Grosseto 2027, centrosinistra da Rifondazione ad Azione: pressing su Marras | MaremmaOggi Skip to content

Il campo ora è larghissimo, da Rifondazione ad Azione. E tutti gli occhi sono su Marras

Primo incontro all’Hotel Airone per costruire l’alternativa al centrodestra: al tavolo un fronte che punta ad andare dalla sinistra fino ai civici e ai moderati. È il perimetro auspicato alle Terme Leopoldine. Nel Pd c’è chi ragiona: «Adesso Marras ha quello che chiedeva»
Il Comune di Grosseto e Leonardo Marras
Il Comune di Grosseto e Leonardo Marras

GROSSETO. Altro che campo largo. Quello che sta prendendo forma in vista delle elezioni amministrative di Grosseto del 2027 è, almeno nelle intenzioni, un campo larghissimo. Tanto largo da provare a mettere allo stesso tavolo mondi politici che, almeno sulla carta, hanno parecchie cose che li dividono.

Dalla sinistra di Rifondazione Comunista fino ai moderati di Azione, passando per le altre forze politiche e civiche del centrosinistra.

Il primo incontro si è tenuto mercoledì 12 agosto all’Hotel Airone. Ufficialmente è soltanto l’apertura di un «cantiere politico e civico». Politicamente, però, la fotografia è molto più interessante.

Perché quel tavolo comincia ad assomigliare parecchio al perimetro indicato nei mesi scorsi da Leonardo Marras: un’alleanza larga, capace di andare oltre il centrosinistra tradizionale e di coinvolgere anche forze civiche e moderate.

Ed è proprio qui che, dentro il Pd grossetano, qualcuno comincia a fare un ragionamento molto semplice: adesso Marras ha praticamente tutto quello che aveva chiesto. E quindi diventa più difficile tirarsi indietro.

Dalla sinistra ad Azione, nasce il campo larghissimo

Il comunicato diffuso dopo l’incontro evita accuratamente di mettere al centro sigle, candidature e leadership.

La firma scelta è già un messaggio politico: «Forze politiche di centrosinistra, civiche e moderate».

Una definizione volutamente ampia.

«È stato un primo passo, non un punto di arrivo – spiegano –. Abbiamo aperto un cantiere politico e civico che, nei prossimi mesi, dovrà essere costruito con pazienza, ascolto, partecipazione e capacità di mettere insieme sensibilità diverse, con l’obiettivo di dare alla città una vera alternativa al governo del centrodestra».

La sostanza politica è proprio in quelle «sensibilità diverse».

Perché costruire una coalizione che tenga insieme Rifondazione e Azione significa provare a superare definitivamente il recinto tradizionale del centrosinistra grossetano.

Non semplicemente Pd, sinistra e Movimento 5 Stelle, dunque, ma un’alleanza che cerchi interlocutori anche nel mondo civico e moderato.

Quello che Marras aveva chiesto alle Leopoldine

Ed è qui che torna inevitabilmente il nome di Leonardo Marras.

Nell’incontro alle Terme Leopoldine con Giancarlo Capecchi, Marras aveva indicato proprio nell’allargamento del perimetro politico una delle condizioni necessarie per costruire un’alternativa competitiva al centrodestra.

Non un centrosinistra chiuso dentro i propri confini tradizionali, ma un progetto capace di dialogare con pezzi della società civile e con l’area moderata della città.

Ora quel tentativo è cominciato. Ed è difficile non leggere il tavolo dell’Airone anche alla luce della partita sulla candidatura a sindaco.

Perché il centrosinistra grossetano ha davanti a sé due problemi distinti: costruire una coalizione e trovare una figura capace di tenerla insieme.

Sul primo fronte, almeno sulla carta, un passo significativo è stato fatto. Sul secondo la partita è completamente aperta.

Nel Pd qualcuno pensa: «Ora non può tirarsi indietro»

Ed è proprio per questo che nel Pd il ragionamento sulla candidatura di Marras torna inevitabilmente d’attualità.

Non c’è ancora un’investitura e non c’è una candidatura ufficiale. Ma tra i democratici c’è chi osserva come il quadro che sta prendendo forma corrisponda sempre di più alle condizioni politiche indicate dallo stesso Marras.

Tradotto: se davvero si riuscisse a costruire una coalizione che va dalla sinistra ai moderati, uno degli argomenti utilizzati finora per frenare sulla candidatura verrebbe meno.

Il ragionamento che circola tra alcuni esponenti dem è netto: il campo largo che Marras auspicava sta diventando addirittura larghissimo. Se l’operazione dovesse reggere, sarebbe quindi più complicato sottrarsi alla richiesta di guidarla.

Naturalmente resta una differenza enorme tra sedersi tutti allo stesso tavolo in agosto e arrivare tutti insieme alle elezioni nella primavera del 2027. Ed è probabilmente questa la vera sfida.

Prima il programma, il candidato arriverà dopo

Nel documento, infatti, il nome del candidato non compare.

Anzi, le forze riunite all’Airone sembrano voler seguire il percorso opposto: prima costruire il progetto e soltanto successivamente individuare chi dovrà rappresentarlo.

«Nei prossimi mesi lavoreremo per arrivare a una proposta capace di parlare alla città – spiegano – individuando anche la figura del sindaco o della sindaca che possa rappresentare questo percorso e guidare una nuova stagione per la città».

Una formula che lascia aperta ogni possibilità.

Ma anche una scelta che consente di rinviare il passaggio più delicato, evitando che la discussione sul nome faccia saltare il tavolo prima ancora che sia realmente partito.

Sicurezza, lavoro e una città che invecchia

Intanto sono stati messi sul tavolo i primi temi. A partire dalla sicurezza.

Per il nuovo fronte «non può limitarsi soltanto alla presenza e al presidio delle forze dell’ordine», che secondo i promotori dovranno comunque essere implementati. Sicurezza significa anche «prevenzione, educazione, qualità degli spazi pubblici, inclusione e capacità di costruire comunità».

Ci sono poi scuola, politiche sociali, partecipazione, lavoro e impresa.

Uno dei temi sui quali il futuro programma dovrà concentrarsi sarà inoltre l’organizzazione della vita quotidiana dei grossetani: «Lavoro, famiglia, studio, cura, spostamenti e tempo libero», con particolare attenzione ad anziani, famiglie, lavoratori e universitari in una città destinata progressivamente a invecchiare.

Sul fronte economico l’obiettivo dichiarato è costruire una Grosseto capace di attrarre risorse e investimenti, migliorare le infrastrutture e creare nuove opportunità.

Il clima entra nel programma per il 2027

Tra gli assi individuati compare anche il cambiamento climatico.

Il centrosinistra vuole inserire nel programma interventi contro le isole di calore, aumento del verde urbano, riprogettazione degli spazi pubblici e infrastrutture capaci di rendere Grosseto più resiliente davanti all’aumento delle temperature.

Ma nel comunicato compare soprattutto una parola che potrebbe diventare politicamente importante nei prossimi mesi: affidabilità.

«Non vogliamo costruire un semplice cartello elettorale – scrivono – ma un progetto credibile, con obiettivi chiari, realizzabili e verificabili».

Ed è esattamente questo il banco di prova dell’operazione.

Il vero problema sarà tenere insieme tutti

Mettere insieme una coalizione molto larga può aumentare la capacità elettorale del centrosinistra. Ma aumenta inevitabilmente anche le distanze politiche da comporre.

Rifondazione Comunista e Azione, per fare l’esempio più evidente, hanno culture e posizioni molto diverse su numerosi temi nazionali. Alle amministrative, però, la partita può essere differente: il terreno comune diventa la città e il programma può consentire convergenze difficili altrove.

È la scommessa del tavolo nato all’Airone, ma è anche il suo principale rischio.

Perché il centrosinistra dovrà dimostrare che quello riunito il 12 agosto non sia soltanto un fronte costruito per battere il centrodestra, ma una coalizione capace di trovare una sintesi su urbanistica, sviluppo economico, turismo, infrastrutture, ambiente, sicurezza, sociale e futuro della città.

Gli stessi partecipanti sembrano esserne consapevoli: «Non vogliamo costruire un semplice cartello elettorale».

A settembre il secondo appuntamento

Il prossimo passaggio arriverà già a settembre, quando le forze politiche e civiche torneranno a incontrarsi.

Quella volta la discussione dovrebbe entrare più nel merito del programma, definendo temi e assi sui quali costruire la proposta per il 2027.

Solo successivamente arriverà il momento della candidatura.

Ma la politica, inevitabilmente, corre più veloce dei documenti ufficiali.

E mentre il centrosinistra annuncia di aver aperto il suo cantiere, nel Pd la domanda comincia già a circolare: se davvero alla fine dentro quel cantiere ci saranno tutti, dalla sinistra ai moderati, chi può guidarlo?

Il nome di Leonardo Marras era sul tavolo prima. Dopo la riunione dell’Airone, lo è ancora di più.

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