ORBETELLO. Settembre è ancora estate. Lo dicono le temperature, lo raccontano le spiagge che continuano a riempirsi e lo conferma la presenza di turisti che, soprattutto lungo la costa maremmana, non scompare con la fine di agosto.
E dopo un’estate soffocante, con temperature elevate che sembrano non voler lasciare spazio all’autunno, torna una domanda destinata a far discutere: ha ancora senso cominciare la scuola a metà settembre nei territori a forte vocazione turistica?
Il dibattito riparte da Orbetello e questa volta trova interlocutori anche tra i sindaci. L’ipotesi è quella di posticipare l’inizio delle lezioni verso la fine di settembre o addirittura a ottobre, recuperando naturalmente i giorni durante il resto dell’anno scolastico.
A rilanciare la proposta è Mauro Pettini, coordinatore di zona di Insieme per Orbetello. E tre sindaci – quelli di Magliano in Toscana, Capalbio e Monte Argentario – guardano con favore alla possibilità di discuterne. Anche il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti apre a un posticipo, ma fissa un limite: non andare oltre la fine di settembre.
In Toscana si torna a scuola il 15 settembre
Per l’anno scolastico 2026-2027 il calendario regionale della Toscana fissa l’inizio delle lezioni per domani, martedì 15 settembre, mentre l’ultimo giorno di scuola sarà il 10 giugno 2027.
Una scansione che torna sotto la lente soprattutto nei territori turistici.
Perché mentre il calendario dice che le vacanze sono finite, sulle coste della Maremma la realtà racconta spesso qualcosa di diverso: stabilimenti ancora aperti, seconde case occupate, strutture ricettive che lavorano e condizioni climatiche che permettono di continuare a vivere il mare.
È da questa distanza tra il calendario tradizionale e una stagione turistica sempre più lunga che nasce il confronto.
Pettini rilancia la proposta da Orbetello
A rimettere il tema sul tavolo è Mauro Pettini di Insieme per Orbetello.
Il ragionamento parte dalla necessità, di cui si parla ormai da anni, di destagionalizzare il turismo. Secondo Pettini, però, per riuscirci davvero non bastano promozione, eventi e coordinamento dell’offerta.

Occorre interrogarsi anche sull’organizzazione complessiva dei territori turistici. E tra gli elementi da prendere in considerazione ci sarebbe proprio il calendario scolastico.
Posticipare la campanella, nell’ipotesi avanzata, potrebbe consentire alle famiglie di sfruttare maggiormente settembre e alle attività legate al turismo di prolungare una stagione che ormai non sembra più esaurirsi con agosto.
Fusini, Chelini e Cerulli aprono alla scuola a ottobre
La proposta non resta confinata al dibattito civico di Orbetello.
Il sindaco di Magliano in Toscana Gabriele Fusini guarda favorevolmente alla possibilità di arrivare a un inizio dell’anno scolastico nel mese di ottobre.
Una disponibilità condivisa anche dal sindaco di Capalbio Gianfranco Chelini e da quello di Monte Argentario Arturo Cerulli.
Tre amministratori alla guida di territori nei quali il turismo rappresenta una parte fondamentale dell’economia e dove settembre può essere, a tutti gli effetti, un altro mese di alta stagione.
Più prudente la posizione del sindaco di Orbetello Andrea Casamenti, favorevole a ragionare su uno slittamento rispetto all’attuale calendario, ma «non oltre la fine di settembre».
Le sfumature sono diverse, dunque. Ma un punto comune comincia a emergere: del calendario scolastico si può discutere.
E proprio questo potrebbe rappresentare l’occasione per aprire un confronto più ampio tra le amministrazioni della Costa d’Argento, non soltanto sulla scuola ma sul modo di programmare insieme turismo e servizi in un territorio che condivide gli stessi flussi e molte delle stesse esigenze.
Settembre può diventare davvero un altro mese d’estate
La questione del calendario scolastico si inserisce infatti in una partita molto più grande.
Da anni la Maremma prova ad allungare la stagione oltre luglio e agosto. E settembre possiede molte delle caratteristiche necessarie per farlo: temperature ancora favorevoli, mare caldo, spiagge meno affollate, borghi, natura ed enogastronomia, oltre a una presenza importante di turisti stranieri meno legati al calendario delle ferie italiane.
Destagionalizzare, però, significa anche creare le condizioni affinché il territorio continui a vivere e a offrire servizi.
Ed è qui che la scuola entra nel dibattito. Non come unica soluzione, ma come uno dei tanti elementi che incidono sull’organizzazione delle famiglie e, indirettamente, sulla durata della stagione.
Spostare la scuola non è una decisione dei Comuni
Trasformare la proposta in realtà sarebbe tutt’altro che semplice.
Non sono infatti i singoli Comuni a poter decidere autonomamente quando cominciano le lezioni. Il calendario scolastico viene definito a livello regionale, nel rispetto del quadro nazionale e del numero minimo di giorni di attività didattica.
Le istituzioni scolastiche dispongono di margini di adattamento, ma entro regole e limiti precisi. Un cambiamento strutturale come quello immaginato richiederebbe quindi un confronto ben più ampio, che dovrebbe necessariamente coinvolgere il mondo della scuola e la Regione Toscana.
Ed è anche per questo che, se la Costa d’Argento volesse davvero portare avanti la proposta, sarebbe necessario cominciare a lavorarci con largo anticipo.
Per l’anno scolastico ormai alle porte i giochi sono fatti. La discussione potrebbe invece riguardare il 2027-2028.
Non c’è soltanto il turismo: il nodo delle famiglie
C’è poi l’altra metà della questione, forse la più importante.
Il calendario scolastico non può essere costruito soltanto sulle esigenze del turismo. Un eventuale slittamento avrebbe conseguenze dirette sull’organizzazione di famiglie, studenti, insegnanti e personale scolastico.
Significherebbe rivedere la distribuzione delle vacanze durante l’anno, tenendo invariato il tempo dedicato alla didattica. Ma significherebbe anche fare i conti con servizi, trasporti, mense, attività sportive e soprattutto con le esigenze dei genitori che lavorano e che dovrebbero gestire alcune settimane in più senza scuola.
Il confronto, quindi, è inevitabilmente più complesso della semplice scelta tra settembre e ottobre.
La Costa d’Argento può cominciare a discuterne ora
La proposta è soltanto all’inizio e non esiste, al momento, alcun percorso formale per cambiare il calendario.
Ma un dato politico c’è: il tema ha cominciato a raccogliere l’attenzione degli amministratori del territorio.
Pettini lo ha rilanciato da Orbetello. Fusini, Chelini e Cerulli si sono detti disponibili a ragionare sulla scuola a ottobre. Casamenti apre a un rinvio più contenuto, entro la fine di settembre.
Ora la questione potrebbe diventare l’occasione per far dialogare i Comuni della Costa d’Argento e costruire, eventualmente, una posizione comune da portare ai tavoli competenti.
Perché da anni la Maremma dice di voler trasformare settembre in un vero mese turistico.
E mentre il 15 settembre i ragazzi torneranno sui banchi, fuori dalle finestre delle scuole maremmane l’estate, almeno quest’anno, sembra non avere alcuna intenzione di finire.



