Don Enzo lascia la Caritas dopo 14 anni: chi prende il suo posto | MaremmaOggi Skip to content

Don Enzo lascia la guida della Caritas dopo 14 anni. Il vescovo sceglie don Claudio Bianchi

Il sacerdote, 73 anni, passa il testimone a don Claudio Bianchi. Una scelta maturata già con il vescovo Roncari. Per la Caritas si apre una nuova fase, anche con il progetto della sede in via Pisa
Don Enzo Capitani e don Claudio Bianchi
Don Enzo Capitani e don Claudio Bianchi

GROSSETO. Per quattordici anni è stato il volto della Caritas diocesana di Grosseto, ma per chi conosce la città e soprattutto quella parte di città che spesso resta invisibile, don Enzo Capitani è molto più di un direttore. È il sacerdote che da una vita si occupa dei poveri, degli emarginati, dei detenuti, di chi ha perso il lavoro o la casa, delle persone che non sanno più a chi chiedere aiuto. E che, quando è stato necessario, non ha esitato a richiamare la politica e le istituzioni alle proprie responsabilità.

Adesso, dopo quattordici anni alla guida della Caritas, don Enzo passa il testimone a don Claudio Bianchi. La decisione è stata presa dal vescovo Bernardino Giordano e compare tra le nomine diocesane annunciate in questi giorni, insieme a quelle dei vicari delle quattro zone pastorali e dei responsabili degli uffici della Diocesi.

Ma dietro a quella che, nel comunicato ufficiale, è soltanto una riga, c’è un cambiamento importante per la Chiesa grossetana e per il mondo della solidarietà.

Una scelta maturata nel tempo

Don Enzo, nato a Monte Argentario il 2 agosto 1953, ha compiuto 73 anni. La decisione di affidare la direzione della Caritas a un sacerdote più giovane non nasce da contrasti né da divergenze sulla gestione dell’organizzazione, ma dalla volontà di alleggerire un impegno che, con il passare degli anni, è diventato sempre più gravoso.

È quanto emerge dai chiarimenti raccolti da MaremmaOggi presso la Diocesi. Già il precedente vescovo, Giovanni Roncari, aveva valutato un avvicendamento, poi rimasto in sospeso. Il suo successore, Bernardino Giordano, dopo un anno e mezzo dedicato a conoscere la realtà diocesana, ha deciso di procedere.

Un ricambio generazionale, dunque, che riguarda la responsabilità di un organismo impegnato quotidianamente su molti fronti, dall’accoglienza alla distribuzione degli alimenti, dal sostegno alle famiglie all’ascolto delle persone in difficoltà.

Quattordici anni accanto agli ultimi

Don Enzo era diventato direttore della Caritas nel 2012, ma il suo impegno sociale era cominciato molto prima. Ordinato sacerdote nel 1978, si è confrontato fin dai primi anni di ministero con il mondo del carcere, prima a Roma e poi in Toscana, dedicando una parte importante della propria vita alle persone detenute e a quelle che vivono ai margini della società.

A Grosseto è diventato negli anni un punto di riferimento anche per chi non frequenta la Chiesa, costruendo rapporti con le associazioni, il volontariato e le istituzioni, senza perdere la capacità di dire quello che pensa, anche quando le sue parole possono risultare scomode.

Nel 2024, proprio nell’anno del cinquantesimo anniversario della Caritas diocesana, gli è stato assegnato il Grifone d’oro, uno dei più importanti riconoscimenti cittadini, come testimonianza di una vita trascorsa al servizio degli altri.

Nelle interviste rilasciate a MaremmaOggi ha raccontato spesso una Grosseto diversa da quella delle cartoline, segnata dalla crescita delle nuove povertà, dalla solitudine, dalla ludopatia e dalla diffusione delle droghe. Una città nella quale le difficoltà non riguardano soltanto chi vive per strada, ma anche famiglie che fino a pochi anni fa riuscivano a mantenersi e che oggi faticano ad arrivare alla fine del mese.

E non ha mai smesso di occuparsi del carcere di via Saffi, denunciandone le condizioni e chiedendo che il progetto del nuovo istituto non resti ancora una volta soltanto sulla carta.

Lascia dunque un incarico, ma non si può certo raccontare la sua storia come quella di un sacerdote che ha deciso di voltare le spalle agli ultimi. Sul suo futuro e sugli incarichi che continuerà a svolgere la Diocesi non ha ancora fornito indicazioni.

Don Claudio Bianchi, un passaggio nel segno della continuità

A raccogliere il testimone sarà don Claudio Bianchi, 52 anni, grossetano, ordinato sacerdote nel novembre 2023.

Una figura che conosce già molto bene la Caritas, nella quale ha lavorato a stretto contatto con don Enzo, ricoprendo il ruolo di responsabile operativo e partecipando direttamente alla gestione dei servizi di assistenza. Si è anche occupato del progetto Abitare la notte.

La scelta del vescovo, quindi, non porta alla guida dell’organizzazione una persona estranea alla sua attività, ma un sacerdote che ne conosce le persone, i volontari e le necessità quotidiane.

Per don Claudio si apre adesso una responsabilità importante, in una fase nella quale le richieste di aiuto continuano a rappresentare una parte rilevante del lavoro della Caritas e nella quale si prepara anche un cambiamento destinato a segnare il futuro dell’organizzazione.

La nuova sede in via Pisa, la sfida che attende la Caritas

La Caritas è infatti in procinto di avviare una nuova fase dei lavori per la sede di via Pisa, un progetto atteso da anni e che ha attraversato anche la lunga direzione di don Enzo.

L’obiettivo è riunire in una struttura più moderna e funzionale alcuni dei principali servizi oggi distribuiti in spazi diversi, dalla mensa alle docce, dal centro di accoglienza al centro di ascolto, offrendo ambienti più adeguati alle persone che ogni giorno si rivolgono all’organizzazione.

Il progetto era stato annunciato nel 2020 e il cantiere era stato inaugurato simbolicamente nell’aprile del 2024, in occasione dei cinquant’anni della Caritas. Adesso si prepara un nuovo passaggio operativo.

Sarà dunque don Claudio Bianchi ad accompagnare la Caritas verso questa nuova fase, raccogliendo un’eredità importante, costruita in quattordici anni di direzione e in una storia personale di impegno che affonda le radici molto più indietro nel tempo.

E se per la Diocesi il cambiamento rientra nella riorganizzazione degli incarichi pastorali voluta dal vescovo Bernardino, per Grosseto segna soprattutto la fine di una lunga stagione della sua Caritas, quella che ha avuto in don Enzo Capitani uno dei suoi volti più riconoscibili.

Le altre nomine del vescovo Bernardino

Il cambio alla guida della Caritas rientra in una più ampia riorganizzazione degli incarichi pastorali decisa dal vescovo Bernardino Giordano, dopo un anno e mezzo dedicato a conoscere la diocesi, le sue comunità e i sacerdoti.

Per quanto riguarda le quattro zone pastorali, don Fabio Bertelli è stato nominato vicario della zona urbana, don Mirko Scoccati della zona Ombrone, don Marius Balint della zona Costa e don Giovanni Ricciardi della zona Colline.

Novità anche negli uffici diocesani. Padre Adriano Minucci, dei frati minori cappuccini, assume la direzione della pastorale della salute, finora vacante, mentre don Jarek Migus è delegato per la vita religiosa e direttore dell’ufficio per l’ecumenismo e il dialogo. Don Marco Gentile guiderà l’ufficio liturgico, Marcello Campomori quello della cultura e Giacomo D’Onofrio le comunicazioni sociali.

La direzione dell’ufficio catechistico è affidata a Daniela Rossi, Fabio Nicosia e don Marius Balint, mentre don Stefano Papini si occuperà della pastorale giovanile. Per quella familiare sono state scelte due coppie di sposi, Giovanni e Silvia Mascagni e Marco e Francesca Rossi.

Completano le nomine Luca Guidi, responsabile dell’ufficio tecnico, padre Chryzostom Fryc, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico, e Franco Crovetti, responsabile del Sovvenire, il servizio dedicato al sostegno economico alla Chiesa e all’8xmille.

Un riassetto che il vescovo ha voluto costruire attorno al concetto del «noi ecclesiale», privilegiando la collaborazione tra sacerdoti, laici e comunità e dando stabilità agli incarichi pastorali.

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