Turismo in Maremma, Marina e Castiglione oltre l’estate | MaremmaOggi Skip to content

L’estate non finisce, i servizi sì: la sfida di Marina e Castiglione

Stabilimenti e ristoranti aperti anche in autunno, ma le due località seguono ritmi differenti. Marina vive di famiglie grossetane e seconde case, Castiglione intercetta più facilmente turisti italiani e stranieri
Turismo a settembre in Maremma: a sinistra Marina di Grosseto, a destra Castiglione della Pescaia
Turismo a settembre in Maremma: a sinistra Marina di Grosseto, a destra Castiglione della Pescaia

MARINA DI GROSSETO. L’autunno arriva sul calendario, dal 23 l’estate è ufficialmente finita, mentre lungo la costa maremmana il termometro continua a sfiorare i 30 gradi, il mare conserva ancora il calore dell’estate e sulla spiaggia c’è chi non ha alcuna intenzione di rinunciare al costume. Eppure, proprio mentre il clima invita a prolungare la stagione, le località balneari cominciano lentamente a cambiare volto: diminuiscono le presenze durante la settimana, alcune attività riducono gli orari e una parte dei servizi entra già nella lunga pausa invernale.

È un fenomeno che emerge con particolare evidenza confrontando Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia, due località separate da meno di una ventina di chilometri, affacciate sullo stesso mare e sottoposte alle stesse condizioni meteorologiche, ma sostenute da due modelli turistici differenti.

Non è corretto raccontare questo confronto dicendo semplicemente che Marina chiude mentre Castiglione resta aperta. Anche a Marina, a fronte di bagnetti che già salutano la clientela, ci sono stabilimenti intenzionati a proseguire l’attività fino al 12 ottobre, mentre numerose strutture continuano a lavorare attraverso la ristorazione anche quando termina il servizio balneare. La vera differenza è nel pubblico al quale si rivolgono le due località, nelle abitudini delle famiglie e nella capacità di creare motivi nuovi per raggiungere la costa dopo la fine delle vacanze tradizionali.

Marina, la seconda casa dei grossetani

Marina di Grosseto è la località balneare del capoluogo, distante pochi chilometri dalla città e collegata a Grosseto da una strada che, durante l’estate, viene percorsa quotidianamente da migliaia di persone. C’è più traffico sulle Collacchie che sull’Aurelia. La vicinanza ha favorito negli anni un fenomeno particolare: moltissimi grossetani possiedono una seconda casa nella frazione e, pur abitando a una manciata di chilometri dal mare, nei mesi estivi si trasferiscono a Marina quasi stabilmente. Continuano magari a lavorare in città, ma cambiano casa, orari e abitudini, vivendo la frazione come una vera residenza stagionale.

Con la riapertura delle scuole questo equilibrio cambia improvvisamente. Riprendono le lezioni, gli allenamenti, i corsi di danza, le attività pomeridiane e tutti gli impegni dei figli, costringendo molte famiglie a lasciare la casa al mare e a tornare a vivere stabilmente a Grosseto.

La distanza geografica resta minima, ma quella distanza diventa più difficile da colmare all’interno dell’organizzazione quotidiana. Raggiungere Marina per una giornata o per qualche ora di spiaggia non è più un’abitudine automatica e la frequentazione si concentra soprattutto nei fine settimana, quando il tempo e il calendario familiare lo permettono.

È questo uno degli elementi che distinguono Marina da Castiglione. Una parte importante dell’economia della frazione dipende da una clientela locale, legata al calendario scolastico e alle abitudini delle famiglie grossetane molto più di quanto non sia condizionata dal meteo.

Gli stabilimenti non chiudono tutti

Anche l’idea di una Marina che spegne completamente le luci alla fine di settembre è però troppo semplice e non corrisponde alla realtà e sta cambiando anno dopo anno. In alcuni casi termina progressivamente il servizio sulla spiaggia, vengono ridotti gli ombrelloni o si cominciano a ritirare lettini e attrezzature, ma le strutture continuano a vivere grazie alla ristorazione.

Stabilimenti come il Nettuno, la Vela, il Moreno, la Gondoletta e il Moderno, ma anche il Miramare e il Moby, solo per citarne alcuni, mantengono aperti ristoranti e locali oltre la stagione balneare, spesso anche durante tutto l’anno. Sono attività frequentate non soltanto dai turisti, ma anche dai residenti della frazione e dai grossetani che continuano a raggiungere Marina per pranzare, cenare o trascorrere qualche ora vicino al mare. O magari semplicemente godere di un tramonto spettacolare.

La fine del servizio balneare, quindi, non coincide sempre con la chiusura dello stabilimento. A restringersi drasticamente è piuttosto l’offerta complessiva presente intorno a queste attività. Con l’avanzare dell’autunno una parte dei negozi abbassa la saracinesca, altri esercizi limitano le aperture al fine settimana e le strade diventano progressivamente meno frequentate. Le attività che continuano a lavorare restano così punti accesi all’interno di una frazione che, dopo aver accolto migliaia di persone durante l’estate, riduce fortemente servizi e occasioni di socialità.

In quest’ottica la nuova vita del circolo del tennis è un riferimento importante. L’impianto è stato ristrutturato e attira molti sportivi anche dalla città, si è creata una comunità appassionata. E starà aperto tutto l’anno.

Marina ha oltre duemila residenti

Eppure Marina non è un villaggio turistico destinato a svuotarsi completamente con la fine delle vacanze. Secondo l’ultimo dato censuario disponibile a livello di singola località, riferito al 2011, la frazione contava 2.115 abitanti. Quindi una presenza di una comunità stabile e tutt’altro che marginale.

A questi residenti si aggiungono i proprietari delle seconde case, le persone che lavorano nella frazione e i grossetani che frequentano Marina anche durante l’inverno. Per questo la progressiva riduzione dei servizi non è soltanto un problema turistico: riguarda la qualità della vita di chi resta quando gli ombrelloni vengono chiusi e i visitatori estivi tornano a casa.

La vera sfida non consiste dunque nell’obbligare ogni impresa a lavorare dodici mesi, anche quando i costi superano gli incassi, ma nel creare le condizioni perché le aperture possano sostenersi a vicenda e perché Marina non sia considerata soltanto una destinazione da frequentare tra giugno e agosto.

Inoltre un ragionamento andrebbe fatto anche sulla manutenzione della frazione, dove ancora numerose strade sono impercorribili e l’arredo urbano lascia spesso a desiderare.

Castiglione e il turismo che arriva da fuori

A Castiglione della Pescaia la stagione segue ritmi differenti. Anche qui la presenza dei maremmani è importante, ma la località può contare maggiormente su visitatori provenienti da altre regioni e dall’estero.

Per questi turisti settembre e l’inizio di ottobre non rappresentano necessariamente una coda marginale dell’estate. Possono essere, al contrario, il momento ideale per una vacanza: le temperature sono ancora piacevoli, le spiagge meno affollate, il borgo può essere visitato con maggiore tranquillità e i prezzi sono spesso più accessibili rispetto all’alta stagione.

La presenza di ospiti italiani e stranieri, meno legati alla riapertura delle scuole grossetane e alle attività pomeridiane dei figli, permette a stabilimenti, alberghi e ristoranti di guardare più facilmente verso ottobre.

Anche a Castiglione, naturalmente, non tutte le attività seguono lo stesso calendario. Le scelte dipendono dalle prenotazioni, dal personale disponibile, dalla posizione e dai servizi offerti. Ma la composizione della clientela rende più semplice intercettare persone che continuano a viaggiare quando le famiglie locali hanno già ripreso la loro routine.

Il caso della Bussola e i tornei di beach tennis

Marina dispone però di uno strumento capace di cambiare il calendario delle presenze: gli eventi sportivi. Un esempio arriva dalla Bussola, che prolunga la stagione anche grazie a tre importanti tornei di beach tennis, in programma nell’ultimo fine settimana di settembre.

Gli appuntamenti portano sulla spiaggia atleti, tecnici, accompagnatori, famiglie e appassionati. Generano prenotazioni nei ristoranti e nelle strutture ricettive, aumentano il movimento nella frazione e consentono agli stabilimenti di programmare aperture che non dipendono soltanto dalla speranza in una giornata di sole.

È questo il passaggio decisivo. Il caldo può favorire la riuscita di una manifestazione, rendere più piacevole il soggiorno e convincere qualcuno a trascorrere ancora una giornata al mare, ma da solo non crea una stagione lunga. Servono motivi concreti per partire, raggiungere la costa e restarci per più giorni.

Il beach tennis, ma anche il beach volley, così come altre manifestazioni sportive, culturali o enogastronomiche, può diventare una parte della risposta. Marina dispone di grandi spazi sulla spiaggia, di strutture attrezzate, della pineta, del porto e di una posizione facilmente raggiungibile da Grosseto. Elementi che possono sostenere un turismo diverso da quello legato esclusivamente al bagno e all’ombrellone.

Il ritorno a scuola e il settembre che cambia

Il rapporto tra turismo e calendario familiare era emerso anche nel dibattito sulla proposta di posticipare l’apertura delle scuole nelle località costiere. L’idea partiva dalla constatazione che settembre sia ormai, dal punto di vista climatico, un mese estivo. Le temperature restano elevate, le aule possono diventare difficili da vivere e le località di mare avrebbero ancora la possibilità di accogliere famiglie e visitatori.

La questione è però più complessa. Il calendario scolastico deve garantire il numero previsto di giorni di lezione, tenere conto delle necessità dei genitori che lavorano e assicurare agli studenti ambienti adeguati anche durante le settimane più calde.

A Marina, tuttavia, il legame tra la ripresa delle lezioni e il calo delle presenze è è particolarmente evidente. Non riguarda soltanto le vacanze: insieme alle scuole riparte l’intera organizzazione delle famiglie, comprese le attività sportive e gli impegni pomeridiani dei figli. È in quel momento che tante seconde case vengono chiuse e i grossetani tornano a vivere stabilmente in città, anche se tra le loro due abitazioni ci sono soltanto pochi chilometri.

Non basta tenere aperti gli ombrelloni

Parlare di destagionalizzazione non significa chiedere agli stabilimenti di lasciare gli ombrelloni sulla spiaggia indipendentemente dalle presenze. Significa costruire un sistema nel quale attività diverse possano sostenersi reciprocamente.

I ristoranti aperti tutto l’anno rappresentano già una base importante. Ma, se intorno diminuiscono commercio, servizi, eventi e strutture ricettive, poche imprese lasciate da sole difficilmente possono mantenere viva un’intera località. Inevitabilmente i costi fissi rendono insostenibile tenere aperto.

Servono appuntamenti programmati con anticipo, promozione, collegamenti, manutenzione degli spazi pubblici e una strategia capace di mettere insieme spiaggia, sport, natura, cicloturismo, ristorazione e cultura. Marina e Castiglione non devono quindi essere collocate in una graduatoria. Sono due località che partono da condizioni differenti e che devono affrontare la stessa sfida con strumenti diversi.

Castiglione può contare maggiormente sul turismo nazionale e internazionale. Marina ha un rapporto unico con Grosseto, una comunità residente, numerose seconde case e un potenziale importante legato allo sport e agli eventi. Il clima ha già allungato l’estate. Ora spetta ai territori capire come allungare anche la stagione.

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