CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Prima una pinna che rompe la superficie del mare. Poi un’altra. E improvvisamente comincia lo spettacolo: i delfini saltano fuori dall’acqua, giocano tra le onde e accompagnano per qualche momento la navigazione della barca.
È il bellissimo incontro fatto questa mattina, domenica 23 agosto, da Silvia Fedi nelle acque davanti alle Rocchette, uno degli angoli più belli della costa di Castiglione della Pescaia.
Silvia era in barca quando si è accorta della presenza dei cetacei. È bastato prendere il telefono per immortalare quei pochi, spettacolari istanti: i delfini emergono dall’acqua e si rituffano, regalando una di quelle immagini che d’estate diventano il ricordo di una giornata intera.
I delfini davanti alle Rocchette
Un incontro emozionante, ma la presenza dei delfini in questo tratto della costa maremmana non deve sorprendere.
Il mare della Toscana è infatti compreso nel Santuario Pelagos, la grande area marina internazionale dedicata alla protezione dei mammiferi marini che si estende tra Francia, Principato di Monaco e Italia. Sul versante italiano comprende il Mar Ligure e una vasta parte del Tirreno, interessando anche la costa toscana fino al confine con il Lazio.
Siamo dunque nel cuore di un’enorme area del Mediterraneo particolarmente importante per i cetacei.
E sotto la superficie del mare che bagna la Maremma c’è molta più vita di quanto possa immaginare chi lo osserva semplicemente dalla spiaggia.
Tursiopi e stenelle, i delfini del mare toscano
I dati raccolti da ARPAT mostrano come tursiopi e stenelle striate siano le due specie di delfini maggiormente presenti nei mari toscani.
Il tursiope (Tursiops truncatus) è il classico delfino che tutti abbiamo nell’immaginario: robusto, curioso e capace di frequentare anche acque relativamente vicine alla costa.
La stenella striata (Stenella coeruleoalba) è invece più piccola e slanciata ed è particolarmente agile. È una specie tipica delle acque aperte e profonde e può essere osservata in gruppi anche numerosi.
Senza immagini sufficientemente dettagliate non è possibile stabilire con certezza a quale specie appartenessero gli esemplari incontrati questa mattina alle Rocchette. Ma entrambe fanno parte della fauna abituale del mare toscano.
ARPAT sottolinea infatti che tursiopi e stenelle sono le due specie più diffuse nel Mediterraneo occidentale.
La Maremma è una delle porte del Santuario dei cetacei
I numeri aiutano a comprendere quanto questa presenza sia concreta.
Nel 2024, secondo il monitoraggio di ARPAT, lungo le coste della provincia di Grosseto furono registrati otto cetacei spiaggiati: quattro stenelle, un tursiope, due delfinidi dei quali non era stato possibile determinare la specie e una balenottera comune.
Il dato sugli spiaggiamenti, naturalmente, non misura direttamente quanti animali vivano o transitino davanti alla costa, ma testimonia la presenza delle diverse specie nelle acque maremmane.
Ed è proprio questo che rende incontri come quello di Silvia Fedi così affascinanti: non sono apparizioni di animali estranei a questo mare, ma la manifestazione improvvisa e spettacolare di una biodiversità che normalmente resta nascosta ai nostri occhi.
Quando il mare improvvisamente prende vita
Chi naviga lungo la costa maremmana può avere la fortuna di incontrarli quando meno se lo aspetta.
A volte si scorge soltanto la pinna dorsale. Altre volte i delfini si avvicinano alle imbarcazioni e sfruttano l’onda prodotta dalla prua. In altre occasioni arrivano i salti fuori dall’acqua, probabilmente il comportamento che più di ogni altro riesce a trasformare un semplice avvistamento in uno spettacolo.
Ed è quello che è successo questa mattina alle Rocchette.
Per pochi istanti, davanti a uno dei tratti di costa più belli della Maremma, il mare si è aperto e i suoi abitanti si sono fatti vedere.
Silvia Fedi è riuscita a essere nel posto giusto nel momento giusto. E a portarsi a casa immagini che raccontano meglio di tante parole quanta vita ci sia ancora là fuori, a poche miglia dalle nostre spiagge.






