«Ti ammazzo e ti butto tra i cinghiali»: anni di violenze sulla compagna, arrestato | MaremmaOggi Skip to content

«Ti ammazzo e ti butto tra i cinghiali»: anni di violenze sulla compagna, arrestato

L’ordinanza del gip del tribunale di Grosseto eseguita dai carabinieri di Montieri. Le aggressioni sarebbero iniziate nel 2018 e culminate nelle ultime settimane con percosse, minacce e lesioni
Una pattuglia dei carabinieri di Montieri

MONTIERI. Per anni avrebbe trasformato la vita della compagna in un incubo fatto di botte, insulti, umiliazioni e continue minacce di morte. Una violenza che, secondo la procura di Grosseto, sarebbe andata avanti dal 2018 fino a pochi giorni fa, davanti anche alla figlia della donna.

Per questo un uomo di 45 anni è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Montieri, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto, su richiesta della procura. 

Anni di paura tra botte e minacce

La donna avrebbe subito nel tempo aggressioni fisiche quasi quotidiane, spesso accompagnate da insulti e frasi degradanti.

L’uomo l’avrebbe più volte minacciata di morte. In un’occasione le avrebbe detto: «Ti ammazzo e ti butto tra i cinghiali». In un’altra: «Ti ammazzo e ti butto nel bosco».

Le violenze sarebbero avvenute anche in presenza della figlia della donna, ancora minorenne all’inizio della relazione, e avrebbero creato un clima di costante paura all’interno dell’abitazione.

Pugni, calci e colpi alla testa

L’ordinanza ricostruisce diversi episodi avvenuti negli ultimi mesi. Tra quelli contestati ci sono percosse con calci e pugni, graffi al volto, contusioni alla schiena e persino un’aggressione nella quale la donna sarebbe stata colpita alla testa con un oggetto contundente.

In un altro episodio, il quarantacinquenne l’avrebbe afferrata per i capelli scaraventandola con violenza contro un muro e facendole sbattere la testa contro alcune assi di legno. Le lesioni riportate dalla vittima sono state documentate con prognosi comprese tra tre e cinque giorni.

Aggressioni, molte delle quali commesse mentre l’uomo era in stato di ebbrezza

Il gip: carcere unica misura adeguata

Nel disporre la custodia cautelare, il giudice Marco Mezzaluna evidenzia come esista un concreto pericolo per l’incolumità della donna.

Secondo il gip, le esigenze cautelari non potrebbero essere soddisfatte con misure meno afflittive, anche alla luce della recente normativa che ha irrigidito il ricorso alla custodia cautelare nei procedimenti per maltrattamenti in famiglia.

Per questo è stata disposta la custodia in carcere, ritenuta l’unica misura idonea a impedire la prosecuzione delle presunte condotte violente.

L’arresto dei carabinieri di Montieri

L’ordinanza è stata eseguita dai carabinieri della stazione di Montieri, che hanno rintracciato l’uomo, difeso dall’avvocato Sergio Frediani, e lo hanno accompagnato nel carcere di via Saffi. 

 

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