanno seguito e intercettato mentre si dirigeva verso di lei: per l’uomo si riaprono le porte del carcere
Una pattuglia dei carabinieri

MASSA MARITTIMA. Aveva paura. Paura che quell’uomo che per anni avrebbe trasformato la sua vita in un inferno, una volta uscito dal carcere, tornasse a cercarla. E quella paura la donna l’aveva raccontata ai carabinieri.

I militari della stazione di Montieri non hanno sottovalutato quelle parole. Hanno cominciato a tenere d’occhio il quarantacinquenne, a seguirne gli spostamenti, per capire se il timore della donna potesse trasformarsi ancora una volta in un pericolo concreto.

E quando si sono accorti che l’uomo si stava dirigendo verso di lei, nonostante il divieto di avvicinamento, sono intervenuti.

Il quarantacinquenne è stato rintracciato a Massa Marittima e fermato. I carabinieri hanno immediatamente informato l’autorità giudiziaria. Nei suoi confronti era già stato disposto un aggravamento della misura cautelare: così per lui si sono riaperte le porte del carcere.

L’arresto dopo anni di maltrattamenti

La vicenda era esplosa alla fine di luglio, quando il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto Marco Mezzaluna aveva disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti del 45enne, misura eseguita dai carabinieri di Montieri.

L’uomo avrebbe sottoposto la compagna per anni a botte, insulti, umiliazioni e minacce di morte. Condotte che sarebbero cominciate nel 2018 e proseguite fino alle settimane precedenti all’arresto, in alcuni casi anche davanti alla figlia della donna.

Nell’ordinanza erano stati ricostruiti episodi particolarmente pesanti: calci e pugni, graffi al volto, colpi alla testa e minacce di morte. In un’occasione l’uomo avrebbe detto alla compagna: «Ti ammazzo e ti butto tra i cinghiali».

Il gip, proprio alla luce del pericolo per l’incolumità della donna, aveva inizialmente ritenuto il carcere l’unica misura adeguata. L’uomo, difeso dall’avvocato Sergio Frediani, era stato quindi accompagnato nella casa circondariale di Grosseto.

Fuori dal carcere con il divieto di avvicinamento

Dopo alcuni giorni la situazione era però cambiata. Il 5 agosto il quarantacinquenne era tornato in libertà, sottoposto a una misura meno afflittiva che prevedeva, tra le prescrizioni, il divieto assoluto di avvicinarsi alla sua ex.

Una notizia che aveva immediatamente riacceso la paura della donna.

Temeva che l’uomo potesse cercarla di nuovo e per questo si era rivolta ai carabinieri, spiegando ai militari le sue preoccupazioni.

Una segnalazione che non è caduta nel vuoto.

I carabinieri lo seguono e intervengono

I militari di Montieri hanno cominciato a controllare con attenzione i movimenti del quarantacinquenne.

Già il 6 agosto, appena un giorno dopo essere tornato in libertà, l’uomo avrebbe tentato di raggiungere e infastidire la donna. I carabinieri erano intervenuti, ma il quarantacinquenne si era allontanato.

Un episodio che ha fatto scattare immediatamente la segnalazione all’autorità giudiziaria.

Il giorno successivo, 7 agosto, il gip ha disposto l’aggravamento della misura cautelare. Nel frattempo i controlli sono proseguiti. I carabinieri volevano soprattutto evitare che la situazione potesse degenerare e che l’uomo riuscisse ad arrivare dalla donna.

Quando lo hanno individuato a Massa Marittima, accorgendosi che si stava dirigendo proprio verso di lei in violazione delle prescrizioni che gli erano state imposte, sono intervenuti.

Si riaprono le porte del carcere

Il quarantacinquenne è stato quindi fermato e i militari hanno dato esecuzione al provvedimento disposto dall’autorità giudiziaria.

Per lui si sono così riaperte le porte del carcere, a pochi giorni dalla scarcerazione.

La paura manifestata dalla donna dopo aver saputo che l’uomo era tornato libero aveva fatto alzare ulteriormente il livello di attenzione dei carabinieri. Ed è stato proprio il controllo costante dei suoi spostamenti a consentire ai militari di intervenire prima che riuscisse a raggiungerla.

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