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Cresce l’economia del mare in Maremma, ma non con i giovani

Quanto conta l’economia del mare nella Provincia di Grosseto? A dirlo è il rapporto stilato della Camera di Commercio Maremma e Tirreno. Le imprese blu nell’area Maremma e Tirreno sono aumentate del 2,4% ma le imprese giovanili restano al palo
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GROSSETO. Quanto conta l‘economia del mare nella Provincia di Grosseto? A dirlo è il rapporto stilato della Camera di Commercio Maremma e Tirreno, presentato oggi, 25 settembre, agli Hangar Creativi di Livorno, durante l’evento organizzato in collaborazione da CCIAA e Comune di Livorno.

La presentazione del rapporto sull’economia blu, curato da Raffaella Antonini, economista del Centro Studi della CCIAA, ha illustrato i numeri e i trend di un settore vitale. Nella provincia di Grosseto la blue economy conta 2.486 a Grosseto e dà lavoro 10.567 addetti. Un trend in crescita: tutti gli indicatori del settore sono positivi e mostrano una crescita superiore a quella registrata dal resto dell’economia.

Le imprese blu in Maremma

Anche nel 2024 la maggior parte delle imprese blu nell’area Maremma e Tirreno si concentra nelle filiere Alloggio e ristorazione (55%) e Attività sportive e ricreative (17,6%) , con percentuali diverse a seconda dello specifico territorio. Il peso delle imprese operanti nell’ambito della Cantieristica è comunque di un certo rilievo (10,3%); resta significativo il contributo imprenditoriale di Ittica (7,6%) e Movimentazione merci e passeggeri via mare, filiere in cui, rispettivamente, Grosseto e Livorno hanno un peso importante

Le imprese blu nell’area Maremma e Tirreno sono aumentate del 2,4%, a fronte di un calo del 2,5% del totale delle imprese locali. Il valore aggiunto blu è cresciuto del 15,3% e l’occupazione dell’8,6%, contro rispettivamente il +5,4% e il -1,9% del totale dell’economia.

Il turismo rappresenta il settore principale

La gran parte delle imprese blu maremmane è nella filiera Alloggio e ristorazione (52,5%) e nelle Attività sportive e ricreative(21,6%) . 

Il rapporto evidenzia la forza moltiplicativa dell’economia blu: per ogni euro di valore aggiunto prodotto dall’economia del mare in Toscana, se ne attivano altri 2,1 sul resto dell’economia. Per l’area Maremma-Tirreno, il valore aggiunto complessivo (prodotto e attivato) ammonta a 7,5 miliardi di euro.

«Il tessuto imprenditoriale blu si espande significativamente – si legge nel rapporto – lasciando indietro un’economia locale che, nel suo complesso, continua a fare retromarcia. Il trend è sostanzialmente buono per tutte le filiere, con la sola esclusione dell’Ittica. L’andamento complessivamente positivo della filiera Movimentazione merci e passeggeri via mare è dovuto essenzialmente alle dinamiche registrate in Maremma»

Le imprese giovanili non crescono in Maremma

Le imprese giovanili blu sono tornate a crescere un pò ovunque tranne che nella provincia di Grosseto (Italia +0,8%, Toscana +3,6%, Livorno +8,8%, Grosseto -1,7%, CCIAA MT +5%). Sul territorio Maremma e Tirreno le imprese giovanili blu (274 a Livorno e 140 a Grosseto) incidono sull’economia del mare per il 6% (6,2% Livorno, 5,6% Grosseto), valore al di sotto della media regionale (6,5%) e nazionale (8,9%), come del resto accade per l’intero tessuto economico. L’imprenditoria giovanile tende ad avere un maggior peso nelle filiere legate a turismointrattenimento-sport. Resta comunque importante il coinvolgimento dei giovani imprenditori locali nell’Ittica e nella Cantieristica.

Nel corso dell’incontro, il presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno Riccardo Breda, ha sottolineato l’importanza strategica del settore: «I dati del rapporto del nostro Centro Studi confermano che la blue economy continua a crescere nelle province di Grosseto e Livorno, creando occupazione e spingendo i territori verso la doppia transizione e l’innovazione».

«Come emerso durante la Biennale – ha aggiunto Breda – il mare in tutte le sue accezioni può davvero diventare il fulcro, per tutta la costa toscana, di una crescita che guarda all’industria, al commercio, ai servizi e al turismo, nell’ottica della tutela ambientale e dello sviluppo sostenibile. È necessario cogliere tutte le opportunità affinché le filiere blu del nostro tessuto produttivo vengano valorizzate ed investire sulle infrastrutture costiere».

 

 

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